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Eletti da Solidus i dieci Professionisti dell’anno 2009

Di Marco Bosco, 29 maggio 2009

Si è svolta pochi giorni fa, presso il Gran Visconti Palace di Milano, la cerimonia di premiazione de il Professionista dell’anno 2009: il prestigioso riconoscimento assegnato ai best performer nel settore dell’ospitalità, annualmente organizzato da Solidus, l’ente che raggruppa le dieci più importanti associazioni professionali del mondo dell’ospitalità e dell’accoglienza italiana. Per l’evento di quest’anno, il main sponsor Adecco hospitality & airport ha poi organizzato, a margine, un convegno dedicato alla formazione e agli scenari presenti e futuri del turismo italiano.
«Una delle sfide che il settore deve saper oggi cogliere è innanzitutto quella di sviluppare capacità adeguate a confrontarsi con le diverse culture che arriveranno in Italia in occasione dell’Expo di Milano e di tutte le attività collegate: gli operatori, in particolare, saranno chiamati a una maggiore attenzione e sensibilità, per garantire agli ospiti un servizio che venga percepito accogliente anche nella loro cultura di provenienza e non solo nella nostra. Bisognerà, in altre parole, dimostrare ai visitatori di essere in grado di offrire approcci diversi nei confronti di differenti usanze», ha spiegato tra gli altri, durante la tavola rotonda, il professore di economia e gestione delle imprese turistiche presso l’università Bicocca di Milano, Paolo Bonelli.
Tra i rappresentanti di Adecco Italia alla cerimonia di premiazione del Professionista dell’anno era poi anche presente Lucia Vitofrancesco, candidate manager della divisione hospitality & airport, che ha invece posto l’accento sulla formazione quale volano essenziale dello sviluppo del turismo nel paese: «Da anni noi di Adecco creiamo opportunità e percorsi di carriera per tutti coloro che vogliono entrare o che già operano nel settore turistico e aeroportuale. Anche oggi perciò ci stiamo muovendo per raccogliere le sfide del futuro, rappresentate adesso soprattutto dall’Expo del 2015. Per accogliere i flussi turistici dei prossimi anni, che arriveranno prevalentemente dai paesi orientali, l’Italia deve, infatti, muoversi con forti investimenti non solo nella creazione delle strutture, ma soprattutto nello sviluppo delle proprie risorse umane. Tutto ciò sia attraverso attività formative e di valorizzazione del potenziale e dei talenti, per garantire una sempre maggiore multiculturalità dei servizi, sia tramite l’offerta di opportunità reali per i giovani».

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