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E poi ci sono i gufi criticoni

Il matrimonio veneziano di George Clooney: un rilancio mondiale di pubblicità per la Laguna

Il matrimonio veneziano di George Clooney: un rilancio mondiale di pubblicità per la Laguna

Di Claudio Nobbio, 6 novembre 2014

Ero a cena da Ivo, a Venezia, lo scorso 26 settembre. Si tratta di un ristorante di successo con una quarantina di posti: un ristorante evento si potrebbe dire. Qui Elton John è di casa come altri personaggi dello spettacolo, finanza, cultura. Ivo, un toscano di Pescia, lo fondò 40 anni fa: era figlio di ristoratori di quella cittadina dei fiori. Poi si trasferì al Grand Hotel delle Terme di Montecatini, dove ebbe modo di conoscere il bel mondo; di qui il passaggio verso Viareggio fu breve: venivano nel suo ristorante i musicisti e i direttori d’orchestra dei festival Puccini di Torre del Lago. «Perché non vieni a fare il ristoratore da noi?», gli chiesero. Cosa che fece con successo.
Poi gli capitò di venire a Venezia per una visita. Si innamorò della città d’acqua. «Io di qui non mi muovo più», disse. Trasformò un magazzino di intimo femminile in un ristorante e portò a Venezia la cucina toscana, con i suoi prodotti, che faceva venire direttamente da Firenze, i suoi chinati, e tante specialità del suo paese. Imparò a cucinare anche i piatti tradizionali veneziani, ma innovandoli alla sua maniera. Fu un successo che durò una ventina d’anni fino alla malattia. Lasciò il ristorante a Giovanni, il suo scudiero, e gli lasciò Giorgina in cucina che conosceva tutti i segreti di Ivo. Il successo è continuato fino a oggi.
George Clooney è un affezionato cliente. Ha fatto amicizia con Giovanni, la sua moglie cinese, i cuochi, i camerieri: è di casa. Viene il tempo del matrimonio con la bellissima Amal: avvocato di fama che sembra una modella dell’alta couture. La scelta è Venezia: due alberghi impegnati, il Cipriani e il nuovo Aman Palazzo Papadopoli, 7 stelle, 24 camere, giardino e motoscafo pronto all’ingresso d’acqua. Agenti di sicurezza, guardie del corpo, fioristi, cuochi e pasticceri: quattro giorni di festa, culminati nella cerimonia vera e propria, officiata con delega comunale da Walter Veltroni, amico di vecchia data.
Quel 26 settembre Clooney avrebbe festeggiato l’addio al celibato e Amal per conto suo l’addio al nubilato con le sue amiche: c’era mezza Hollywood, compreso Robert De Niro, in Laguna. Tutti si chiedevano dove sarebbe andato quella sera: o piscina del Cipriani o Gritti o Danieli, oppure chissà… Eravamo all’antipasto quando il motoscafo «Amore» attracca alla porta d’acqua di Ivo: scende Clooney e i suoi amici, sette in tutto. Giovanni si emoziona: «Ma George non mi hai avvisato». «Abbiamo deciso di farti una sorpresa». Un tavolo viene improvvisato spostando alcuni clienti, e l’addio al celibato ha inizio con bevute, assaggi delle specialità e buon umore: in particolare i fichi con gamberetti sbucciati di laguna, piatto tipico inventato da Ivo.
Ora sono tutti ripartiti. Giovanni ha avuto quasi 100 mila contatti in Internet in due giorni. Il ristorante è prenotato per i prossimi mesi. La spesa totale del matrimonio a Venezia, per i quattro giorni di soggiorno, si aggira sui 12 milioni, pagati dal suocero libanese.
Ci sono dei gufi che criticano: malattia italiana. Venezia, che ha 24 milioni di visitatori all’anno contro 54 mila abitanti, ha avuto un rilancio mondiale di pubblicità; ha fatto dimenticare Galan, Chisso, Mazzacurati, il sindaco Orsoni e gli scandali del Mose: un’opera faraonica che Massimo Cacciari dice inutile. E, per quanto ne so, anch’io confermo. Basta usare stivali di gomma quando l’acqua sale e, in base all’altezza, al ginocchio o inguinali.
Averne di questi eventi, altro che gufare.

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