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Estate dalle tinte fosche

Di Marco Beaqua, 26 giugno 2009

Una diminuzione del turismo, sia straniero sia domestico, più accentuata rispetto a quanto già atteso per la stagione invernale 2008-2009. E una minore propensione, da parte degli italiani, a trascorrere una vacanza all’estero. Sono queste le linee generali delle previsioni degli operatori del settore per il periodo maggio-ottobre 2009, secondo quanto emerge dall’ultima indagine congiunturale svolta dal Ciset in collaborazione con Federturismo-Confindustria.
«Il perdurare della crisi economica sta frenando decisamente l’industria dei viaggi e dell’ospitalità italiana», spiega Valeria Minghetti, ricercatore senior del Centro internazionale di studi sull’economia turistica (Ciset) dell’università Ca’ Foscari di Venezia. «La ripresa, poi, appare a molti ancora lontana e così l’opinione degli operatori si dimostra oggi ancora più univocamente orientata al pessimismo di quanto non fosse in occasione della medesima indagine condotta a novembre 2008». A diminuire, in particolare, è stata la percentuale di coloro che prevedono, per la prossima estate, un andamento sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre è aumentato, oltre al numero dei pessimisti, anche quello degli ottimisti, seppur in modo meno rilevante. «Ciononostante il dato rimane poco confortante», prosegue Minghetti. «Anche coloro che si dicono convinti di un miglioramento delle tendenze lo fanno, infatti, basandosi non tanto sugli elementi positivi che contribuiscono a definire la competitività di una destinazione, quanto su fattori come la diminuzione generale dei prezzi e la maggiore propensione dei turisti italiani a evitare i viaggi costosi di lungo raggio».
In generale, gli operatori del nostro paese prevedono, per il semestre maggio-ottobre 2009, un calo complessivo del 4,3% negli arrivi e del 3,7% nelle presenze internazionali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per quanto riguarda i turisti italiani, invece, gli arrivi dovrebbero registrare una flessione tendenziale del 2,4% e i pernottamenti del 2,2%. «Coerentemente con questi dati», aggiunge Minghetti, «ci si attende pure un cambiamento nelle abitudini di consumo dei viaggiatori del nostro paese, che punteranno verso formule in grado di consentire un risparmio dei costi: mete più vicine, destinazioni più a buon mercato o, ancora, soluzioni di vacanza più economiche in termini di alloggio, di ristorazione e di altri servizi. Su questo quadro influirà inoltre l’andamento dei prezzi, determinato anche dalle oscillazioni del costo del petrolio e dall’andamento dei cambi dell’euro. Sarà così il rapporto qualità-prezzo dei servizi offerti il fattore sul quale si giocherà, secondo una parte consistente degli operatori, la capacità dell’Italia di competere con i principali concorrenti esteri».
In termini di dinamiche relative, poi, si dovrebbe assistere a una contrazione più o meno consistente di tutti i principali mercati rispetto all’estate 2008: secondo gli intervistati, una flessione più accentuata dovrebbe però interessare la domanda britannica e statunitense, a fronte di una tenuta maggiore del turismo domestico. In posizione intermedia, inoltre, l’andamento degli arrivi di turisti giapponesi, francesi e tedeschi. Segnalati in aumento, invece, i flussi da Scandinavia, Europa dell’est (in particolare Russia e Polonia), Spagna, Cina e Australia, mentre pressoché stabili o in leggera espansione dovrebbero essere quelli provenienti da Austria, Svizzera e Benelux. L’agriturismo, il turismo fitness e benessere e le crociere sono, infine, i segmenti che, secondo gli operatori, sarebbero destinati a registrare le performance migliori durante il semestre maggio-ottobre.

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