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Ayurveda, benessere millenario

Di Massimiliano Sarti, 19 giugno 2009

«L’Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere: quello fisico, quello psichico e quello spirituale. Non solo: si interessa sia di ciò che è normale, sia di ciò che è anormale o patologico. Secondo l’Ayurveda, infatti, la salute non è solo assenza di malattia, ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale allo stesso tempo». Così Giovanni Criscione, fondatore dell’Associazione nazionale operatori ayurvedici (Anoa) e del portale ayurvedaitalia.it, sintetizza la filosofia olistica alla base di questa disciplina orientale capace di intervenire sugli equilibri più profondi dell’esistenza umana.
E proprio questa è la caratteristica che ha conquistato, già all’epoca in cui dirigeva l’hotel Villa dei Tigli di Rodigo, in provincia di Mantova, l’attuale general manager del Grand Hotel Brun di Milano, Vincenzo Moretti: «Quando allora decidemmo di proporre nel centro benessere alcuni trattamenti ispirati a questa disciplina, il successo tra i nostri clienti fu pressoché immediato. E a dimostrarlo c’è pure il dato del fatturato del nostro comparto benessere, che, grazie ai servizi ayurvedici, crebbe di ben il 30%. Anche per questo motivo ho perciò pensato di introdurre lo stesso tipo di trattamenti qui al Grand Hotel Brun, in modo da completare, con un prodotto esclusivo, la nostra già ampia offerta wellness e fitness. Per formare in maniera adeguata il personale della spa mi sono così rivolto a un grande esperto come Giovanni Criscione, che proprio in questo periodo sta portando a termine il corso dedicato ai nostri collaboratori del centro benessere. Alla conclusione del ciclo di formazione è persino previsto un soggiorno di circa un mese in India, dove gli allievi potranno confrontarsi con il cuore sapienziale di questa disciplina millenaria, che affonda le proprie radici nella valle dell’Indo di circa 5 mila anni fa».
Come per gli altri servizi del wellness center del Grand Hotel Brun, anche l’offerta ayurvedica, caratterizzata dalla presenza della linea di cosmesi bio-ecologica Lakhsmi, non rimarrà riservata ai soli ospiti dell’albergo, ma sarà a disposizione pure del pubblico esterno perché, spiega ancora Moretti, «strutture e trattamenti benessere non possono rappresentare solo degli strumenti per mantenere il proprio hotel al passo coi tempi e con le mode del momento. Devono invece diventare delle fonti di revenue, dei comparti capaci di generare profitto autonomamente. E il territorio in cui siamo inseriti è privo di un’offerta wellness paragonabile alla nostra e potenzialmente appetibile per i numerosi clienti business di importanti società assicuratrici, high-tech e della grande distribuzione, che proprio in quest’area hanno le loro sedi o i loro centri direzionali».
Il massaggio ayurvedico è infatti considerato un ottimo metodo per eliminare lo stress e ridurre le tensioni, che spesso tanto affliggono i businessmen di tutto il mondo. «Non solo», riprende infine Criscione, «l’Ayurveda è pure di valido aiuto per la prevenzione delle malattie: preserva l’equilibrio psicofisico e ha effetti di potenziamento delle difese naturali dell’organismo. Il massaggio ayurvedico, in particolare, si pratica a digiuno e viene eseguito sopra a un solido e ampio lettino di legno, su cui il soggetto può abbandonarsi totalmente. Esso viene realizzato da uno o due operatori che eseguono manualità avvolgenti, riscaldanti e rilassanti, scivolando su tutto il corpo con l’ausilio di oli vegetali precedentemente riscaldati e arricchiti con essenze aromatiche (oli essenziali) o preparati con spezie e piante officinali».

I fondamenti filosofici

Secondo un’antica filosofia indiana, il funzionamento del corpo umano dipende dall’equilibrio dei dosha, ossia dei principi vitali che regolano il sistema fisiologico e metabolico di ogni individuo. «I dosha sono tre», racconta Giovanni Criscione, «e sorgono dai cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra». L’etere e l’aria formano così il principio Vata, ossia quello preposto all’azione. Il fuoco, invece, è rappresentato nel Pitta, il principio dell’energia, sul quale esercita una certa influenza anche l’elemento acqua. Infine, acqua e terra formano il Kapha, che rappresenta la coesione.
«I dosha rappresentano così gli elementi costitutivi dell’individuo: espressione a loro volta delle stesse forze che animano il cosmo. È dal loro equilibrio dinamico che dipendono, perciò, la salute e la qualità della vita delle persone», conclude lo stesso Criscione. «In ogni individuo, tuttavia, c’è sempre un dosha che prevale sugli altri e determina, secondo l’antica saggezza ayurvedica, dieci diverse costituzioni fisiche. All’interno e nel rispetto di queste caratteristiche individuali va così sempre ricercato un equilibrio tra azione, scambio energetico e coesione, dal quale dipendono le nostre prestazioni fisiche e la pace interiore. Quando individuiamo uno squilibrio in un dosha dobbiamo, in altre parole, cercare di ristabilire lo stato di armonia. E, per farlo, occorre incrementare le qualità opposte, attraverso dei cambiamenti nello stile di vita, favoriti dal rispetto di una dieta particolare, dall’uso di determinate spezie, oli, colori o pietre, nonché da una serie di massaggi e dalla pratica dello yoga».

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