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C’era una volta il Mediterraneo

Di Massimiliano Sarti, 20 aprile 2007

Negli ultimi dieci anni un’intensa opera di rinnovamento ha profondamente trasformato l’offerta ricettiva della Croazia. «Il Mediterraneo com’era una volta non è solo lo slogan con cui promuoviamo il nostro paese nel mondo», racconta il direttore dell’Ente nazionale croato per il turismo, Klaudio Stojnic, «ma è stato anche l’ispirazione alla base di ogni vecchio e nuovo intervento: un impegno preciso a favore della qualità e della preservazione dell’ambiente».
Una garanzia che ha permesso, nonostante uno sviluppo impetuoso, di mantenere un delicato equilibrio tra le esigenze del turismo e le coste, la storia e la cultura della Croazia: «Abbiamo tracciato un solco lungo il quale vogliamo indirizzare ogni investimento futuro per un turismo sostenibile e di qualità. Molto resta, infatti, ancora da fare. Numerose sono le strutture da privatizzare e ristrutturare, così come le terre nuove da esplorare, località in cui è necessario aumentare la nostra capacità ricettiva. Ambiti dove possono trovare spazio i capitali stranieri, ai quali le nostre leggi garantiscono alcuni importanti incentivi».
La strada fin qui percorsa dall’industria del turismo croato è stata coronata da un notevole successo. Gli ultimi anni hanno sancito la Croazia quale meta emergente del panorama mediterraneo. «Tanto che nel 2005», prosegue Stojnic, «la guida americana Lonely Planet ci ha nominato migliore destinazione turistica dell’anno». Anche i dati del 2006 confermano la buona salute dell’industria dei viaggi nazionale: da gennaio a settembre, i ricavi totali generati dal settore turistico sono aumentati del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 5,6 a 5,8 miliardi di euro. Un 2006 da record che ha permesso alla Croazia di superare per la prima volta l’importante soglia dei 10 milioni di arrivi totali tra flussi domestici e internazionali, con questi ultimi a costituire di gran lunga la voce più importante del settore, pari all’83,96% degli arrivi. «E l’Italia», specifica Stojnic, «con un milione e 235 mila visitatori nel 2006, è il secondo mercato più importante dopo la Germania».
Interessanti anche i dati relativi alla situazione dell’offerta ricettiva. Le camere alberghiere rappresentano, infatti, solamente l’11% della disponibilità totale dei posti letto croati. A primeggiare è l’offerta di appartamenti (45%) e di campeggi (24%). «Non solo: nonostante l’apertura di numerosi nuovi hotel, la quantità di posti letto alberghieri è persino diminuita rispetto all’anno precedente. Una chiara testimonianza dell’attenzione posta dalla Croazia nell’incentivare la qualità a scapito della quantità».
Gli obiettivi per il futuro sono ambiziosi: 11 milioni di arrivi totali entro il 2010. Nel 2006 la rete autostradale è cresciuta sensibilmente, con rilevanti ampliamenti soprattutto dei tratti Zagabria-Spalato e Zagabria-Macelj, aumentati rispettivamente del 24 e del 22% rispetto all’anno precedente. «Per il 2007 prevediamo di allungare ulteriormente le nostre autostrade», continua Stojnic, «ma tra le nostre priorità c’è anche lo sviluppo del turismo nautico». L’intenzione è di aggiungere 15 mila posti barca nei prossimi dieci anni, con il piano di costruire porti turistici per megayacht nelle vicinanze degli aeroporti. Un impulso notevole verrà dato anche alle iniziative in ambito di turismo rurale e alla realizzazione di hotel a conduzione familiare di categoria minima tre stelle. « Per il 2007 abbiamo stanziato 8,6 milioni di euro in pubblicità sui vari media e 3,99 milioni di euro per la partecipazione a fiere e presentazioni».
Già alcune delle più importanti catene internazionali come Westin, Hilton, Regent e Sheraton, solo per citarne alcune, hanno aperto propri alberghi nel paese e una sessantina di strutture ricettive sono attualmente in ristrutturazione, dal confine con la Slovenia fino a Dubrovnik. Persino in Istria non mancano le novità, a cominciare dalle sei maggiori società alberghiere locali, che quest’anno stanzieranno più di 200 milioni di euro nel rinnovamento delle loro strutture. Il masterplan della regione istriana per il periodo 2004-2012 prevede, inoltre, una serie di investimenti congiunti tra pubblico e privato per un totale di 3 miliardi di euro.
«Tra i progetti più rilevanti», sottolinea Stojnic, «vorrei ricordare i 14 milioni di euro spesi per il rinnovamento del villaggio turistico 4 stelle di Sol Stella Maris a Umag, la cui apertura è prevista per la prossima estate. Oppure il progetto da 65 milioni di euro che prevede la realizzazione nei prossimi due anni, a Rovinj, di tre alberghi a 4 e 5 stelle per un totale di 977 camere». A questi va aggiunta la recente ristrutturazione di una serie di campeggi 4 stelle situati presso Umag, per un investimento complessivo di 15 milioni di euro. «Nel prossimo futuro ci sono buone prospettive anche per chi volesse investire nella realizzazione di campi da golf in Istria», conclude Stojnic. «Un settore ancora poco sviluppato, ma che le istituzioni locali considerano un’ottima opportunità per diversificare e migliorare ulteriormente l’offerta turistica regionale, tanto da aver individuato ben 22 location potenziali per altrettanti possibili green».

Come investire
I progetti turistici in Croazia, definiti a livello regionale, necessitano dell’approvazione del ministero del mare, del turismo, dei trasporti e dello sviluppo. Per gli investitori stranieri è possibile contattare il fondo per le privatizzazioni. In questa sede si possono acquisire informazioni sulle imprese turistiche non ancora privatizzate e acquistabili, nonché notizie dettagliate sui piani di sviluppo futuro e sugli investimenti consentiti in aree non ancora destinate al turismo. La Costituzione croata garantisce, inoltre, gli stessi diritti agli investitori nazionali e stranieri. Alcuni sgravi fiscali sono contenuti nelle leggi sugli incentivi agli investimenti approvate dal parlamento croato nel 2000 e nel 2006. Le imprese locali o straniere, che ambiscano a beneficiare di tali provvedimenti, devono presentare progetti in grado di contribuire allo sviluppo del paese in settori sensibili e garantire la creazione di nuovi posti di lavoro in quantità proporzionali alla rilevanza dell’investimento stesso. Tali incentivi possono arrivare allo sconto dell’intera imposta sugli utili per dieci anni in caso di progetti particolarmente rilevanti.

(Fonti: Ente nazionale croato per il turismo e Consolato generale della Repubblica di Croazia a Milano)

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