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Anche da Investment@Globe note positive per il comparto turistico-ricettivo

Di Job in Tourism, 16 maggio 2008

Si è svolta presso l’hotel Melià Roma Aurelia Antica la seconda edizione di Investment@Globe: l’evento dedicato al real estate turistico, organizzato da Expoglobe, in collaborazione con R&D hospitality, società specializzata nella ricerca e sviluppo di opportunità d’investimento e servizi nel settore ricettivo, e la compagnia agente generale di vendita per l’hôtellerie e per l’ospitalità, Htms International.
«Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti», spiega Giorgio Bianchi, amministratore di R&D hospitality. «La nostra idea era quella di creare uno spazio altamente professionale dedicato alle opportunità d’investimento: un obiettivo che riteniamo di aver pienamente raggiunto. All’interno dell’area market place, in particolare, espositori di alto profilo, come Jones Lang LaSalle hotels, l’InterContinental hotel group, Best Western o Sol Melià, solo per citarne alcuni, hanno presentato numerose occasioni di business a una vasta platea di qualificati investitori accuratamente selezionati».
Un altro punto forte dell’evento è stato poi l’articolato programma di conferenze incentrate sulle tendenze, sulle questioni aperte e sulle prospettive del mercato del real estate alberghiero. «È un momento in cui occorre lanciare messaggi di fiducia», ha affermato, in uno dei tanti interventi che hanno costellato l’intenso calendario di convegni, il responsabile divisione turismo di Intesa SanPaolo, Giovanni Chiri. «Noi crediamo nell’industria dei viaggi e vogliamo che l’Italia riaffermi la propria posizione nel mondo: per parte nostra, ci impegniamo ad appoggiare tutti quei progetti in grado di valorizzare il sistema turismo del nostro paese».
A frenare l’evoluzione del nostro mercato sarebbe, invece, secondo quanto sostiene il vice president director development & acquisition di Domina hotel group, Francois Droulers, la diffusa realtà delle imprese alberghiere familiari, accusate di fare resistenza al franchising e allo sviluppo dei brand: «In Italia il problema è l’individualismo: spesso non c’è l’umiltà necessaria a fare compromessi con le catene internazionali. Occorrerebbe, invece, agire secondo prassi manageriali che diano vere garanzie di redditività».
A fronte di tali criticità, sono tuttavia emersi anche forti segnali di fermento, come ha brillantemente sostenuto, infine, Armando Borghi, direttore master in real estate della Sda Bocconi di Milano: «Il mercato immobiliare guarda al comparto alberghiero come a un booming market: l’unico settore, nell’attuale congiuntura, a regalare qualche soddisfazione».

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