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E se gli influencer non fossero poi così tanto influenti?

Di Job in Tourism, 21 novembre 2018

Tra fake news e recensioni a pagamento pare proprio che la stella dei social media stia cominciando ad affievolirsi. Dopo qualche anno di sbornia collettiva sulla potenza della conoscenza condivisa, quale canale d’informazione ideale per ogni esigenza, cominciano a venire a galla le prime crepe di una fonte che poi così tanto perfetta non è.

Una ricerca condotta per il Wtm di Londra, tra oltre mille turisti britannici, ha in particolare dimostrato che i cosiddetti digital influencer non sono poi tanto influenti quanto si pensava fino a ieri. Il 78% del campione ha infatti dichiarato di non cercare minimamente ispirazione da loro per le decisioni di viaggio. Come se ciò non bastasse, un ulteriore 8% ha sì ammesso di consultare post e foto degli influencer, ma ha allo stesso tempo sostenuto che tali contenuti non esercitano nessuna influenza sulla selezione della propria destinazione e/o soluzione di soggiorno.

I viaggiatori paiono insomma diffidare dei social. E dopo il caso del truffatore salentino condannato per aver venduto 8 mila euro di recensioni false ai ristoratori italiani (qui la newsletter dell’epoca, ndr), continuano per di più a moltiplicarsi le segnalazioni sulla scarsa affidabilità di TripAdvisor. Sempre nel Regno Unito, un popolare locale della Cornovaglia, il Porthminster Beach Café, avrebbe in particolare denunciato di aver ricevuto all’inizio di questo mese un’offerta per 840 recensioni positive al prezzo di 1 sterlina a commento.

Un articolo uscito sul Timespoche settimane prima aveva inoltre sostenuto che fino a un terzo dei giudizi su TripAdvisor sarebbe falso.

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