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Destagionalizzazione, il volano (a metà) delle gite scolastiche

Il Ministero dell'Istruzione ha stanziato 50 milioni per permettere agli studenti meno abbienti di partecipare alle gite scolastiche, ma per gli operatori del turismo si può fare di più per incentivare un segmento importante per i mesi spalla

Il Ministero dell'Istruzione ha stanziato 50 milioni per permettere agli studenti meno abbienti di partecipar

Di Job in Tourism, 6 Aprile 2023

A proposito della tanto agognata spinta alla destagionalizzazione, è dei giorni scorsi la notizia dello stanziamento da parte del Ministero dell’Istruzione di 50 milioni di euro a favore delle scuole come incentivo per garantire la partecipazione alle gite scolastiche degli studenti delle famiglie meno abbienti per il prossimo anno scolastico. Cosa c’entra col turismo? Rilanciata da alcune inchieste giornalistiche, la questione della discriminazione derivante dall’impossibilità per molti studenti di partecipare alle gite per motivi economici, nei giorni scorsi era arrivata fino in Parlamento attirando l’attenzione anche degli operatori del turismo.

La posizione degli operatori

“Il carovita – aveva detto il presidente di Fto, Franco Gattinoni – si abbatte sui viaggi di istruzione ed è inaccettabile che i ragazzi siano discriminati in base al censo. Peraltro – aveva aggiunto Gattinoni – le gite rappresentano un volano importantissimo per il turismo nei mesi non di picco, soprattutto sulle città d’arte”. Problema risolto, dunque? Non proprio, perché quello delle gite scolastiche, visto dal punto di vista degli operatori del settore – ospitalità in testa – non è solamente un problema che ha a che fare con la disponibilità economica delle famiglie ma riguarda, come spesso accade in Italia, in primis la burocrazia.

“La primavera, il tempo delle partenze degli studenti – ha ricordato Gattinoni – arriva adesso. Ma la stagione, dal punto di vista della programmazione, ce la siamo già giocata. Servono sostegni e politiche di accompagnamento. Da tempo, diciamo che innanzitutto bisogna aiutare le scuole a pianificare i viaggi di istruzione con congruo anticipo in modo da spuntare prezzi più competitivi in sede di prenotazione. Inoltre, sarebbe utile snellire le procedure”. Un esempio? Il fatto che, in fase di selezione dei fornitori delle gite, le scuole debbano fare riferimento al Codice degli Appalti invece che al Codice del Turismo, come chiedono da tempo gli operatori.

Insomma, il “bonus” da 50 milioni stanziato dal Governo aiuterà sicuramente molti ragazzi a vivere il prossimo anno l’esperienza della gita scolastica – aspetto importantissimo – ma rimane un’azione insufficiente per aiutare gli operatori a sfruttare meglio le famose “stagioni spalla”.

 

 

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