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Domenica tra i bersaglieri e l’Inter

Di Antonio Caneva, 21 maggio 2010

Domenica a Milano chi ha guadagnato di più è stato il motofurgone per il cibo e le bevande che, posizionatosi in piazza del Duomo, ha vissuto dapprima l’assalto dei bersaglieri sfilati in città e poi l’apoteosi dello scudetto dell’Inter.
Nel pomeriggio la piazza era diventata di due colori, il nero e l’azzurro, con qualche tono rosa nelle bandiere riservate al sesso femminile. Una incredibile tensione positiva permeava l’aria: grida, stridii di trombette, sventolii di bandiere. Alcune di queste, enormi, coprivano più persone in un abbraccio colorato. Nessuno si lamentava, una festa popolare condivisa.
Magliette nuove con i numeri dei beniamini, Milito su tutti; qualcuno aveva tirato fuori magliette di altri tempi, ormai scolorite. Un coraggioso ne vestiva una vecchia, stinta, con il numero 9 e la scritta Vieri: il più inviso dalla tifoseria nerazzurra tra i calciatori che negli ultimi anni hanno vestito i colori nerazzurri; ma già, era festa, e si faceva passare anche Vieri…
All’angolo di via Mercanti un ambulante vendeva magliette con il ritratto di Mourinho e la dicitura: San José da Setubal. Un gruppo di anziani, probabilmente tedeschi, che seguivano la guida con la bandiera in mano per farsi riconoscere, osservavano con terrore la piazza chiassosa e colorata che avrebbero dovuto attraversare per andare a prendere il pullman.
Fuori della Scala il pubblico si preparava a entrare per uno spettacolo: persone eleganti, formali; guardavano sbigottite il carosello che si era creato attorno alla statua di Leonardo. Un pulmino aveva incollato sul muso il manifesto di Panorama in cui spiccava la foto di Mourinho e a ogni fermata si vedevano magliette colorate che saltavano cantando lo slogan: «Andiamo a Madrid», intercalato da «Chi non salta milanista è».
A Madrid avrà luogo il prossimo episodio dell’avventura interista: oltre 50 mila persone arriveranno da fuori Spagna (Italia e Germania) per la finale di Champions league. Un affare colossale per la città e una buona opportunità di comunicazione per il nostro paese. Perché è inutile nascondersi che, in una società governata dal disimpegno, alcune manifestazioni forniscano dei ritorni di grande rilievo, in termini di visibilità e promozione.
E forse non è male che in tempi di cruda problematicità ci siano i bersaglieri e l’Inter a farci scordare gli affanni quotidiani.

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