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Dresda, in Sassonia: una fenice contemporanea

Di Marco Bosco, 6 marzo 2009

Un monumento storico nuovo ogni anno. Potrebbe essere questo il paradossale slogan della città di Dresda, in Sassonia: una fenice contemporanea che si prepara a un biennio pieno di eventi, organizzati per festeggiare la ritrovata ricchezza del proprio retaggio storico e culturale.
«La nostra città venne chiamata, dallo scrittore settecentesco Johann Gottfried Herder, la Firenze del Nord per lo splendore dei suoi quartieri barocchi», spiega Christoph Münch di Dresden marketing. «Nel febbraio del 1945, come è tristemente risaputo, Dresda venne però fatta oggetto di un massiccio bombardamento da parte delle forze alleate, che ne distrussero completamente il cuore. Da quelle ceneri il centro della città tuttavia risorse e oggi, quasi completamente ricostruito rispettando canoni e stili degli edifici originari senza tuttavia rinunciare anche a un tocco armonico di contemporaneità, appare in tutto il suo antico splendore».
Così, solo per fare un esempio, è recente l’inaugurazione della casa del compositore barocco Heinrich Schütz, mentre lo Steigenberger Hotel de Saxe è la ricostruzione del palazzo dove Clara Josephine Wieck, moglie del compositore Robert Alexander Schumann, suonò per la prima volta alcune delle opere del marito.
«Ma il progetto più ambizioso di Dresda, oltre al rifacimento della Frauenkirche, è sicuramente quello che ha riguardato il castello della città, per i cui ultra ventennali lavori di ricostruzione, ormai giunti alla loro fase finale, verranno spesi complessivamente più di 500 milioni di euro», prosegue Münch. «Per l’autunno 2009, in particolare, è in programma l’apertura della Türckischen Cammer, ossia della Camera turca: un grande reparto dell’armeria di Dresda in cui saranno esposti abiti, armi, tende e numerosi articoli del bottino delle guerre contro i turchi del diciassettesimo e del diciottesimo secolo».
Grande risonanza per la città di Dresda avranno poi le celebrazioni per il ventesimo anniversario della rivoluzione pacifica del 1989. «La nostra idea», continua Münch, «è quella di organizzare un’offerta specifica costruita attorno al tema della Ddr. Così lo Stadtmuseum allestirà, nel periodo dal 3 luglio 2009 al 10 gennaio 2010, una grande mostra speciale dal titolo “Keine gewalt! Revolution in Dresden 1989” (Nessuna violenza! La rivoluzione a Dresda nel 1989), mentre After the Fall sarà il tema del festival internazionale ed europeo di teatro, in programma dal 6 al 10 novembre 2009. In Bautzner Straße 112a è inoltre visitabile l’ex centrale della Stasi, così come, alle porte di Dresda, il Ddr-museum-Zeitreise raccoglie al suo interno arredi originali, una collezione completa di macchine prodotte in Germania dell’Est e numerosi oggetti della vita quotidiana ante 1989». Da segnalare così, tra le curiosità, anche il Trabi-Safari: un itinerario in Trabant tra le vie della città. «Naturalmente, noi dell’ente per la promozione turistica di Dresda», riprende subito Münch, «dedicheremo al ventesimo anniversario della rivoluzione pacifica numerosi programmi e pubblicheremo, tra l’altro, un nuovo catalogo appositamente pensato per i gruppi. L’Italia, in particolare, è tra i nostri obiettivi principali, in quanto la penisola è sicuramente uno dei nostri dieci mercati principali».
Entro il 2010, infine, aprirà i battenti il museo della storia militare tedesca, che diventerà il museo centrale ufficiale delle forze armate. «Disegnato dall’architetto Daniel Libeskind, autore tra l’altro del museo ebraico di Berlino», conclude Münch, «il nuovo edificio diventerà, con i suoi circa 19 mila metri quadrati di superficie espositiva, il museo più grande di Dresda. La rappresentazione cronologica dei sistemi delle armi, il cui percorso partirà dalle collezioni sulla storia militare del Regno di Sassonia, verrà interrotta da descrizioni dettagliate sulle cause e sugli effetti della guerra e della violenza, con particolare riferimento alle questioni morali e psicologiche inerenti alla vita dei soldati al fronte».

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