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Classico e dintorni

Di Job in Tourism, 2 novembre 2001

Dopo la pausa estiva prosegue la presentazione dei cocktail, classici e non, diffusi e meno diffusi, ma tutti ugualmente importanti nella storia del bere miscelato. Illustrazioni e dati sono tratti da Il dizionario dei cocktail pubblicato dall’Aibes, mentre la variazione viene proposta da un affermato professionista del mixing glass.

Protagonista di questo numero è una ricetta così semplice e diffusa che pare quasi impossibile da variare. Ci è però riuscito Salvatore Arcidiacono, fiduciario Aibes per la Sicilia e docente presso il centro di fortmazione CNOS FAP di Catania. il quale suggerisce: 4 cl di gin, 1,5 cl di vermouth dry, 0,5 cl di angostura 1 cl di cherry brandy, da guarnire con una ciliegina al maraschino. Salvatore Arcidiacono ha 61 anni, di cui 45 passati nel campo della ristorazione e dei servizi bar; le sue prime esperienze risalgono infatti al ’55, quando, ancora studente, entra come apprendista presso l’Eden bar di Catania. Ottenuto il diploma di Scuola alberghiera, si sposta dapprima in Francia e poi in Svizzera. Nel ’59 entra come commis di cucina al Jolly di Catania; in questo albergo resterà fino al 1998, compiendovi tutta la carriera fino a diventare Capo Barman. Nominato vice-fiduciario Aibes per la Sicilia nel 1987, è stato promosso fiduciario nel 1990 e da allora sempre confermato con votazione triennale. Vincitore di due concorsi Regionali e concorrente a due concorsi nazionali nel ’70 e nell’82, Arcidiacono è tra i principali organizzatori dell’edizione del 48° concorso Aibes tenutosi a Giardini Naxos nel 1997. Attualmente, Arcidiacono insegna presso il Centro di Formazione professionale “CNOS FAP” di Catania.

Dry Martini – Pre dinner

8/10 di Gin

2/10 di vermouth dry

Semplice e veloce, si prepara nel mixing glass con ghiaccio e si serve nella coppetta cocktail con una strizzatina di limone sulla superficie. Si può servire con un’oliva verde. E’ la ricetta che mister Martini, emigrato negli USA dalla cittadina ligure di Arma di Taggia, creò nel 1910 al bar “Knicherboxers” di New York. Un classico nato da una semplice variazione che il fantasioso barman italiano apportò al Gin & French raffreddandone dapprima gli ingredienti con ghiaccio abbondante e aggiungendo poi alcune gocce di orange bitter per completare con l’aroma dato dal limone e il tocco di un’oliva verde a guarnizione del tutto. Ma la modifica fondamentale che fece di questo cocktail uno dei più amati in America fu la sostituzione del vermouth francese con il Martini dry, dando così il via a quel processo evolutivo che avrebbe portato a servire il cocktail sempre più secco e inducendo non poche persone a pensare che, se i diritti d’autore fossero applicati ai cocktail, la famiglia Martini di Arma di Taggia sarebbe oggi una ricca multinazionale! Cocktail cristallino con un bouquet ricco di erbe, spezie finissime, fiori e agrumi, si presenta alla bocca come un’esplosione di sapori lunghi e persistenti: il secco e l’alcolico si mescolano generando una leggera freschezza ed una percettibile sensazione amara. Dal sapore deciso e di alto tenore alcolico, non conosce mezze misure: o lo si ama, o lo si odia.

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