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Che cosa ricordiamo del 17/2/92?

Di Antonio Caneva, 26 febbraio 2010

Il 17 febbraio 1992, Mario Chiesa, esponente di primo piano del Psi milanese, fu colto in flagrante mentre intascava una tangente all’ospizio Pio Albergo Trivulzio (non si guardava in faccia nessuno!); Bettino Craxi, allora segretario del Psi nazionale, liquidò la cosa con una semplice definizione: «Mariuolo». Noi tutti sappiamo poi come è andata a finire. Ora sono preoccupato perché il recente episodio di corruzione legato ai lavori alla Maddalena è stato bollato dal presidente Berlusconi come: «Solo piccole volpi nel pollaio». Speriamo in bene.
Il 1992 era l’anno della Milano da bere, l’era swinging del tutto è possibile. Ora invece siamo in un periodo di forte crisi, come non si ricordava da decenni; i metodi però non sembrano molto cambiati.
Malgrado questo il paese va avanti: una serie di segnali e dati tendono a infondere coraggio e facciamo affidamento sullo “stellone” che veglia su di noi (anche se di questo, forse troppo stanchi, non si parla più tanto).
Nel corso del recente Tfp Summit di Milano, seduti sulle comode poltrone del bar, discutevo con la dottoressa Marina Picazio, responsabile delle risorse umane del Royal group hotel & resorts di Napoli.
Quando si parla del capoluogo partenopeo è abbastanza comune avvertire nell’interlocutore un abbozzo di sorriso, che richiama gli aspetti peggiori della città, dalle immondizie alla malavita, e si è talvolta vittime dei luoghi comuni. Ebbene, in quei pochi minuti ho avuto invece l’interessante percezione di un’azienda che, in una località difficile, affronta il lavoro con una grande visione, tale da evitare il facile adeguamento a canoni di gestione speculativo-finanziari, come purtroppo spesso avviene.
La descrizione che la dottoressa Picazio mi faceva dell’impegno coerente del gruppo nell’ospitalità mi riportava a valori che via via vanno scemando, superati dalla politica del mordi e fuggi. Mi parlava anche dell’attenzione verso le risorse umane e del sacrificio necessario per mantenere elevati livelli di servizio pure in periodi non certo facili, che però, a consuntivo, hanno permesso loro di ottenere risultati economici positivi, a differenza di tanti che hanno operato unicamente con attenzione ai costi.
Così si trova una risposta all’interrogativo su ciò che consente di superare le difficoltà e le storture del sistema: un’attitudine al lavoro, un atteggiamento concreto, una creatività riconosciuta e uno spiccato senso del dovere; qualità che talvolta, con piacere, ritrovo in persone e in realtà economiche di varie aree del nostro paese.

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