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Anche gli influencer vanno scelti con cura

Riflessioni in libertà su ruolo, attitudine e competenze di chi gestisce una struttura alberghiera. Perché, per avere successo, occorre un pizzico di curiosità e tanto amore per il bello e il buono

Riflessioni in libertà su ruolo, attitudine e competenze di chi gestisce una struttura alberghiera. Perché,

Di Roberto Crisafulli, 21 Marzo 2019

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo di Roberto Crisafulli: una serie di considerazione su vizi e virtù di chi ha il privilegio e la responsabilità di dirigere un albergo

Roberto Crisafulli

Abbiamo il dovere di creare ricchezza e lasciare un segno concreto per il bene della nostra comunità: una persona responsabile, imprenditore o manager, deve sempre mettere la faccia in ogni cosa che fa; non si dovrebbe mai nascondere la testa sotto la sabbia in caso di problemi.

Si perde il contatto con la realtà quando ci assale il senso di onnipotenza. Tanti manager si pongono sul piedistallo e alzano muri dorati intorno. Un direttore che usa l’ufficio come una tana, non gira mai per i reparti dell’albergo, non parla con i clienti e con i propri collaboratori, non avrà mai il termometro della situazione.

Chi vive sotto una campana di vetro, difficilmente comprenderà la realtà che lo circonda. Bisogna vivere appieno ogni evento, far sentire la propria presenza e vicinanza ai clienti e a tutto il personale. Solo così si riesce a percepire la realtà della propria struttura.

Superficialità è sinonimo di cecità: entrambi non garantiscono alcuna visione di futuro, crescita, ricchezza, sviluppo e bene comune. Scelte avventate e ignoranza si traducono in conseguenze catastrofiche per l’azienda, tanto che i guai non tardano ad arrivare.

Poco tempo fa, il proprietario di un grande albergo business con oltre 100 camere, decise di cambiare il pms gestionale, uno dei migliori a livello internazionale. Inutile dire che non era necessario cambiare. Ma quando si cambia, normale pensare a qualcosa di meglio. Purtroppo, non fu così.

Il nuovo pms prodotto da una piccola e nascente software house, a differenza del precedente, non comunicava con nessuno dei principali channel manager, rallentava le operazioni di check in/check out e non era intuitivo. Oltretutto, si scoprirono alcune falle che permettevano pure occultamenti di cassa.

Ma i fallimenti non si fermano solo alla scelta sbagliata del pms: manutenzioni inesistenti, pulizie molto sommarie e pessima selezione del personale… Potete facilmente immaginare il crollo della customer satisfaction e della web reputation.

Conosco casi in cui, in circa dieci anni di gestione, tutto il personale veniva cambiato ogni tre mesi circa. Continuare ad assumere persone sbagliate per poi licenziarle a breve e ricominciare così all’infinito è solo follia. Si può sbagliare la scelta di un collaboratore, ma se i fallimenti sono frequenti, allora sarebbe doveroso farsi un esame di coscienza.

Nelle selezioni, non serve uno psicologo per capire se ci troviamo davanti a una persona instabile e dipendente da droghe o surrogati simili. Le reali potenzialità di una risorsa, in ogni caso, dopo un breve periodo di prova emergono senza alcun dubbio.

Selezionare un profilo sulla base dell’età, del genere… Tutto ciò è assurdo, perché non si tiene conto della professionalità, personalità, moralità e attitudine al lavoro dell’individuo. Ultimamente un imprenditore si è fatto sedurre da un profilo Instagram con tanti followers, convinto erroneamente di portare acqua al proprio mulino. Anche gli influencer, però, vanno scelti con cura: bisogna essere certi che la persona abbia un profilo di serietà che possa andar bene alla propria azienda. Nel caso appena citato, il profilo Instagram era perfetto per una discoteca, una ditta di lingerie o un’azienda cosmetica, certamente non per un locale raffinato: inutile poi pentirsi per i risultati deludenti.

Sapete bene che questi casi sono molto diffusi e sono rari gli spazi di eccellenza. Alcune famiglie di albergatori svizzeri, prima di passare il testimone ai figli, si assicurano di farli studiare e imparare le lingue. Alla fine del percorso scolastico, sono d’obbligo alcuni stage e una lunga gavetta fuori dall’azienda di famiglia, per poi approdare nel proprio albergo.

La precisione elvetica premia i figli migliori: gli altri, qualora si ritengano non adatti o comunque con altri talenti, si indirizzano verso diversi orizzonti. Un’eredità non deve intendersi come una rendita o, peggio, come un bene da dilapidare.

Assumere la carica di direttore o ereditare un prestigioso albergo nato da un sogno di un visionario è una grande responsabilità: è perciò doveroso mettere a frutto quanto si è ricevuto come mezzo per creare altra ricchezza.

Due imprenditori illuminati, che ho incontrato negli ultimi anni, hanno fatto crescere le proprie strutture grazie a delle scelte visionarie. Entrambi hanno un basso livello di scolarizzazione. Ma un gran cuore da sognatori fa miracoli: scelte visionarie fatte di passione e amore per il prossimo hanno saputo creare strutture sempre al passo coi tempi. Nella loro semplicità, i due andavano curiosando tra gli alberghi più rinomati per cogliere spunti utili alla loro attività…

Spero quindi che un’epidemia di sana curiosità possa dilagare nella nostra società, tanto da renderci capaci di sognare il bene e il bello, così da essere in grado di fare programmi a lungo termine. Il futuro sarà bellissimo solo se faremo guerra alla crisi economica con politici migliori e una classe dirigente più coscienziosa, oltre che ben preparata.

 

Chi è Roberto Crisafulli

Dopo alcuni anni di esperienze all’estero, in Svizzera e in Inghilterra, presso strutture Swiss Ambassador e InterContinental, Roberto Crisafulli torna in Italia nel 1992, dove lavora a lungo al front office di vari alberghi siciliani e romagnoli. Dal 2007 al 2008 è quindi vicedirettore di un Relais & Chateaux dell’entroterra riminese, per poi passare, per cessata attività, al Bellevue di Milano Marittima in qualità di capo ricevimento. Dal 2009 torna quindi alla struttura in provincia di Rimini, ancora come vicedirettore della nuova gestione. Appassionato di hôtellerie, alta cucina, banqueting, comunicazione e web-marketing, esperto nella formazione del personale e coordinamento dei reparti, Crisafulli è oggi consulente tecnico in attività alberghiere e vanta una serie di collaborazioni con varie compagnie e strutture dell’ospitalità, dove è spesso intervenuto per riportare l’equilibrio necessario all’operatività quotidiana, grazie alla garanzia di un perfetto coordinamento tra i reparti.

 

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