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Dialogo e collaborazione

Di Massimiliano Sarti, 16 novembre 2007

Difendere l’identità professionale del concierge. È il cardine principale attorno a cui ruota l’intero programma di Federico Barbarossa, candidato unico alla presidenza Uipa in occasione delle prossime elezioni che si svolgeranno a Lecce dal 29 novembre al 2 dicembre, in concomitanza con il trentesimo congresso nazionale dell’Unione italiana portieri d’albergo. La scelta di Barbarossa è stata fortemente voluta dai rappresentanti delle associazioni regionali della Uipa, che puntano su di lui per garantire la necessaria continuità e l’auspicata prosecuzione dell’opera intrapresa dal presidente uscente, Mario Eroico.
«Una figura che ha saputo traghettare l’associazione nel difficile momento di transizione seguito alla scissione del 2001», spiega Barbarossa. «Allora, quando nacque la Uipa dalle ceneri della disciolta Fipa, l’esigenza principale era quella di costruire un’associazione più piccola rispetto alla precedente, ma capace di accogliere al suo interno solo quei professionisti dell’ospitalità che realmente si identificavano nella figura del concierge. Ora, a cammino avviato, dobbiamo continuare lungo la strada intrapresa, cercando di coinvolgere sempre più persone nel nostro progetto e affrontando le nuove sfide di un’hôtellerie in continua evoluzione».
La stessa scelta di Lecce, quale sede del congresso nazionale, è un chiaro segno dell’impegno a cercare sempre nuovi associati. Proprio la Puglia è, infatti, una delle regioni dove la Uipa è ancora poco rappresentata. «Perché, se per noi è essenziale difendere l’identità della professione», prosegue Barbarossa, «è altrettanto vero che la nostra associazione è aperta a tutti coloro che svolgono il mestiere di portiere d’albergo. Non solo: per crescere e migliorare ritengo fondamentale una fattiva e costante collaborazione con le altre figure e le altre associazioni appartenenti all’ambito dell’hôtellerie. È necessario, infatti, sfatare il mito del portiere signore della hall: quel personaggio carismatico che, forte del suo privilegiato rapporto con i clienti, gestiva una buona parte delle attività dell’albergo, entrando a volte in contrasto con gli altri collaboratori e spesso anche con lo stesso direttore dell’hotel. Il mio obiettivo è quello, invece, di sfruttare la capacità di relazionarsi con gli ospiti tipica del concierge per migliorare il servizio al cliente, grazie a un costante dialogo con la direzione. Un cambio di prospettiva fondamentale in un mercato globale sempre più esigente: un mondo in cui l’improvvisazione, anche se geniale, deve sempre più lasciare spazio a un approccio razionale alla professione».
Nel programma spicca, inoltre, una rinnovata attenzione verso il mondo della scuola con iniziative che mirino a riavvicinare i giovani alla professione del concierge. «Una questione che mi sta particolarmente a cuore», dichiara con entusiasmo Barbarossa. «Anche perché mi permette di spiegare con un esempio concreto cosa io intenda per collaborazione con le altre associazioni. È infatti insieme al presidente di Aira, Luciano Manunta, che ho realizzato recentemente “A come accoglienza”, un programma didattico di 180 ore annue ideato per la terza area del biennio di specializzazione delle scuole professionali del turismo. Con lo stesso Manunta abbiamo in mente di pubblicare anche un manuale dedicato al personale del ricevimento e ai portieri d’albergo. Da non dimenticare, poi, è l’importanza delle nuove figure simili alla nostra, che stanno emergendo nel mercato contemporaneo. Mi riferisco, in particolare, alla nuova moda del personal concierge che si sta diffondendo da qualche tempo anche in Italia. Credo, infatti, che le società specializzate in tali servizi siano da considerare non tanto come dei temibili competitor, bensì come un’ulteriore opportunità per partnership costruttive e reciprocamente vantaggiose».
Anche in materia di comunicazione l’associazione è destinata a ricevere un rinnovato impulso dalla nuova presidenza. Barbarossa, grazie alla sua esperienza di giornalista, è da tre anni l’addetto stampa della Uipa di cui, in particolare, ha rinnovato, nella forma e nei contenuti, il bollettino mensile. Sotto la sua direzione l’organo ufficiale dell’associazione è diventato un vero e proprio magazine, distribuito esclusivamente via web a tutti i soci Uipa. «Ci tengo a sottolineare, infine, un ultimo punto del mio programma», conclude Barbarossa. «Tra gli sforzi che intendo compiere per migliorare la professionalità dei nostri soci, c’è anche l’idea di coinvolgere i pensionati dell’Uipa: colleghi in grado di fornire la propria preziosa consulenza ai più giovani, fornendo loro quel bagaglio di conoscenze e contatti che solo una lunga esperienza può offrire».

Chi è il candidato alla presidenza Uipa

Nato a Genova 52 anni fa, Federico Barbarossa, dopo aver conseguito il diploma di scuola alberghiera in Italia, ha proseguito gli studi professionali all’estero perfezionando, in particolare, le sue competenze linguistiche. Dopo una lunga esperienza in alcuni prestigiosi hotel tedeschi, inglesi e italiani, è approdato nel 1980 al Cala di Volpe di Porto Cervo (Ot), dove dal 2006 è primo portiere della struttura. Iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1998, collabora da sette anni, in qualità di esperto di tecniche di vendita del prodotto turistico, con l’istituto alberghiero Ipssar di Arzachena (Ot).

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