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Avere l’hôtellerie nel sangue

Soggiornare a Monaco è come entrare in una vera leggenda

Soggiornare a Monaco è come entrare in una vera leggenda

Di Massimiliano Sarti, 3 giugno 2011

Tempo, spazio e servizio. Tre semplici parole, che racchiudono in sé «l’essenza del lusso, la sua natura profonda, che credo non cambierà mai», racconta Luca Allegri, recentemente nominato direttore operativo del settore hotel per il gruppo Monte-Carlo Sbm. «Gli ospiti che soggiornano in strutture come il nostro Hôtel de Paris cercano tutti un servizio d’eccezione. E noi lo garantiamo mettendo a loro disposizione circa 450 unità di personale per 182 camere. Lo stesso discorso vale per il ristorante interno Louis XV di Alain Ducasse, che vanta uno staff di 50 dipendenti per altrettanti coperti. Qui, naturalmente, anche lo spazio dedicato ai clienti è proporzionato al servizio, così come il tempo: il tavolo è a completa disposizione dei commensali per tutta la durata della cena o del pranzo».
Domanda. La destinazione monegasca ha sicuramente un fascino intramontabile, tanto che del lusso può essere considerata una vera e propria icona mondiale. Ma quali sono le caratteristiche che rendono i soggiorni in questo piccolo principato ancora oggi tanto ambiti dal jet-set internazionale?
Risposta. Semplice: la qualità delle sue strutture; tutti alberghi dall’impronta particolare e caratteristica. Senza citare per forza classici come l’Hôtel de Paris o l’Hermitage, basti pensare, per esempio, al Monte-Carlo Bay Hotel & Resort, che accoglie le famiglie in un resort dallo stile americaneggiante, con una piscina dotata di fondo in sabbia. A ciò si aggiunga il fatto di avere locali che fanno tendenza ad altissimo livello, come il Buddha Bar per le serate più cool o il Jimmiy’z: semplicemente il night club più conosciuto al mondo. La cornice che circonda Monaco, inoltre, è bellissima, di charme: sembra di entrare in una leggenda. E poi c’è anche il fattore sicurezza.
D. Ossia?
R. I clienti possono tranquillamente spostarsi a piedi da un posto all’altro: tutto è a portata di mano, ma soprattutto si può andare in giro senza aver paura di essere aggrediti. Il servizio di polizia è una variabile molto importante per la nostra tipologia di clientela. E qui ci si sente al sicuro.
D. Come si fa, quindi, a diventare direttore operativo del settore hotel di una società prestigiosa come Monte-Carlo Sbm? Un sogno per molti che lavorano in questo settore e amano l’arte dell’ospitalità.
R. Tutta la mia carriera si è sviluppata in alberghi di lusso. Ho anche collaborato all’apertura di strutture prestigiose quali, per esempio, il George V di Parigi e un altro albergo Four Seasons al Cairo, prima di approdare alla direzione dell’Hôtel de Paris. Un’importante esperienza operativa, che ha molto contribuito a far sì che io ottenessi la fiducia del consiglio di amministrazione di Monte-Carlo Sbm. Tuttavia credo che abbia giocato un ruolo fondamentale anche la mia preparazione accademica: numerosi sono stati, in particolari, i corsi che ho frequentato presso la prestigiosa Cornell Univerity, che mi hanno garantito quella solidità teorica tanto indispensabile nel nostro business. Grazie al periodo formativo negli Usa ho avuto, inoltre, la preziosa possibilità di conoscere da vicino l’approccio al management e al marketing proprio della cultura americana: ambito nel quale si sono sicuramente sviluppati per primi gli standard di riferimento in materia. Posso perciò dire che le mie esperienze mi hanno consentito di combinare la naturale classe della tradizione culturale europea, con le capacità innovative del Nuovo mondo.
D. La vocazione per l’hôtellerie di lusso è quindi qualcosa che si costruisce con il tempo? Oppure è una caratteristica innata, che non si può acquisire?
R. Io, effettivamente, sono figlio d’arte. Mio padre, Fausto Allegri, è stato chef concierge presso l’hotel Splendido di Portofino, che io considero uno degli alberghi più belli al mondo. Per il suo lavoro è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana ed è stato nominato, dal celebre magazine Tatler, Miglior concierge al mondo. Credo, perciò, di aver sempre avuto l’hôtellerie nel sangue. Quella di lavorare in strutture di altissimo livello è stata tuttavia una mia decisione assolutamente personale.
D. C’è mai stato un momento in cui ha pensato di fare un’altra professione?
R. Forse mi sarebbe piaciuto fare l’architetto. Ma sono completamente soddisfatto delle mie scelte. E ci sono ancora tantissime cose da imparare e scoprire in questo lavoro. Credo che la chiave del mio successo sia stata proprio l’interesse che ho sempre avuto nei confronti di questo business e della sua evoluzione.
D. A proposito di evoluzioni e sviluppo: quali sono, infine, le nuove tendenze del mercato del lusso a Monaco?
R. Probabilmente la crescita esponenziale di alcuni mercati emergenti, come la Russia e i paesi dell’Est europeo: i turisti ucraini, in particolare, mostrano una sorta di vero e proprio culto per l’eleganza e le cose belle. Ma stiamo iniziando ad accogliere anche ospiti dall’India e dalla Cina: sono clienti che non sono ancora abituati a cercare destinazioni come Monaco, tuttavia apprezzano particolarmente gli ambienti esclusivi e amano il gioco d’azzardo. Cominciano perciò, anche loro, a scoprire il fascino del Principato.

Una breve biografia

Già general manager dell’Hôtel de Paris di Monaco dall’ottobre 2007, Luca Allegri ha seguito e supervisionato l’importante programma di rinnovamento del gruppo Sbm. Di nazionalità italiana, 43 anni, ha iniziato la sua carriera nel business dell’hôtellerie di lusso a 19 anni. Diplomatosi in finanza, relazioni con i clienti e management presso la prestigiosa Cornell University, ha ricoperto il suo primo ruolo di grande responsabilità in Four Seasons. È stato poi condirettore al Plaza Athénée di Parigi prima di approdare proprio all’Hôtel de Paris. Sotto la sua leadership, la lussuosa struttura monegasca è stata, tra l’altro, insignita dell’ambito premio «Leaders club guest recognition award of excellence» dai Leading Hotels of the World nel dicembre del 2010. Nello stesso anno, infine, il prestigioso network internazionale ha anche attribuito a Luca Allegri il titolo di Best hotelier 2010.

Identikit della compagnia

Fondata nel 1863, la Monte-Carlo Société de Bains de Mer et du Cercle des Étrangers (questa la denominazione completa del gruppo Monte-Carlo Sbn) ha saputo imporre, nell’universo del turismo di lusso, l’indiscussa immagine di un marchio di altissima qualità. La sua avventura cominciò, in particolare, con la realizzazione, su un pianoro battezzato Mont-Charles in omaggio al principe Carlo III di Monaco, di un casinò che ben presto sarebbe diventato uno dei più celebri al mondo. Da lì in avanti, accrescendo e migliorando costantemente il proprio patrimonio (palazzi, sale da spettacolo, ristoranti, spa), Sbm sviluppò un resort integrato, che è ormai una vera e propria icona classica del turismo d’élite, al tempo stesso capace di sperimentare e sviluppare le novità in tema di tendenze, di gusto e di tecnologie. Con 3.400 dipendenti complessivi, la varietà della sua offerta spazia così oggi dalla cultura al divertimento, dal benessere alla salute e comprende, tra l’altro, quattro strutture ricettive (l’Hôtel de Paris, l’Hôtel Hermitage, il Monte-Carlo Beach Hotel e il Monte-Carlo Bay Hotel & Resort), 30 tra bar e ristoranti, cinque casinò, la discoteca Jimmy’z, tre stabilimenti balneari e spa, tra cui il Thermes Marins, nonché il Monte-Carlo Country Club (23 campi da tennis, due campi da squash e una piscina) e il Monte-Carlo Golf Club (18 buche). Suo azionista principale è lo stato monegasco, che detiene il 69% del capitale totale.

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