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Croceristica, opportunità di lavoro

Di Antonio Caneva, 4 maggio 2001

Leggo da Yacht Crociere che un’indagine Eurisko del 1994 ipotizzava che nel 2000 circa 125.000 italiani avrebbero scelto di andare in crociera; nella realtà il numero è raddoppiato, premiando armatori, come Costa, che hanno fatto, in periodi non ancora consolidati, una scelta forte sulle crociere. Il Mediterraneo è attualmente il polo di maggior sviluppo della croceristica mondiale, ricco com’è di proposte affascinanti sia per i contenuti paesaggistici sia per quelli storico – artistici. Questo crea anche alcuni problemi logistici; ad esempio a Genova il giorno 28 ottobre prossimo arriveranno, contemporaneamente, cinque navi, con un movimento di 6.000 persone. Le navi ormai viaggiano piene e continuano ad aumentare in numero e stazza. Solo nell’anno scorso sono state varate 16 navi (la più grande delle quali stazza 138.000 tonnellate, dimensione sino a qualche anno fa inimmaginabile) per un investimento totale prossimo ai 10.000 miliardi di lire Di pari passo con la crescita del “sistema crociere”, avvengono delle selezioni nella formazione degli organici, dedicati al cliente. Le navi standard tendono ad assumere personale a basso costo, asiatico o sudamericano (è un caso che Costa non abbia mai messo un’inserzione su Job in Tourism?), mentre le navi che fanno della qualità un punto di forza, tendono ad assumere personale europeo. Lavorare a bordo di quelle navi rappresenta un’ottima opportunità sia in termini di esperienze che retribuzione, ma richiede anche un’adeguata preparazione che giustifichi, da parte della compagnia armatrice, un maggior costo rispetto all’utilizzo di risorse più economiche, ma meno qualificate. Ecco allora la necessità di prepararsi adeguatamente per rispondere a queste nuove opportunità. La conoscenza della lingua inglese rappresenta ormai una caratteristica imprescindibile per ogni lavoro a bordo (sia interno che esterno) e precedenti esperienze all’estero preparano ad un ambiente internazionale come quello delle crociere. Ma oltre a questo si richiede anche competenza tecnica e questa non può derivare che da esperienze pratiche e didattiche. A questo si sommano flessibilità e disponibilità. Come sempre nella vita, gli spazi migliori sono riservati, se non ai migliori, almeno a coloro che vogliono le cose con più impegno e determinazione.

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