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Come un maestro di casa

Di Antonella Carboni, 2 aprile 2004

L’assemblea di febbraio dei direttori d’albergo aderenti all’Ada Lazio, tenutasi presso l’Hotel Flora Marriott in Via Veneto a Roma, si è focalizzata sui problemi del settore nati in seguito alla crisi internazionale che ha coinvolto il mondo del turismo già a partire da quel tragico 11 settembre. Anche l’Italia ha visto, naturalmente, ridursi il numero di presenze alberghiere provenienti dall’estero, un’emergenza che potrebbe però rischiare di trasformarsi in una condizione stabile, se non si mettessero a punto nuove strategie e nuovi strumenti di marketing.
In questo quadro, assume sempre maggior rilievo la figura del direttore d’albergo, costantemente a contatto con gli ospiti, di cui segue la sistemazione in ogni particolare, dalla camera alla ristorazione, dal dopocena alla visita della città.
La cura dell’ospite è centrale nel determinare la qualità dell’offerta alberghiera, perché l’hotel va considerato un po’ come una dimora temporanea di cui il direttore è il Maestro di casa, ma non sempre viene riconosciuta l’importanza e la delicatezza di questo ruolo. In questo senso l’Ada Lazio, che è presieduta da Umberto Martuscelli e ha sede presso l’Apt di Roma in via Parigi, si augura che sia possibile agire anche nell’ambito dei media e della comunicazione per far conoscere meglio la figura del direttore d’albergo, che attualmente è anche un valido interlocutore per le istituzioni turistiche locali. All’incontro di febbraio era infatti presente anche Guido Improta, direttore dell’Azienda promozione turistica Roma.
L’Ada conta circa mille soci in tutta Italia e 150 solo nel Lazio, alla guida dei più prestigiosi alberghi della regione. L’associazione dispone inoltre di un Centro studi manageriali che provvede al costante aggiornamento professionale dei suoi iscritti.

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