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Fare scelte adeguate

Di Antonio Caneva, 12 ottobre 2001

Le attività estive erano in procinto di fare il bilancio della stagione oramai al termine e gli alberghi d’affari stavano rimettendo in moto la macchina operativa, quando si è verificata la tragedia delle twin towers. Non avendo percepito esattamente la portata del dramma alcuni operatori stagionali hanno alzato le spalle considerando che la stagione era comunque finita e che, quindi, a loro era andata bene. Dopo l’orrore delle morti in diretta si è iniziato a riflettere, dati alla mano, su cosa avrebbe comportato questa situazione e sulla sensazione di incertezza che era subentrata nelle attività quotidiane, con un impatto talmente forte, che, dati ufficiali, indicano persino un aumento di infarti e malattie cardiache nel periodo successivo all’11 settembre. Un senso di sgomento è subentrato nei nostri comportamenti e, leggo sul TTG una statistica AICA che evidenzia, nell’ultima settimana, cali di lavoro generalizzati superiori al 20%. Ho parlato quest’oggi con un albergatore di un importante albergo che, facendo il paio con alcuni altri, tra il serio ed il faceto mi chiedeva di mandargli il giornale per farlo girare tra i suoi impiegati, invogliandoli così a cercarsi un altro impiego. E’ chiaro che l’effetto immediato dei recenti avvenimenti sta causando notevoli difficoltà, però probabilmente vale la pena di soffermarsi a considerare se l’attuale atteggiamento, abbastanza generalizzato, di drastici tagli di organico risponda ad un bisogno reale e soprattutto immediato. Prima dell’undici settembre, ricevevamo in redazione continue lamentele di operatori alla ricerca di personale qualificato che, a loro avviso, era impossibile trovare; ora, senza alcuna distinzione, tutti sono in esubero. Rassomiglia molto alle situazione di ribassi borsistici quando le considerazioni che il mercato è talmente sceso da non aver più senso vendere è precedono solo, senza distinzione, al successivo ribasso. L’attività turistica subirà certamente nei prossimi tempi dei rallentamenti, ma non in tutti i comparti ed indiscriminatamente, e la ripresa, quando verrà, anche se al momento è impossibile stabilirlo, riproporrà i medesimi problemi di penuria di mano d’opera qualificata. In momenti difficili come l’attuale è importante, nel limite del possibile, operare senza cedere ad indicazioni di breve periodo, per evitare, successivamente, il rammarico di aver smantellato strutture efficienti e consolidate.

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