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Come valorizzare le città d’arte

Di Antonio Caneva, 1 giugno 2001

L’Italia è un paese dalle mille sfaccettature e peculiarità; chi ne è pienamente conscio è l’architetto Lanfranco Viola, che, fortemente, ha voluto sviluppare un progetto che parte dalla coscienza delle potenzialità di crescita assolutamente significative del turismo “di nicchia” in Italia ed ha realizzato a Ferrara, uno strumento per la valorizzazione, non banale, delle città minori: la borsa del turismo delle 100 città d’arte d’Italia. Quando dico non banale mi riferisco all’atteggiamento concreto e propositivo di Viola che esce dalla vuota generalità, propria, ad esempio, dei professionisti delle tavole rotonde. La città di Ferrara ha vissuto per quattro giorni un’esperienza che la ha coinvolta nella sua globalità; un susseguirsi di manifestazioni, convegni e momenti ludici come non immaginavo potessero essere realizzati da una struttura privata. Passeggiando per il centro di Ferrara, in piazza, si incontrano i tendoni che ospitano le città intervenute, nel chiostro si sviluppa un aperitivo con un concerto delle più belle arie verdiane (siamo pur sempre in Emilia), all’Arengario la provincia di Torino presenta i suoi progetti, mentre all’hotel Ripagrande ha luogo un convegno sul turismo del benessere; se non bastasse, contemporaneamente, i giocolieri si esibiscono per le strade e nei padiglioni della fiera è appena terminato un work shop, con gli operatori stranieri. Ferrara, in una serata di primavera è sicuramente bella, ma ugualmente belle sono le tante località d’arte che vengono presentate sotto i tendoni. Ecco, la fortuna del nostro paese è che c’è sempre qualcuno che ha la genialità necessaria, pur piccolo (in rapporto all’impresa), di pensare in grande e riesce a fare cose eccellenti di cui poi trae vantaggio la comunità. Viola è una di queste persone e incontrarlo, dopo aver assistito ad un convegno in cui il grosso (in tutti i sensi) personaggio di turno si bea ad ascoltare la propria voce che declama banalità, fa proprio bene e riappacifica con un mondo, troppo spesso superficiale.

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