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Fatica il business travel

Un'indagine Uvet Amex sottolinea le difficoltà del comparto in un anno complicato un po' per tutti

Un'indagine Uvet Amex sottolinea le difficoltà del comparto in un anno complicato un po' per tutti

Di Marco Bosco, 22 novembre 2012

Viaggi d’affari in sofferenza. È la fotografia di un anno difficile un po’ per tutti, scattata dall’edizione 2012 del Business travel survey, che Uvet Amex compila ogni anno sulla base delle cifre fornite da un panel di oltre 700 aziende. A colpire è soprattutto il dato previsionale sui viaggi in aereo, che dovrebbero chiudere l’anno con un -5,2% rispetto al 2011: a trascinare in basso il numero delle trasferte, il declino della domanda verso le destinazioni italiane, europee e nordamericane (a eccezione del Messico). Un decremento, quest’ultimo, solo parzialmente compensato dall’aumento dei viaggi intercontinentali extra Canada e Usa. «Ma la sorpresa forse maggiore», ha spiegato il presidente del gruppo Uvet, Luca Patanè, presentando la ricerca in occasione dell’evento milanese BizTravel Forum, «è quella che riguarda Cina, India e Russia. Per la prima volta da sei anni a questa parte, sono infatti in calo i voli verso gli scali dei tre paesi: a ottobre 2012, in particolare, il numero delle trasferte verso l’ex Celeste impero era sceso del 2% rispetto ai primi dieci mesi dell’anno scorso, mentre quello dei voli verso la Russia era in calo del 3% e quello per l’India addirittura del 12%». Unico paese Bric a reggere, e anzi a registrare un deciso incremento rispetto al 2011, il Brasile (+36%). Ma è cresciuta, in generale, l’intera regione sud e centro americana, così come l’Africa subsahariana (+27%): segno che i business traveller sono evidentemente alla ricerca di nuove mete. Discorso parzialmente diverso, infine, per la parte settentrionale del Continente nero (+11%) e per il Giappone (+58%), le cui prestazioni positive sono state più che altro determinate dal fisiologico rimbalzo seguito al picco negativo del 2011, generato dai noti eventi, sociali e naturali, che hanno sconvolto le due aree geografiche.
Per quanto riguarda quindi la destinazione Italia, i dati in possesso del gruppo Uvet segnalerebbero in salita, in numerose città della penisola, il numero dei pernottamenti alberghieri, seppur in presenza di un sensibile calo delle tariffe medie. «Il 2012 io lo definirei a macchia di leopardo», ha specificato però il presidente Federalberghi, Bernabò Bocca, anch’egli presente alla relazione sul Business travel survey. «Le mete che lavorano con i mercati internazionali, soprattutto con quelli extracontinentali, hanno in effetti retto e persino migliorato, a volte, le proprie posizioni. Le destinazioni più dipendenti dal turismo domestico, invece, hanno registrato cali sostanziosi, anche in doppia cifra percentuale, con i ricavi ulteriormente affossati dalla dinamica decrescente dei prezzi». Il presidente Federalberghi ha quindi proseguito il proprio intervento denunciando l’eccessivo peso fiscale gravante sulle strutture ricettive italiane. Ma Bocca ha anche approfittato dell’occasione per stigmatizzare le pratiche delle agenzie online in fatto di commissioni: «Internet, per noi, sarebbe dovuto essere un sistema per abbassare i costi, ma si è rivelato l’esatto contrario: siamo passati dal 10% praticato dall’intermediazione tradizionale al 25%-30% richiesto dalle Olta più importanti». Via libera, infine, da Federalberghi al ventilato progetto governativo di rottamare le strutture alberghiere più vetuste, per lasciare spazio, ha sostenuto Bocca, alla creazione di un’offerta ricettiva più moderna e al passo coi tempi.

Provata la correlazione tra ciclo economico e viaggi d´affari

Il business travel e il ciclo economico vanno di pari passo. Un’evidenza forse scontata per molti, ma che finalmente ha anche una prova scientifica, grazie alla ricerca The European House – Ambrosetti, illustrata al BizTravel Forum 2012 dal presidente dell’università di Trento, Innocenzo Cipoletta, che ha confermato come i trend del prodotto interno lordo e della produzione industriale si sovrappongano quasi perfettamente alla curva dei viaggi d’affari. Ecco allora che dati come quelli elaborati dal Business travel survey di Uvet American Express possono rivelarsi utili non solo per sottolineare le tendenze del comparto, ma anche per capire in che direzione si stia muovendo l’economia nel suo complesso.

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