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Ampi ultima frontiera: arriva la choco-fashion

L'Accademia maestri pasticceri italiani protagonista del milanese Salon du Chocolat con una sfilata di abiti "gustosi"

L'Accademia maestri pasticceri italiani protagonista del milanese Salon du Chocolat con una sfilata di abiti

Di Marco Bosco, 23 febbraio 2017

«Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino», scriveva Fernando Pessoa. E ora il cibo degli Dei degli antichi Maya entra pure nella sfera della moda. La choco-fashion è infatti l’ultima frontiera in cui si sono cimentati i maestri pasticceri dell’Ampi, che anche per questa seconda edizione ha patrocinato il Salon du Chocolat di Milano.
Presentati in anteprima nella recente opening night del salone, sulla passerella si sono potuti apprezzare gli outfit disegnati da dodici giovani stilisti, studenti della Nuova accademia di belle arti di Milano, realizzati appunto in cioccolato dall’Accademia maestri pasticceri italiani, grazie all’opera delle sue grandi firme.
Fonte di ispirazione per i bozzetti, alcuni capolavori della storia dell’arte: il curatore della sfilata, il maestro Ampi nonché direttore della prima Chocolate academy italiana, Davide Comaschi, ha in particolare fatto sfilare degli orecchini cioccolato-gioiello da mangiare a fine serata. Ma il pastry chef, già campione del mondo ai World Chocolate Masters 2013, non si è limitato agli accessori e ha confezionato anche un abito creato su un gioco di geometrie e trasparenze ispirate alla Piramide del Louvre. Francesco Boccia, per contro, su suggestione di Renoir ha creato delle palline pendenti di cioccolato. Dalle illustrazioni di Dorè della Divina Commedia, Giancarlo Cortinovis ha invece realizzato un abito ispirato all’inferno dantesco, con un busto di seni di cioccolato. Alessandro Servida si è dedicato ai bottoni in gradazione di colore, rivestiti in cioccolato e fermati con fili su base jeans, in questo modo riprendendo le cromie dei dipinti dell’impressionista americano Reid. Ispirandosi a Mucha, ha poi realizzato una struttura in filo di ferro, che riproduce i capelli rivestiti naturalmente di cioccolato.
Fabrizio Donatone si è lasciato sedurre dalle geometrie di Mondrian, per applicazioni di rigorose strutture ancora una volta in ferro rivestite di cioccolato. I Preraffaelliti sono stati lo spunto di Carmelo Sciampagna, che ha spalmato di cioccolato rami e tessuti di iuta. Klimt ha suggerito ovali e quadretti in cioccolato colorato oro a Pasquale Marigliano. Luca Mannori, su ispirazione di Kusama, ha plasmato mezze sfere di cioccolato applicate su tessuto. Feltro e rete imbevuti nel cioccolato sono state le accoppiate materiche scelte da Rocco Scutellà, sulla base di una installazione dell’artista tedesco neo-dada Joseph Beuys. La pittura antica cinese ha infine influenzato la creatività di Sandro Ferretti, che ha realizzato decori tagliati al laser in cioccolato secondo l’iconografia orientale.
La sfilata Chocolate Gallery è nata dalla volontà precisa di unire arte, fashion e food: un modo per affermare che insieme queste aree creative sanno coniugare la bellezza delle forme, il profumo e il gusto delle materie prime, allo stile e alla eleganza della moda. Ma naturalmente, oltre alla sfilata d’eccezione, i maestri Ampi hanno fatto vivere agli ospiti del Salon varie degustazioni sensoriali legate al cioccolato e ai suoi migliori abbinamenti. Non è poi mancata una serie di show-cooking ad hoc, a cura di Francesco Boccia, Paolo Sacchetti, Emmanuele Forcone, Emanuele Valsecchi, Roberto Rinaldini, Gianluca Fusto, Alessandro Servida, Davide Comaschi e Carmelo Sciampagna, nonché degli stessi presidente e fondatore Ampi, Gino Fabbri e Iginio Massari.
Lo chef Gualtiero Marchesi e Massari hanno inoltre animato una conversazione sul tema «Una storia infinita: allievi e maestri a confronto», insieme ai rispettivi “allievi” Davide Oldani e Davide Comaschi. Quest’ultimo si è infine distinto per il Cuore di San Valentino 2017: un cioccolatino ideato e realizzato per la Lega Tumori Lilt Milano, che ha ricevuto il premio «choco-design e impegno sociale Grand Prix 2017 brand identity». La stessa pralina, immortalata in uno scatto del fotografo Giovanni Gastel, è stata per di più protagonista di una raccolta fondi in esclusiva.

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