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Con stile francese e calore italiano

Di Floriana Lipparini, 8 giugno 2007

«Avevo due grandi desideri: lavorare in Italia e sperimentare il segmento wellness», racconta Dominique Borri, da marzo 2007 direttore generale di Stb, Società Terme e Benessere, che riunisce i tre Natural Spa Resort Fonteverde, Grotta Giusti e Bagni di Pisa. La sede di lavoro è a Capalle, nei pressi di Firenze.
Desideri entrambi esauditi con questa prestigiosa nomina che inoltre, con le sue location termali, riporta un poco Borri alle origini della famiglia paterna, proveniente da Porretta Terme. Nato ad Antibes nel 1952, dopo gli studi alberghieri e una laurea in scienze economiche all’università di Parigi, Borri ha ricoperto diversi ruoli di spicco nell’hôtellerie, e negli ultimi 17 anni ha lavorato presso l’Hotel Meurice di Parigi, ricoprendo il ruolo di general manager dal 1996 al 2006.
«Ho accolto con entusiasmo l’offerta dell’imprenditore toscano Leandro Gualtieri di dirigere questo giovane e dinamico Gruppo di alberghi termali italiani – dice Borri, felice di questa opportunità -. Mi auguro di poter aggiungere un pizzico dello stile manageriale francese alla storica ospitalità toscana, in una formula assolutamente vincente».
Una sfida intrigante, la direzione delle tre dimore storiche collegate agli stabilimenti termali: Fonteverde a San Casciano dei Bagni, Grotta Giusti a Monsummano Terme e Bagni di Pisa a San Giuliano Terme. «La bellezza di queste tre strutture, da cui si gode una vista meravigliosa, è così evidente che già da sola costituisce un vantaggio rispetto alla concorrenza. C’è qualcosa di magico, un’atmosfera particolare… Se poi devo dire che cosa più mi attira in questa esperienza, sul piano professionale, penso a due elementi molto accattivanti per un manager alberghiero: primo l’innovazione, secondo la massima qualità. Nel segmento delle spa sono tante e continue le innovazioni, si può fare davvero il massimo per dare al cliente servizi di altissimo livello», spiega Borri.
La sua matrice professionale è decisamente francese, nonostante la duplice origine familiare, quindi viene naturale domandargli se avverta una differenza fra i due stili di accoglienza: «Non direi, entrambi i popoli conoscono bene l’arte dell’ospitalità. Secondo me, tuttavia, gli italiani sono percepiti come i più accoglienti e calorosi, è bello per i clienti sentirsi accolti da persone pronte a sorridere, e sentirsi riconosciuti. Qui si viene per rigenerarsi a tutti i livelli, una buona atmosfera è fondamentale. Nelle strutture spa come queste si crea un rapporto molto diretto, molto personalizzato, quando il cliente arriva deve sentirsi avvolto dalle medesime attenzioni sia nell’hotel sia nella spa. Abbiamo la responsabilità di provvedere che abbia non solo ottime cure, ma anche buon cibo, buon letto, buon weekend o buona settimana».
Un ammirevole obiettivo, ma quale sarà la strategia che il nuovo direttore generale di Stb metterà in atto per raggiungerlo? «Nella mia strategia il rapporto con il team dei collaboratori è importantissimo, ogni dipendente deve essere assolutamente impeccabile, perché il prodotto naturalmente conta ma la qualità del personale ancora di più. Nel Gruppo Stb lavorano 380 persone, la prima cosa che ho fatto è parlare con loro, ascoltarli, capirli, incoraggiare la comunicazione fra hotel e spa. I dipendenti devono conoscere le varie componenti della struttura, i terapisti devono provare la cucina, gli chef devono sperimentare le tecniche wellness, si devono incrociare le competenze, perché tutti capiscano quali sono le risorse o i problemi e sappiano anche comunicare al cliente l’insieme dei servizi e delle offerte a sua disposizione. Questo crea senso di appartenenza, uno spirito di gruppo che poi si trasmette al cliente».
Borri attribuisce molta importanza alla comunicazione, un tasto davvero importante per ogni azienda che voglia stare al passo coi tempi e con il mercato. Uno dei progetti in corso riguarda difatti anche un restyling del sito web. Tra il piacere per la bellezza delle location e l’evidente entusiasmo per la sfida professionale, sembra proprio che Borri abbia fatto una scelta felice: «Come si fa a non essere felici di un lavoro che crea benessere? Un po’ come il piacere di ricevere amici a casa propria e fare di tutto per farli sentire a proprio agio, circondati da attenzioni. Questa è la migliore promozione».

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