Job In Tourism > News > Hospitality > Fascino d’antan e lusso esperienziale a Madeira

Fascino d’antan e lusso esperienziale a Madeira

Ciriaco Campus, general manager del Belmond Reid’s Palace, racconta come ha aperto lo storico hotel all’appeal contemporaneo, tra eventi, workshop ed escursioni

Ciriaco Campus, general manager del Belmond Reid’s Palace, racconta come ha aperto lo storico hotel all’a

Di Mariangela Traficante, 26 Aprile 2019

Il tè delle cinque c’è ancora, da gustare seduti davanti all’oceano e immersi nella natura subtropicale, come hanno fatto alcuni tra i più illustri ospiti del passato, da George Bernard Shaw a Winston Churchill e Gregory Peck. Ma il Belmond Reid’s Palace di Madeira, arroccato sulle scogliere dell’isola portoghese nell’Atlantico, ha anche deciso di aprirsi alle tendenze e alle richieste più contemporanee. Ed è questa la sfida di Ciriaco Campus, general manager italiano da circa dieci anni alla guida dell’hotel che si trova a 1,8 km dalla capitale Funchal. Contemporaneo vuol dire anche puntare sulla ristorazione (1 stella Michelin lo chef Luis Pestana), ma anche investire sulle famiglie (con servizi ed escursioni), sugli eventi e aprendo le proprie esperienze al pubblico, come le visite guidate del giardino, 10mila metri quadri di oltre 500 tipi di piante e fiori.

Natura, tradizioni locali, enogastronomia, sport: sono diversi i motivi che spingono a visitare l’isola, e anche se il pubblico italiano non è tra i più numerosi, “Si comincia a parlare di più di Madeira anche nel nostro Paese – spiega Campus -. Cresce la curiosità per un Portogallo così diverso da Lisbona, Porto, l’Alentejo e l’Argarve. E poi in generale il Paese sta vivendo un momento positivo, con tanti italiani che scelgono il Portogallo per viverci in pensione approfittando dei vantaggi fiscali”.

Domanda: Il Belmond Reid’s Madeira è una struttura storica e molto conosciuta: con la sua direzione cosa ha voluto lasciare e valorizzare di questi elementi, sia nella proposta che nel servizio, e dove invece ha deciso di innovare?
Risposta: “Il Belmond Reid’s Palace nasce come albergo 128 anni fa, nel 1891 e vanta un retaggio notevole avendo ospitato personaggi che hanno fatto e influenzato la storia del mondo come Winston Churchill, Fulgenzio Batista, George Bernard Shaw, oltre a numerosi membri di case reali europee.
Negli anni abbiamo scelto di preservare e celebrare alcuni elementi chiave che caratterizzano da sempre la storia dell’hotel. Il servizio ai massimi livelli, per esempio, è tutt’oggi fortemente legato alla “vecchia” scuola dell’hôtellerie, dove tutto gira intorno al cliente che va servito con discrezione e riverenza. Un’attitudine chiaramente evidente durante il nostro rito del tè pomeridiano servito secondo la migliore tradizione inglese, che attrae anche per questo un elevato numero di clienti.
Questo non ci ha comunque impedito di tenere in considerazione l’evoluzione più contemporanea del settore. In aggiunta alle innovazioni tecnologiche che non possono essere ignorate, ci siamo concentrati su quello che oggi nel mercato di fascia alta fa la differenza: il lusso esperienziale.
Abbiamo infatti studiato una serie di proposte esclusive per i nostri ospiti, fruibili sia all’interno dell’hotel sia nella destinazione che permette loro di essere protagonisti di esperienze uniche e autentiche, strettamente collegate alle tradizioni locali di Madeira. Fra queste, per esempio, vi sono eventi gastronomici, workshop per apprendere i segreti della cucina locale o dell’arte di curare i fiori, escursioni all’alba in posti conosciuti solo dagli abitanti dell’isola o traversate in barca per avvistare le balene o le foche.

D. Una delle sue intenzioni è stata quella di “aprire” l’hotel all’esterno, nel senso di proporre i suoi highlight (dal giardino alla ristorazione) anche al pubblico non ospite. Su cosa si è concentrato in questo senso? E quali sono stati gli elementi più apprezzati?
R. “Il processo di apertura al pubblico è stata la naturale evoluzione nell’ottica di un cambio di posizionamento per l’hotel. Volevamo promuovere un’immagine meno rigida della struttura e per farlo abbiamo scelto di cambiare atteggiamento e aprirci a nuovi potenziali target di riferimento.
Siamo partiti lavorando in primis sull’area dell’intelligenza emotiva e dell’empatia, cercando una maggiore connessione con gli ospiti che apprezzano moltissimo il fatto di essere coinvolti in conversazioni con il nostro personale potendo dare il loro contributo e un feedback diretto sull’esperienza che stanno vivendo. In questo ambito abbiamo fatto negli ultimi anni grandi investimenti nella formazione, e continuiamo a farne, per insegnare ai nostri collaboratori il giusto modo di coinvolgere adeguatamente gli ospiti, pur mantenendo la necessaria discrezione e il dovuto rispetto.
Devo dire con orgoglio che proprio il fattore umano costituisce l’elemento più apprezzato da chi sceglie di soggiornare al Reid’s o sperimentare i nostri ristoranti: l’opportunità di avere rapporti non superficiali con lo staff, unita all’eccellenza del servizio e alla grande attenzione per i dettagli. Insomma ci vedono meno snob, ma capaci di offrire sempre un servizio impeccabile, discreto, genuino e autentico”.

D. Quali sono i punti chiave dell’offerta in generale? Ha portato un “tocco” di italianità anche nell’offerta gastronomica? Oltre naturalmente al ristorante Villa Cipriani?
R. “La nostra offerta gastronomica è vincente perché basata sulla passione, il legame forte con il territorio e i suoi prodotti, e una grande curiosità che ci spinge a sperimentare sempre nuovi ingredienti e combinazioni in grado di creare sapori inediti che possano conquistare i nostri ospiti.
Credo che il “tocco di italianità” si possa collegare all’indole creativa che tutto il mondo ci invidia e di conseguenza al mio sprone a tutto lo staff a coltivare questa curiosità e a sfidare sé stessi per produrre ogni giorno qualcosa di nuovo. Quello che cerco di trasmettere ai miei collaboratori è di non accontentarsi, ma anzi di pensare che si possa fare sempre meglio e in maniera diversa.
Da queste “sfide” e dalla risposta entusiastica del team abbiamo realizzato fra gli altri due progetti straordinari proprio in chiave gastronomica. Il ristorante William, nato da un pensiero mattutino e riconosciuto a livello internazionale nel 2016 con l’assegnazione di 1 stella Michelin dopo soli 10 mesi; e “The Art of Flavors”, l’evento gastronomico estivo che abbiamo inaugurato nel 2017 e che riunisce 8 chef stellati oltre al nostro Luis Pestana fra postazioni culinarie e show cooking nei giardini dell’hotel, a bordo piscina e al ristorante William”.

D. Quali sono state, e quali sono ancora, le sfide di gestire una struttura così iconica in una destinazione come Madeira?
R. La sfida piú grande è stata, e per alcuni versi lo è ancora, dare visibilità alla destinazione. Pur essendo un’isola bellissima, purtroppo in certi mercati – tra i quali quello italiano – Madeira non è molto conosciuta. In questo senso facciamo sforzi enormi per cercare di aumentare la visibilità dell’isola sulla stampa, i social network, con la collaborazione con Ente di promozione turistica locale e anche in prima persona facendoci ambasciatori sia dell’hotel sia della destinazione.
Nel quotidiano, la sfida più grande è certamente continuare a proporre un servizio eccellente che rifletta il dna di Belmond Reid’s Palace, coccolando gli ospiti dal momento in cui arrivano e fino a quando ci lasciano, così che abbiano voglia di tornare nuovamente a trascorrere le vacanze con noi. È un lavoro di squadra, dove ognuno si impegna in prima persona per far sì che il proprio lavoro contribuisca al benessere degli ospiti e al successo dell’hotel. È davvero emozionante quando, al momento del commiato, riceviamo commenti positivi che enfatizzano l’esperienza di relazione con lo staff perché ci dà la certezza di essere riusciti a fare bene il nostro lavoro, regalando emozioni e creando legami genuini e autentici capaci di durare nel tempo. Questo è quello che ci distingue, la capacità di far sentire i clienti a casa e non in hotel”.

D. Quali sono i progetti per il prossimo futuro in termini di novità, investimenti, interventi nella struttura?
R. “Abbiamo concluso nel 2017 una prima tranche di lavori che hanno interessato la lobby, il ristorante della piscina e alcune sale multifunzionali per eventi e riunioni.
Questo ci ha dato modo di enfatizzare l’area d’ingresso comunicando agli ospiti fin dal loro arrivo la grandeur dell’hotel e la storia importante di Belmond Reid’s Palace.
Il ristorante della piscina ci permette ora di offrire il servizio colazione e pranzo in un ambiente unico all’aperto praticamente tutto l’anno, mentre le sale per eventi possono soddisfare diverse esigenze di eventi privati e corporate.
Nel 2019 abbiamo in programma il restyling di 32 camere e alcuni interventi al cocktail bar e nel corridoio al quinto piano – vera e propria memoria storica dell’hotel dove sono esposte numerose foto dall’inaugurazione nel 1891 fino ai giorni nostri – in continuità con lo stile della lobby rinnovata che conferiranno agli spazi un tocco più contemporaneo”.

D. Potrebbe tracciare un “identikit” del turista che sceglie Madeira, e il Belmond, come destinazione per la sua vacanza?
R. Il turista che sceglie Madeira è certamente una persona curiosa, alla ricerca di una destinazione poco conosciuta da scoprire. Possiamo definirlo un esploratore moderno, alla ricerca di una natura ancora incontaminata, di tradizioni e cultura, di esperienze enogastronomiche eccezionali, di un clima subtropicale con temperature miti tutto l’anno.
L’ospite di Belmond Reid’s Palce è anche lui un esploratore che, oltre a quanto sopra, ricerca un twist in più dato dalla certezza dell’eccellenza. Una destinazione nella destinazione dove il servizio, la qualità dei prodotti, la cura del dettaglio e professionisti esperti, discreti e affabili, gli permettono di vivere un soggiorno ancora più indimenticabile”.

D. Che tipo di opportunità ci sono, o potrebbero esserci, per i professionisti dell’ospitalità, del turismo, del F&B nella destinazione Madeira, e magari in particolare anche nella vostra struttura?
R. “Sono dell’avviso che Madeira possa offrire numerose opportunità ai professionisti del nostro settore. La collocazione geografica dell’isola le conferisce un clima molto mite, rendendola una destinazione subtropicale a poche ore di volo dall’Europa continentale ideale per lavorarci tutto l’anno. Inoltre, la conformazione naturale del territorio offre diversi spunti per tutti i segmenti di mercato: dalla clientela individuale ai viaggi di gruppo per incentive o riunioni di lavoro”.

L’hotel in cinque punti
La destinazione: Madeira è l’isola nell’Oceano Atlantico a circa 500 km dalla costa nord-occidentale dell’Africa. La capitale è Funchal.

La storia: inizia alla fine dell’Ottocento, quando il giovane scozzese William Reid approda sull’isola per goderne i benefici del clima per la salute. diventa imprenditore vinicolo, per poi acquistare un appezzamento di terreno sul promontorio conosciuto come Salto do Cavalo: William non farà in tempo a vederlo completato, ma proprio qui nel 1891 aprirà le sue porte l’hotel, che dalla famiglia Reid passerà di mano ai nuovi proprietari Blandy per poi approdare nel portfolio di Belmond nel 1996.

Le sistemazioni: 111 camere e 47 suite (due presidential suite, dedicate a Winston Churchill e George Bernard Shaw).

La ristorazione: il William Restaurant, guidato dallo chef Luis Pestana; The Dining Room, che ospita ogni settimana lo Champagne Gala Buffet; il Ristorante Villa Cipriani, di cucina italiana; l’hotel offre anche un cocktail bar e una pool terrace.

Gli eventi: si susseguono nel corso della settimana, tra tradizionali Dinner dances, performance di fado, tè sotto le stelle o tour dei giardini. Per i più piccoli c’è il Childrens’ Club.

Chi è Ciriaco Campus
La passione di Ciriaco Campus per il mondo dell’hôtellerie parte da lontano: già nei primi anni Novanta il manager ha iniziato la sua carriera in un piccolo albergo a conduzione familiare.
E la visione per il futuro era chiara: entrare a far parte di una grande compagnia alberghiera di lusso. Nel 1995 ha fatto così ingresso in Starwood, dove ha lavorato in brand come The Luxury Collection e St. Regis, in un’esperienza lunga 13 anni durante i quali Campus ha acquisito il know-how e l’esperienza necessari per raggiungere uno degli obiettivi cruciali della propria carriera: diventare general manager di un hotel di lusso.
Approda nel mondo Belmond nel 2008 come direttore sales & marketing al Belmond Reid’s Palace Madeira, di cui diventa hotel manager nel 2013 e general manager dall’anno successivo.

Comments are closed

  • Categorie

  • Tag

Articoli Correlati