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Che tipo di presenza alla Bit?

Di Antonio Caneva, 20 febbraio 2004

La Bit ha chiuso le porte e ci si appresta a organizzare mentalmente le impressioni ricevute; Milano, per alcuni giorni è stata il riferimento del turismo italiano e internazionale, però questa edizione si è svolta sicuramente in tono minore, con una sensazione di disagio diffusa e percepita che rispecchia, riteniamo, lo strano momento in cui viviamo. Da una parte gli indicatori segnalano l’inizio (timido) di un ciclo economico positivo con numerose iniziative turistiche in fase di progetto o completamento e dall’altra, mentre l’atteggiamento dovrebbe essere di euforia, si avverte invece un generale senso di stanchezza e sfiducia. Auguriamoci si tratti di un periodo passeggero.
Alla Bit, una delle cose che mi hanno colpito, in negativo, è la presenza degli Usa, con uno spazio talmente triste e anonimo da sfiorare il ridicolo. Gli stand erano quasi sprovvisti di materiale di qualità; persino la presenza delle Hawai, che avrebbe dovuto trasmettere vitalità e gioia, faceva somigliare le isole a una meta dozzinale e sperduta. Sembrano lontani i tempi (e invece è ieri) in cui gli Usa avevano una presenza significativa.
Quello che meraviglia maggiormente è che gli Usa sono presenti con Visit Usa Association Italy anche a Milano e che quindi sarebbe stato facile dare assistenza alla loro rappresentanza; la considerazione poi che il dollaro in discesa renda troppo cara una presenza qualificata alle manifestazioni, andrebbe rigirata: il dollaro debole favorisce il turismo dall’estero verso quel paese.
È un vero peccato, poiché ritengo che gli Stati Uniti siano, in assoluto, una delle migliori destinazioni, la quale però, come tutte le destinazioni, non può prescindere da un’adeguata promozione.
Probabilmente é nella capacità di promuoversi (oltre all’indubbio valore della proposta turistica) che va letta la prima posizione, a livello mondiale, tenuta dalla Francia come destinazione turistica, come pure la discesa dell’Italia al quarto posto.
Il turismo è un’attività sensibile che richiede grande attenzione, continuità e soprattutto coerenza;
il mese prossimo alla Itb di Berlino avremo ulteriori indicazioni sul momento che sta vivendo il comparto.

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