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Ente del turismo sloveno: una critica di Assotravel

Di Job in Tourism, 16 febbraio 2007

Da Confindustria-Assotravel riceviamo il seguente comunicato, che volentieri pubblichiamo.
In relazione alla recente iniziativa da parte dell’Ente del turismo sloveno di attivare la vendita on-line direttamente ai consumatori sul proprio sito web, il presidente di Confindustria-Assotravel (Associazione nazionale agenzie di viaggi e turismo), Andrea Giannetti, dichiara: «In una fase del mercato in cui Opodo Italia dichiara di volersi proporre alle agenzie di viaggio e dove Expedia (pur rimarcando, nella sua comunicazione al consumatore finale, di essere «il canale di prenotazione più sicuro») si orienta allo stesso modo, creando spazi web e formule ad hoc per il canale agenziale, meraviglia non poco la scelta assunta dall’Ente di promozione del turismo sloveno di procedere alla vendita on-line di alberghi e strutture sul proprio sito istituzionale.
Infatti, una scelta del genere è incongruente per un ente il cui compito dovrebbe essere, così come avviene per tutti gli enti che nel mondo promuovono i propri paesi di appartenenza, di fornire informazioni storico-culturali, stimolare i potenziali turisti, illustrare le destinazioni e di farlo molto, ma molto bene, in modo che il consumatore finale possa scegliere al meglio decidendo autonomamente il canale cui poi rivolgersi.
Inoltre, assolvendo a tali compiti di stimolo e informazione, gli enti del turismo assolvono anche al ruolo fondamentale di offrire un supporto a tutti quei tour operator che operano sulla destinazione e che investono i propri fondi per realizzare un catalogo e, così, promuovere il paese.
Per non parlare delle agenzie di viaggio che comunque costituiscono un canale qualificato di vendita utilissimo, se si vogliono avere visitatori per fare turismo di qualità.
Tutto questo, compresa la virata di bordo di Opodo ed Expedia (che non rappresenta una rivoluzione copernicana, ma senz’altro una significativa reimpostazione di rotta da parte di due operatori attentissimi all’andamento del mercato e con le antenne ben puntate su mercati avanzati come quelli del mondo anglosassone e americano), per l’Ente del turismo sloveno non rappresenta un bel niente in termini di marketing, costituendo invece una grave sottovalutazione non solo del ruolo degli operatori italiani, ma anche degli stessi operatori incoming sloveni.
Sono pochissimi i siti web a livello mondiale degli enti del turismo che danno direttamente la possibilità di prenotare gli alberghi a chi li naviga e certo, tra questi, non rientrano quelli dei paesi leader dei mercati internazionali (dove pure sono presenti banner pubblicitari, ma che tali sono percepiti da chi li visita).
Il mercato dei viaggi e vacanze resta detenuto almeno all’80% dal canale delle agenzie di viaggio tradizionali (che spesso si propongono anche on-line, andandosi così a riprendere una parte di quel 20% perso); questa quota, anziché andare verso una progressiva erosione, si consolida e riqualifica proprio grazie al web, che qualcuno aveva pronosticato come il becchino del canale agenziale.
Un punto di vista che da tempo sosteniamo anche nei confronti del portale nazionale Italia.it, che deve essere di supporto per convogliare i flussi e non per vendere turismo. A ognuno il suo mestiere e agli enti di promozione va, per l’appunto, quello di promuovere e informare (e non è affatto facile farlo bene ed efficacemente), mentre è alle imprese che compete l’organizzare e vendere (e lo sanno fare benissimo)».

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