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Dalla Russia con amore… per l´Italia

Come intercettare una domanda crescente, dai budget sostenuti e particolarmente variegata

Come intercettare una domanda crescente, dai budget sostenuti e particolarmente variegata

Di Massimiliano Sarti, 11 luglio 2013

Dai 315 mila del 2009 ai 650 mila del 2012, per arrivare, si stima, a toccare quota 1 milione a fine 2013, con una spesa media pro-capite, shopping escluso, di circa 200 euro al giorno. Sono i numeri dell’outgoing russo verso l’Italia, elaborati su dati dell’Istat e di Goskomstat, l’omologo ente statistico del grande paese euro-asiatico. Un mercato dalle notevoli potenzialità che, soprattutto in momenti difficili come quello attuale, può contribuire grandemente a diversificare la domanda e a bilanciare gli eventuali cali riscontrabili nei bacini turistici più tradizionali. Ma cosa cercano, in una destinazione come l’Italia, i viaggiatori del ex stato sovietico?
«Nell’immaginario dei russi, l’Italia è al primo posto per arte, design, moda, natura ed enogastronomia», spiega Marina Timofeeva, titolare di Universal Trading & Services, agenzia milanese specializzata nei viaggi dalla Russia alla penisola. «Città d’arte e turismo balneare sono, in particolare, le due principali offerte su cui si concentra la domanda proveniente dall’Est, ma sta aumentando anche la richiesta per le località invernali, soprattutto Trentino e Val d’Aosta, mentre sono molto apprezzati pure i soggiorni nelle località termali, che sempre più spesso vengono associati ai tour classici. Non solo: con l’andar del tempo si sta registrando un interesse crescente persino per le località d’arte cosiddette minori, spesso in occasione di eventi culturali e sociali, come le feste tradizionali, i tornei, le partite di calcio, i mercati, le sagre e le manifestazioni enogastronomiche. Il vino, in particolare, è un fattore di appeal fondamentale».
Un panorama alquanto variegato, dunque, che sfata pure alcuni luoghi comuni del settore, come per esempio quello relativo alla scarsa redditività del turismo religioso: «Noi trattiamo moltissimo questo segmento», riprende Marina Timofeeva. «E posso dire che si tratta di un target caratterizzato da parecchie affinità con quello di matrice culturale, ma soprattutto in grado di spendere, mediamente, circa 2 mila euro a testa, a settimana. Parliamo inoltre di turisti che spesso non hanno grandissimi pretese e che quasi sempre sono seguiti da ecclesiastici, in grado di guidarli e di assisterli durante il viaggio. Occorre, infine, ricordare che la differenza di calendario (la liturgia di molte chiese ortodosse segue quello giuliano, mentre i cattolici si rifanno al gregoriano, ndr) fa spesso sì che la richiesta russa di turismo religioso si concentri in periodi lontani dall’altissima stagione, contribuendo, in questo modo, a destagionalizzare il mercato».
Per intercettare la domanda proveniente dalla Russia, «la prima cosa da fare», suggerisce quindi Marina Timofeeva, «è quella di assicurarsi del personale in grado di parlare la nostra lingua. Il turista russo, infatti, pretende, vuole essere ascoltato e seguito, ma poi ringrazia e paga il giusto. Salendo di livello, inoltre, occorre garantire il servizio 24 ore al giorno, il bar sempre aperto e alcolici di qualità. Il tutto senza stupirsi se un ospite, magari, chiede un’aragosta alla catalana alle quattro di mattina, pretendendo pure che arrivi subito, per poi limitarsi semplicemente a spiluccare il piatto qua e là».
A livello di marketing e commercializzazione, infine, il suggerimento è quello di «cercare un’agenzia capace di portare adeguatamente la propria offerta nel mercato russo. La domanda online, infatti, è sì in crescita, ma rappresenta ancora una quota tutto sommato ridotta della richiesta complessiva e riguarda soprattutto i giovani fino ai 25 anni», conclude Marina Timofeeva. «Non bisogna perciò dimenticare di fare anche pubblicità sulla stampa e sui cataloghi dei tour operator, nonché di organizzare site inspection, per far conoscere ai buyer russi la struttura. Ma soprattutto è necessario diversificare proposta e comunicazione, a seconda dei target di mercato da raggiungere: i profili della domanda corporate o leisure sono infatti ancora oggi estremamente diversificati».

Il profilo dei turisti dello stato euro-asiatico*

I turisti russi sono attivi, socievoli, in cerca di nuove esperienze ed estremamente sensibili alle novità;
Le destinazioni con terme, sport all’aria aperta e delizie culinarie sono sempre più richieste;
I turisti russi richiedono hotel e pacchetti all-inclusive pienamente affidabili;
I turisti russi prenotano molto tardi: l’80% delle vacanze si vende durante le ultime quattro settimane prima della partenza;
Il 72% dei turisti russi paga la vacanza in contanti;
I turisti russi privilegiano i climi caldi e le spiagge attrezzate, con preferenza alle offerte che prevedono centri termali e località storico-culturali;
I viaggi sono spesso associati alla possibilità di imparare le lingue e di conoscere i sistemi di vita dei paesi visitati.

*Informazioni tratte da un’indagine condotta da Universal Trading Services, in collaborazione con l’agenzia partner di San Pietroburgo, Apple Voyage

Analisi Swot della nostra penisola**

Punti di forza
Ricco patrimonio culturale; presenza di risorse turistiche naturali (mare, montagna, laghi); simpatia verso il «modo di essere» degli italiani.
Punti di debolezza
Concorrenza di altre destinazioni estere come Turchia, Spagna e Grecia sul prodotto balneare; prezzi non sempre competitivi a livello internazionale.

Opportunità
Creare collegamenti aerei diretti con le città italiane; maggiore assistenza in lingua russa
presso le strutture ricettive.
Rischi – difficoltà potenziali
Il visto d’ingresso, nonostante l’impegno dei consolati per agevolarne il rilascio, può costituire un deterrente rispetto alla scelta di destinazioni che non lo richiedono (come, per esempio Egitto o Turchia).

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