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Buono il primo bilancio della nuova strategia commerciale di Grandi navi veloci

Di Marco Bosco, 5 settembre 2008

Eccedono le previsioni stimate a inizio anno i risultati di Grandi navi veloci, che proprio all’alba del 2008 ha implementato un aggressivo piano di riposizionamento commerciale, di cui abbiamo dato notizia con un’ampia intervista al direttore generale, Ariodante Valeri, sul numero deI 14 marzo scorso di Job in Tourism. I dati Gnv sono stati resi noti durante il recente consiglio d’amministrazione del gruppo, che ha presentato ai propri azionisti i risultati del traffico passeggeri e merci dei primi sette mesi dell’anno.
È stato così evidenziato un incremento del 14% sul totale dei passeggeri trasportati rispetto allo stesso periodo del 2007, con un picco del +50% raggiunto sulla linea Genova-Olbia nelle partenze del mese di luglio. In particolare sulla Sardegna, meta sempre regina tra le destinazioni estive, Gnv è complessivamente cresciuta di oltre 86 mila passeggeri. Bene anche la Sicilia (da Genova, da Livorno e da Roma), così come le rotte internazionali extra Schengen: da Genova per Tunisi e per Tangeri, con quest’ultima rotta, inaugurata nel settembre dello scorso anno, alla sua prima prova estiva. Il fatturato passeggeri è così cresciuto dell’11% rispetto alla stessa data del 2007 nonostante un contenimento delle tariffe, mediamente inferiori del 10%.
È aumentato complessivamente, sulle linee servite da Gnv nel Mediterraneo, anche il numero dei veicoli imbarcati (+25%), mentre i metri lineari di merci trasportate, nei primi sette mesi del 2008, hanno fatto registrare un +7% complessivo. «Si tratta di dati decisamente incoraggianti», commenta Valeri. «Prevediamo perciò di chiudere l’anno trasportando oltre 150 mila passeggeri più dello scorso anno. Nel complesso, il comparto del cabotaggio si sta facendo sempre più maturo e, come già successo per il trasporto aereo, ritengo che per il prossimo futuro si dovranno studiare nuovi strumenti e strategie. In generale, il mercato premierà gli operatori che si specializzeranno o che saranno in grado di competere su scale più ampie».

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