Job In Tourism > News > Eventi > Blu Hotels obiettivo recruiting

Blu Hotels obiettivo recruiting

Le esigenze e le opportunità offerte dalla compagnia con base a Salò, che durante la stagione estiva impiega oltre 1.500 risorse complessive nelle sue 30 strutture italiane

Le esigenze e le opportunità offerte dalla compagnia con base a Salò, che durante la stagione estiva impieg

Di Marco Beaqua, 27 Febbraio 2019

Un totale di circa 150 posizioni aperte dalla ristorazione al ricevimento, fino ai profili del settore wellness e spa. È partita la campagna di selezione del personale per la stagione estiva 2019 di Blu Hotels, che vanta 30 strutture, tra alberghi e villaggi vacanze in tutta Italia, per oltre 1.500 risorse complessivamente impiegate durante i mesi più caldi dell’anno. Una domanda ingente di collaboratori, per la cui selezione la compagnia con base a Salò ha deciso di sfruttare anche l’occasione del Tfp partenopeo, in programma al Ramada Naples il prossimo 27 febbraio.

È una politica di grandi attenzioni, quella che il gruppo alberghiero dedica alle risorse umane. Ben testimoniata, tra le altre cose, dai percorsi di inserimento curati dalla Blu Hotels Hospitality School, nata con lo scopo di formare figure specialistiche nel settore dell’accoglienza e dell’ospitalità, in grado di svolgere con efficienza e competenza tutte le attività del settore. Un’iniziativa, quest’ultima, che ha notevolmente contribuito a far raggiungere a Blu Hotels la terza posizione della classifica Best Job Italia 2019 per la categoria turismo, curata dall’Istituto tedesco qualità e finanza (Itqf).

«Il nostro candidato ideale», racconta il vicepresidente e direttore risorse umane del gruppo, Fabrizio Piantoni, «è una persona giovane da formare secondo i nostri standard e dotato della giusta ambizione, per migliorarsi e salire i vari gradini di carriera all’interno del nostro gruppo. Naturalmente preferiamo candidati che abbiano frequentato scuole attinenti al settore e che magari abbiano già alle spalle una minima esperienza in strutture a 4 e 5 stelle, in linea con le esigenze dell’attuale strategia di riposizionamento verso l’alto della nostra offerta».

Domanda. Perché è così importante per voi far crescere le risorse internamente?

Risposta. Perché in questo modo ci assicuriamo la collaborazione di persone che conoscono bene i nostri concept di ospitalità. Sono moltissimi i dipendenti Blu Hotels che partendo da posizioni base sono poi diventati col tempo capi servizio o addirittura direttori.

D.Quali sono le altre caratteristiche che vi interessano maggiormente in un profilo?

R.Cerchiamo tantissima flessibilità. Oggi non si può più infatti dare agli ospiti degli orari. Neppure per i pasti. Se i clienti arrivano a tavola per le 8 bene, altrimenti occorre essere pronti anche due ore dopo. Ma la flessibilità non deve essere solo oraria: noi abbiamo strutture praticamente in tutta Italia; ci capita perciò di chiedere ai nostri dipendenti di spostarsi a seconda delle nostre esigenze. Dulcis in fundo, non può mancare un’adeguata conoscenza delle lingue. Soprattutto per chi lavora al ricevimento è necessaria la padronanza dell’inglese, ma anche del tedesco vista la natura dei nostri mercati di riferimento. Purtroppo, però, non è sempre facile trovare risorse che mastichino bene l’idioma di Goethe.

D. Come misurate le performance dei vostri collaboratori?

R. Prima della fine della stagione, a seguito di una serie di incontri personali con ogni singola risorsa, i direttori delle nostre strutture compilano insieme ai capi servizio delle schede di valutazione individuali. In base alle risultanze, si elabora quindi una proposta dedicata a ciascun profilo per la stagione successiva, con possibili variazioni di ruolo e persino di struttura. La crescita è generalmente verticale, ma in alcuni casi può essere anche orizzontale, con cambi di reparto che aiutano ad aumentare la visione prospettica e l’esperienza di ogni figura.

D.Sono molti i collaboratori che tornano da voi anche per le stagioni successive?

R.Circa il 65%. Una percentuale che continua a crescere col tempo. E la cosa ci riempie di particolare orgoglio, perché significa che lavorare in Blu Hotels è un po’ come far parte di una grande famiglia, nella quale tutti svolgono un ruolo importante e sentono che l’azienda si prende cura delle loro esigenze personali. Non di rado capita persino che qualcuno ci lasci attirato magari dalla possibilità di guadagnare un centinaio di euro di stipendio in più, salvo poi tornare la stagione successiva, perché capisce quanto il nostro sia un ambiente di lavoro corretto, rispettoso e adeguato alle esigenze di crescita professionale di ciascuno.

D.Tra l’altro, la vostra compagnia ha deciso di mantenere tutto lo staff in house, senza esternalizzare praticamente nessun comparto con l’unica eccezione dell’housekeeping degli hotel urban…

R.È proprio così. Il personale interno è più motivato e assicura normalmente una migliore qualità del servizio. Fino a un po’ di tempo fa avevamo i reparti piani esternalizzati quasi dappertutto. Ma ci siamo accorti che il rischio non valeva la candela. Anche perché a volte si fatica a trovare partner seri e noi rispondiamo in solido di qualsiasi eventuale mancanza del personale in outsourcing. Per di più i direttori tendono a tralasciare un po’ i reparti che non sono posti sotto la loro diretta responsabilità. E poi i tassi di occupazione elevati e costanti delle nostre strutture, tra il 70% e l’80% per l’intera stagione, fanno sì che l’esternalizzazione non ci porti neppure particolari risparmi. Tranne appunto negli urban hotel, dove la domanda è più volatile.

D.Quali sono le basi su cui effettuate una prima valutazione dei candidati?

R.Leggiamo il cv, osserviamo sulla carta se il profilo può essere adatto al ruolo e poi fissiamo l’intervista per un confronto. A Napoli avremo l’occasione di vedere i candidati di persona. E questo è un bene, perché ci si fa fin da subito un’idea di chi si ha di fronte. Ciò detto, i rischi di sbagliare nel processo di selezione non sono pochi. Purtroppo c’è chi si vende talmente bene da superare persino il tradizionale periodo di prova di due-tre mesi, per poi rivelarsi invece una scelta inadeguata.

D.Ha un consiglio al volo da dare a chi si presenterà al vostro stand a Napoli il prossimo 27 febbraio?

R.Io dico sempre che la cosa più importante è essere umili. Se uno ha talento e ha voglia di lavorare, il tempo per crescere e dimostrare quello che si vale veramente c’è sempre. Soprattutto in un contesto in costante crescita come il nostro, che è in grado di offrire oggi contratti particolarmente lunghi anche agli stagionali, capaci di arrivare persino a otto-dieci mesi di lavoro ininterrotti.

 

Comments are closed

  • Categorie

  • Tag

Articoli Correlati