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Cambio al vertice della Strada del Franciacorta

Di Marco Bosco, 1 giugno 2012

Un sistema di prodotto articolato, che al proprio interno riunisce anche strutture alberghiere, dimore storiche e agriturismi. Le Strade del Franciacorta, il brand che sfrutta il vino, quale principale attrattore della zona, per veicolare l’offerta di un’intera area turistica, ha un nuovo presidente: Francesca Moretti, responsabile del settore vitivinicolo del gruppo Terra Moretti, fondato dal padre Vittorio Moretti nel 1977, è infatti recentemente succeduta al presidente uscente Gianluigi Vimercati Castellini. «La Franciacorta», dichiara la stessa Francesca Moretti, «è una splendida terra che, in relativamente pochi anni rispetto alla storia di altri territori, si è affermata quale eccellenza enologica, grazie alla consapevolezza che solo innalzando gli standard dell’offerta si possano ottenere contemporaneamente due risultati: sviluppo economico e tutela ambientale. Con la Strada del Franciacorta ci impegneremo quindi sempre più, affinché questo territorio possa consolidare la propria identità di destinazione turistica, individuando interlocutori e mercati che siano in linea con il posizionamento del comparto vitivinicolo: punteremo, cioè, alla qualità del turismo oltre che alla evidente attenzione per un incremento quantitativo del comparto».
Il circuito è un percorso di 80 chilometri, nato nel 2000 dalla collaborazione tra operatori privati ed enti pubblici con lo scopo di promuovere e sviluppare le potenzialità turistiche della Franciacorta. Per le strutture ricettive e ristorative della zona rappresenta quindi un brand riconosciuto, capace soprattutto di attirare l’attenzione della domanda dei mercati internazionali, comprensibilmente più sensibili al richiamo di un sistema territorio piuttosto che di un singolo operatore. «Sono consapevole che il percorso di ulteriore sviluppo sarà complesso e impegnativo», conclude quindi Francesca Moretti. «Ma sono comunque molto fiduciosa. Perché credo che, in questo momento di incertezza economica, la gente riesca ad avvertire con maggiore consapevolezza l’urgenza di affermare la propria identità culturale ed economica, in un quadro competitivo di tipo internazionale».

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