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Consegnato a Job in Tourism il Five star diamond

Di Marco Beaqua, 10 aprile 2009

Un lievissimo calo del numero degli espositori (11.098 provenienti da 187 paesi differenti, contro gli 11.147 da 186 stati diversi dell’edizione 2008) ma un numero record di visitatori, cresciuti del 4% rispetto all’anno scorso per un totale di 110.857 partecipanti, di cui il 42% di nazionalità non tedesca. Sono questi i dati, in sintesi, dell’ultima Itb di Berlino, svoltasi tra l’11 e il 15 marzo. All’evento ha partecipato, come di consueto, anche il nostro editore Antonio Caneva a cui, nell’occasione, è stato consegnato il Five star diamond award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel campo del turismo. Assegnato dalla newyorkese American academy of hospitality sciences, il premio viene annualmente riconosciuto a hotel, resort, spa, linee aeree, compagnie di navigazione, ristoranti, chef e altre imprese e protagonisti dell’industria dell’ospitalità e dei viaggi, distintisi per l’eccellenza dei propri servizi e prodotti. Significativa, in particolare, la motivazione alla base del premio ricevuto da Job in Tourism, a cui è stato riconosciuto il proprio ultradecennale impegno volto a favorire l’incontro della domanda e dell’offerta di lavoro di qualità, nonché a fornire informazioni e approfondimenti tesi a valorizzare e migliorare la professionalità degli operatori dell’industria dei viaggi.
Quasi a voler significare che proprio nello sforzo costante verso il miglioramento e la crescita personale e professionale di ciascuno, siano oggi da ricercare le basi per guardare con fiducia al futuro. Una convinzione, quest’ultima, condivisa anche dagli espositori della fiera berlinese, apparsi sostanzialmente ottimisti, nonostante la loro chiara coscienza della gravità dell’attuale congiuntura. In un sondaggio condotto tra le imprese presenti all’Itb dall’istituto universitario Fachhochschule Eberswalde, in particolare, sei espositori su dieci hanno dichiarato di non essere stati colpiti dalla crisi. I protagonisti della fiera berlinese sono però apparsi al contempo convinti che il comportamento dei viaggiatori sia destinato a cambiare: il 52% degli espositori ha infatti dichiarato di prevedere un’ulteriore riduzione della durata dei soggiorni, il 60% di credere nel boom dei viaggi all’interno del proprio paese e il 68% di ritenere molto probabile un aumento della domanda di viaggi last minute. Così oltre la metà degli espositori starebbe adeguando i propri prodotti a questa evoluzione generale.
Un’altra ricerca, condotta dalla società di consulenza Ipk international e resa pubblica proprio durante la cinque giorni berlinese, traccia invece un quadro un po’ più pessimista della situazione. Lo studio, in particolare, realizzato su un campione di ben 500 mila persone selezionate in 58 paesi differenti, indicherebbe come il comparto dei viaggi sarebbe destinato quest’anno a subire una flessione nella maggior parte dei mercati, mentre per il 2010 si prevede una sostanziale tenuta, seguita da una seppur timida ripresa nei due anni successivi. Nel breve periodo dovrebbe così crescere soprattutto la domanda on-line e quella per videoconferenze, mentre le prenotazioni per il segmento domestico dei viaggi e per i voli low cost dovrebbero mantenersi costanti o aumentare lievemente. A risentire dell’impatto della crisi dovrebbero essere soprattutto il comparto del lungo raggio e il settore del business travel. Una sostanziale tenuta sarebbero, infine, destinate a registrare le destinazioni prossime ai più grossi mercati internazionali dei viaggi.

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