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Ci sono i resort e poi i resortini e i resortelli

Come costruire un progetto leisure di successo: dalla progettazione all’operatività quotidiana, i segreti per affrontare al meglio la sfida di una proposta spesso fortemente condizionata dalla stagionalità

Come costruire un progetto leisure di successo: dalla progettazione all’operatività quotidiana, i segreti

Di Santo Alba, 6 dicembre 2018

Inizia, da questo numero di Job in Tourism, una serie di interventi di Santo Alba sul mondo dei resort. Professionista con una lunghissima esperienza internazionale nell’hôtellerie, Alba si è trovato spesso, nel corso della sua carriera, a confrontarsi con i temi dell’offerta leisure contemporanea: un argomento delicato, soprattutto nel nostro paese, dove i resort devono molte volte affrontare la difficile sfida di un’offerta troppo legata alle stagionalità. Insieme ad Alba cercheremo quindi di capire come costruire un progetto di resort di successo dalle fondamenta, passando per l’operatività quotidiana, la selezione e la valorizzazione del personale.

Ogni comparto ha i propri termini di moda. E il settore alberghiero non sfugge certo a questa regola: oggi per esempio si utilizza sempre di più la parola resort per definire alcune tipologie di strutture ricettive leisure. Ma cos’è esattamente un resort? Tutti danno il concetto per scontato e in pochi si chiedono esattamente cosa si intenda con un termine allegramente utilizzato praticamente in tutte le lingue, mentre quasi ogni catena alberghiera ormai aggiunge al proprio brand la coda Hotels & Resorts.

Andiamo quindi con ordine: il termine non è altro che un’invenzione del marketing internazionale e della globalizzazione linguistica. Mentre una volta in Italia c’erano i villaggi di vacanza, nel mondo francofono i «villages de vacances», nei paesi di lingua inglese gli «holiday villages», tra gli spagnoli e i sudamericani i «centros de vacaciones», adesso ci sono resort per tutti: mega-resort, grandi resort, medi resort, resortini e resortelli… Chiunque abbia una struttura in una località di villeggiatura ne fa un resort.

Certo, si dirà, con il passare degli anni sono cambiati anche i gusti e le necessità di chi va in vacanza. Mentre fino a qualche decennio fa si sceglieva la destinazione geografica e poi la struttura dove alloggiare, la quale poteva essere un hotel, una pensione, un residence o quant’altro, oggi la tendenza è di stare in un resort: un complesso ricettivo completo, che può offrire all’ospite tutti i servizi e comfort di cui egli può necessitare durante il periodo di vacanza. Il vero resort, in fondo, è un po’ come una nave da crociera non navigante, dove l’ospite può anche pensare di soggiornare una settimana intera senza uscirne e senza annoiarsi.

Di resort ce ne sono tanti e per tutti i gusti, dunque. Non tutti però ottengono gli stessi risultati: c’è chi ha successo e chi fatica a sopravvivere. Perché? Semplice: perché non basta aggiungere l’etichetta resort al nome di un villaggio turistico per risolvere tutti i problemi. Come fare allora? In primis, in fase di progettazione location e accessibilità sono due chiavi di assoluta importanza: occorre quindi valutarle con estrema attenzione. Per molti, certo, la vacanza ideale è stare tutto il giorno in spiaggia. Ma se il resort si trova in un territorio ricco di opportunità, tra escursioni e altre attività, questo lo rende ancora più piacevole. Inoltre, è essenziale che non sia troppo complicato raggiungere il complesso, che i collegamenti aerei non prevedano un eccessivo numero di trasbordi e che il transfer dall’aeroporto non duri più di uno o due ore al massimo.

Ça va sans dire che un resort ben fatto debba offrire all’ospite tutto il comfort di cui necessita, senza disagi, senza problematiche e senza avere costantemente il team di animazione con il fiato sul collo. Ma il successo finale di un resort è sempre determinato dai risultati economici che produce. È perciò fondamentale che sia anche funzionale: ossia che gli ospiti abbiano tutti i servizi a disposizione e che tali servizi possano essere erogati in modo ottimale, senza difficoltà e sprechi inutili di materiali e manodopera.

Di resort, come dicevamo, ce ne sono tanti e per tutti i gusti. L’utente che sceglie un resort tende ad assicurarsi che sia quello giusto per i propri. Il rischio, altrimenti, è quello di rovinarsi la vacanza. Ebbene, lo stesso vale per gli operatori, che devono stare molto attenti a progettare servizi e struttura, in modo da soddisfare le esigenze della clientela che si desidera attirare. Non si possono accontentare sempre tutti gli ospiti. È necessario fare delle scelte strategiche, tarate sull’area geografica in cui si opera, sul suo territorio e clima, sui collegamenti e la raggiungibilità… Decidendo di conseguenza l’identità del resort che si vuole realizzare. Perché se il complesso è ben studiato e ben posizionato, per attirare la giusta clientela fin dall’inizio, si è già a metà strada del lavoro di gestione e ottimizzazione economica (si veda anche il box a fianco per un breve elenco delle più diffuse tipologie di offerta oggi presenti sul mercato, ndr).

In generale, e soprattutto in Italia, le problematiche dei resort sono invece quasi sempre legate alla durata della stagionalità. Nella maggior parte dei casi ci si confronta infatti con strutture complesse, che funzionano appena qualche mese all’anno. Con le conseguenti criticità legate al reperimento di personale qualificato, che non è sempre disponibile per pochi mesi all’anno. Senza dimenticare la necessità di coprire i costi fissi anche nei periodi di chiusura, così come quelli di manutenzione, che proprio durante la fase di non operatività si moltiplicano.

I resort di successo sono perciò quelli che riescono a prolungare la stagionalità e che riescono ad andare oltre alla clientela core, creando un’offerta a largo raggio, in grado di permettere loro di restare aperti almeno otto-dieci mesi all’anno.

 

Le varie tipologie di offerta presenti sul mercato

Holiday resort: il più semplice e più generico. Generalmente situato in una località balneare è dotato di attività ricreative, animazione, mini-club, spiaggia, piscina… Grande importanza riveste in questo caso la ristorazione, che deve essere di ottimo livello qualitativo e con un’ampia possibilità di scelta. Di norma, in quasi tutte queste strutture si fanno soggiorni di una o più settimane con formula tutto incluso.

Family resort: simili agli holiday resort, ma con maggiore personalizzazione e attenzione ai bambini, soprattutto per quanto concerne le attività e l’intrattenimento.

Luxury exclusive resort: Il tipo di strutture adatte a chi è abituato ad avere il meglio e non vuole privarsi di nulla. In genere, si distinguono per i prodotti esclusivi, incluso il trasferimento dall’aeroporto in limousine, o addirittura in elicottero, nonché i servizi personalizzati, garantiti da maggiordomi, butler, baby-sitter e cameriere, che aiutano l’ospite a disfare le valige e a stirare gli abiti prima di riporli negli armadi

Sky resort: simili agli holiday resort di cui sopra, ma con un fortissimo accento sulla parte sciistica. Anche in questo caso se ne contano di tutti i tipi: da quelli economici per famiglie a quello esclusivi.

Golf resort: è questo un segmento turistico molto sviluppato dai nostri concorrenti in Francia, Spagna e Portogallo. Da noi purtroppo ha finora funzionato un po’ a singhiozzo.

Safari resort: molto diffusi nel continente africano, oltre alle attività di safari offrono tutta una serie di servizi e attività per intrattenere gli ospiti durante le ore serali.

Team park resort: esempi di questo tipo possono essere i Disney Resort o Gardaland, così come le tante strutture a tema in giro per il modo.

City resort: una delle ultimissime mode, sono delle strutture in prossimità di città d’arte o grandi centri urbani, che offrono un’ampia varietà di attività di intrattenimento per gli ospiti: piscine, spa, campi da tennis, diverse opzioni ristorative, piano bar…

 

Chi è Santo Alba

Dopo il diploma alberghiero, Alba inizia la propria carriera in InterContinental, per il cui gruppo, nel 1986, assume la carica di food and beverage manager presso l’Albustan Palace hotel di Muscat, nel Sultanato d’Oman. Ricopre, poi, la stessa carica al Le Méridien hotel Cairo, in Egitto, e al Le Méridien hotel Damascus, in Siria. Dal 1992 è resident manager per il Grand Hotel Palazzo della Fonte di Fiuggi, per poi diventare, due anni dopo, general manager dei Ramada hotel Giardini Naxos e Holiday club Naxos, in Sicilia. Dal 1997 al 2000 è resident manager presso il Forte Crest hotel (oggi Crowne Plaza Milan Linate) di San Donato, in provincia di Milano, mentre dal 2000 al 2001 dirige gli Holiday Inn Bologna e Modena. Successivamente è ancora al Crowne Plaza Milan Linate in qualità di hotel manager, per poi trasferirsi, nel 2005, al Milan Marriott hotel di Milano, dove ricopre la carica di general manager fino al settembre 2009. Negli anni successivi assume la guida dell’Ambasciatori Palace Hotel e quindi del First Art Luxury Hotel di Roma. Collabora inoltre con il gruppo Bre Alliance Italy, prima di tornare in rapida successione al timone di due strutture siciliane: il Donnalucata resort e il Picciolo Etna Golf & Spa Resort.

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