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Anticipare le tendenze

Parlano alcuni dei protagonisti dell'evento capitolino

Parlano alcuni dei protagonisti dell'evento capitolino

Di Giorgio Bini, 22 ottobre 2010

«Viaggiare nel futuro del turismo, anticipandone i trend dei prossimi anni, soprattutto in ambiente web 2.0». Così descrive il Whr Seminar Gianluca Piras, market manager e responsabile hotel Campania di Expedia e Venere. «Un brainstorming a tutto tondo, dove chiunque ha il tempo e la possibilità di chiarire i propri dubbi ed essere da utile spunto per i propri colleghi nelle attività di promozione e marketing del prodotto turistico», aggiunge la country manager di trivago.it, Giulia Eremita.
Certo, riuscire ad anticipare le tendenze non è un compito facile. «Anche perché gli anni di internet sono come quelli dei cani: uno ne vale sette. È però chiaro che il ruolo del web 2.0 è quello decisivo», racconta il docente dell’università Iulm di Milano, Giorgio Castoldi. Ed e-commerce, web 2.0 e intermediazione sono i temi più caldi del futuro anche per i rappresentanti di Lastminute.com Martina Tomè, Giusy Martucci, Omar Satta e Michele Spadone.
La differenza tra avere clienti e clienti connessi, secondo il responsabile area digital di Ammiro Partner, Mauro Lupi, è così oggi un concetto chiave per raggiungere il successo: «Perché gli strumenti digitali, che favoriscono la connessione tra gli individui, stanno influenzando molto il business della ricettività, sia per la condivisione di pareri sulle strutture, sia perché possono estendere l’esperienza dei clienti su fronti ulteriori oltre al mero pernottamento».
C’è però un grosso divario tra l’evoluzione delle tecnologie e il livello di formazione delle persone che lavorano in hotel. «Giro l’Europa e l’Italia da molti anni e uno dei fenomeni che maggiormente riscontro è proprio la carenza di conoscenza dello sviluppo dei supporti informatici dedicati al mondo dell’ospitalità», spiega il sales manager Italy di Rate Tiger, Enzo Aita. «Oggi, però, sono gli utenti che, attraverso le on-line travel agency (Olta) e i social network, decidono i propri acquisti in funzione dei suggerimenti che leggono. Gli hotel, perciò, dovrebbero investire maggior tempo, risorse e tecnologie per monitorare e reagire a supporto del proprio revenue».
Il mercato turistico, in effetti, è sempre più dinamico e globalizzato e non perdona l’immobilismo. «Soprattutto di chi non vuole mettersi in gioco e fare squadra», riprende Eremita. «La rete sta ridisegnando, almeno in parte, la mappa delle destinazioni turistiche e ha decisamente cambiato le regole del comparto: mete minori stanno acquisendo sempre più peso, irrompendo nel web con strumenti innovativi, nuovi linguaggi, brand di prodotto e prezzi di mercato concorrenziali. Le destinazioni da sempre celebri, ma più reticenti verso il cambiamento e i nuovi mezzi che la rete produce, perdono invece quote di mercato».
In tale contesto «diventa fondamentale anche trovare il giusto equilibrio tra i diversi canali distributivi per razionalizzare gli investimenti ed evitare di confondere la clientela», aggiunge la consulente Evols, Tina Ingaldi. «Con un’analisi attenta sui costi di ogni singolo canale, nonché sul suo impatto all’interno dell’organizzazione alberghiera e sulla clientela stessa, è infatti possibile determinare sin dall’inizio la sua reale redditività e risolvere fin dall’origine i potenziali conflitti di una strategia multicanale».
Un discorso, quest’ultimo, che può essere esteso a tutti i fornitori di soluzioni It. «Molti, in effetti», osserva il marketing manager di Serenissima Informatica, Alessandro Calligaris, «credono che la tecnologia, da sola, possa salvare il mondo, o quantomeno i ricavi di un hotel. Noi riteniamo invece che l’elemento umano abbia ancora molto da dire e pretendere, e che i vari sistemi offerti dai diversi fornitori, al limite anche nostri concorrenti, possano essere sfruttati al meglio, secondo le specifiche competenze, in uno scenario di libera integrazione».
E questo è vero soprattutto in un contesto come quello attuale, nel quale «le politiche di pricing adottate dalle imprese alberghiere in Italia per contrastare la crisi economica hanno comportato l’abbattimento delle tariffe applicate al cliente», osserva il direttore operativo dell’Istituto nazionale di ricerche turistiche (Isnart), Flavia Maria Coccia. «Un livellamento dei prezzi verso il basso che, quando non accompagnato da attente e mirate campagne di promozione e comunicazione di queste scelte per poter poi rialzare le tariffe e far ripartire i guadagni, mette in campo la necessità di attivare politiche di abbattimento dei costi, che spesso hanno conseguenze sul mercato del lavoro, oltre che sulle scelte gestionali». Perché, come sempre, «nel mercato dell’ospitalità», conclude il director business development di GlobRes, Wilhelm Weber, «non ci sono soluzioni giuste o sbagliate, ma solo strategie capaci o meno di generare profitti».

Il seminario in breve

Ritorna l’appuntamento annuale con la formazione sul revenue e sul web hotel management: dal 9 all’11 dicembre a Roma, presso l’hotel Capannelle, si svolgerà infatti il Whr Seminar 2010, organizzato dalla stessa società di consulenza Whr, in collaborazione con FormazioneTurismo.com e Sicaniasc. Dedicato agli operatori del ricettivo alberghiero, in particolare agli hotel manager, ai revenue manager, ai web marketing manager, ai destination marketer, nonché ai giovani in fase di formazione, e concentrato sull’approfondimento delle mutate esigenze del mercato turistico on-line, l’evento di quest’anno prevede anche la possibilità, per i partecipanti, di interagire direttamente con gli esperti di settore per un’esperienza formativa davvero personalizzata.

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