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Club Med: AAA cercasi manager

Non più solo profili entry level: il gruppo transalpino punta su figure senior per supportare i propri piani di sviluppo

Non più solo profili entry level: il gruppo transalpino punta su figure senior per supportare i propri piani

Di Massimiliano Sarti, 29 settembre 2016

A quasi due anni dal passaggio nelle mani del gruppo Fosun, cominciano a delinearsi con precisione i contorni del nuovo corso Club Med. E le novità non riguardano solamente i piani di espansione della compagnia, nonché il riposizionamento generale della sua offerta verso l’alto. Mosse tutte che avevano peraltro preso il via già molto prima dell’arrivo dei cinesi. La vera rivoluzione, oggi, sta soprattutto nelle rinnovate strategie di selezione del personale: Club Med non si concentra più solamente sulla crescita di talenti interni, ma cerca risorse manageriali qualificate dall’esterno, per supportare i propri ambiziosi piani di sviluppo. «Il ritmo sarà di cinque o sei aperture all’anno a livello globale», racconta la South Europe recruiting manager, Helga Niola. «Una consistente iniezione di 4 e 5 stelle che aumenterà sensibilmente la nostra domanda di profili senior. Cerchiamo soprattutto manager del comparto alberghiero: professionisti in ambito room division e food & beverage, nonché capi reception, spa manager e altri ancora.

Domanda. Eppure voi siete ben noti per la vostra dedizione nel coltivare e far emergere i talenti in house…
Risposta. Certo. E continua a essere così. Però l’attuale ritmo di espansione ci impone di cercare anche altrove. È una questione di numeri, nonché di volontà di acquisire competenze e professionalità differenti. A ciò affianchiamo inoltre una serie di partnership di lunga data con scuole di grande pregio internazionale, come le svizzere ècole Hotelier de Lausanne e Les Roches di Bluche. Chi è del settore pensa sempre a noi come a una grande scuola di talenti ottimamente formati e dotati di competenze soft senza eguali. Oggi però le nostre esigenze di personale non si fermano più ai soli entry level. Cerchiamo anche manager. E crediamo moltissimo, a questo riguardo, nelle qualità dei professionisti italiani del’hôtellerie.

D. Come sono cambiate, di conseguenza, le vostre strategie di recruiting?
R. Prima di tutto abbiamo proceduto a ritarare i canali di comunicazione sulla base delle competenze e del livello di seniority richiesto. Proprio in tale contesto si inserisce anche la nostra partnership con Job in Tourism, che ormai dura da tempo, nonché le nostre partecipazioni alla sua fiera annuale del lavoro nel turismo, Tfp Summit. Ma anche la collaborazione con le alte scuole di formazione e con i network di ex—alunni di master specifici rappresentano altrettanti canali di contatto fondamentali. Così come importanti sono i social: da Linkedin alla nostra pagina Facebook ClubMed Jobs.

D. E dal punto di vista della selezione vera e propria: quali mutamenti avete apportato?
R. Ovviamente il processo di selezione prevede step programmati in funzione del profilo. Fondamentale è il planning di inserimento in azienda, che viene costruito ad hoc sulla base delle caratteristiche peculiari del candidato. Esso normalmente prevede l’affiancamento con un nostro manager pari ruolo per un periodo della durata compresa tra uno e tre mesi: un modo per consentire ai nuovi arrivati di appropriarsi delle specificità che ci contraddistinguono, in grado di fare del Club un’esperienza professionale e personale davvero unica.

D. Quali sono le figure più delicate da trovare?
R. In realtà, non parlerei tanto di job description specifiche. La difficoltà, per noi, sta soprattutto nel reperire manager davvero appassionati al nostro contesto lavorativo: un ambiente che presenta alcune peculiarità uniche.

D. Qualche esempio?
R. Sicuramente la disponibilità alla mobilità geografica: un’opportunità unica per sviluppare una carriera internazionale, per imparare nuove lingue e per arricchirsi apprendendo continuamente qualcosa di nuovo. Purtroppo, però, sento spesso manager che affermano di voler crescere in un’azienda di prestigio come la nostra ma che, arrivati al dunque, di fronte alla possibilità di girare il mondo si tirano indietro… Non è inoltre sempre facile incontrare professionisti con conoscenze linguistiche adeguate. Soprattutto del francese: per noi un prerequisito fondamentale in tutte le mansioni a contatto con il pubblico, tra le quali sicuramente quella di room division manager e responsabile reception.

D. E in tema di soft skill, che voi da sempre ritenete tanto importanti?
R. Confermo che si tratta di aspetti vitali: cerchiamo non solo professionisti con un determinato background e con competenze linguistiche di ottimo livello. Ma anche profili aperti, disposti a vivere un’esperienza sia professionale, sia personale. Lavorare in Club Med significa infatti operare in un contesto conviviale, dove è possibile, e auspicabile, creare una vera relazione con i clienti e con il proprio staff, e dove si partecipa attivamente alla vita del resort. La voglia di mettersi in gioco, l’apertura verso l’altro e l’approccio multiculturale sono perciò dei tratti necessari che noi ricerchiamo in ogni candidato.

D. Quali sono, in termini numerici, le vostre esigenze di personale?
R. Diciamo che in questo periodo ho un gran bel da fare. A parte le battute, con la politica di espansione in atto, e solo nella mia area di competenza, ricerchiamo ogni anno quasi mille G.O. (gentili organizzatori), che sarebbe il nostro profilo entry level. Di questi, tra l’altro, un buon 60%/70% circa è di solito rappresentato da candidati italiani. E il numero è destinato ad aumentare ulteriormente nel prossimo futuro.

D. Passiamo, per concludere, dal cliente interno (lo staff) a quello esterno (gli ospiti): a chi si rivolge oggi prevalentemente l’offerta Club Med?
R. Il nostro mercato è rappresentato soprattutto da viaggiatori internazionali e multiculturali, che cercano un’esperienza di vacanza a stretto contatto con lo staff, in un clima conviviale, informale e allo stesso tempo molto curato, ricercato e altamente professionale: è una clientela sportiva (ricordo che il Club è la prima scuola di sport al mondo), che vuole vivere appieno la vita e che cerca luoghi unici dove sperimentare esperienze uniche.

La compagnia in breve

Club Med conta attualmente su una settantina di resort a 3, 4 e 5 stelle, compresi una decina di complessi dotati di servizi lusso. Oltre a ciò, la compagnia vanta un veliero cinque alberi: una vera chicca per gli appassionati della vela e della navigazione, con standard d’eccezione. Con l’arrivo di Fosun, che controlla quote anche del tour operator Thomas Cook e della compagnia circense Cirque du Soleil, il Club si trova oggi inserito in un vero e proprio polo dell’entertainement e del turismo, dalle caratteristiche uniche in tutto il panorama mondiale. Molto interessanti appaiono infine i piani di investimento, che prevedono a livello globale l’apertura di cinque o sei resort a 4 e 5 stelle all’anno. In Italia, in particolare, si attende per il 2018 l’inaugurazione a Cefalù del primo 5 stelle della Penisola, mentre per il Pragelato sono già in corso i lavori di ampliamento della capacità della struttura piemontese. Altri progetti in corso di valutazione riguardano inoltre ancora l’Italia, nonché gli altri paesi della divisione Sud Europa di Club Med.

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