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Ampi festeggia i suoi primi 25 anni

Il simposio pubblico di quest’anno è stato all’insegna dell’italianità, intesa come «ricchezza di tradizioni e conoscenze che il nostro popolo vanta e mantiene»

Il simposio pubblico di quest’anno è stato all’insegna dell’italianità, intesa come «ricchezza di tr

Di Beatrice Penzo, 21 Dicembre 2018

Un’esposizione di vere opere d’arte dolciarie ha accolto gli oltre mille visitatori che si sono recati presso l’ex galleria d’arte moderna di Bologna, per festeggiare il venticinquesimo anniversario dell’Accademia maestri pasticceri italiani. Un folto pubblico, che ha avuto la possibilità di ammirare oltre venti pezzi artistici in cioccolato, zucchero e ghiaccio distribuiti su 1.500 metri quadrati di spazi espositivi, nonché soprattutto la fortuna di assaporare l’infinità di monoporzioni a disposizione dei presenti. Tema dell’appuntamento, «l’italianità tra tradizione e innovazione», per celebrare il percorso di un sodalizio capace di passare dagli iniziali 13 associati dell’epoca della fondazione agli attuali 72, attivi non solo sul territorio nazionale ma anche a Tokyo e negli Stati Uniti. «La pasticceria italiana gode di un valore intrinseco enorme, che le deriva dalla ricchezza di tradizioni e conoscenze che il nostro popolo vanta e mantiene», ha sottolineato il presidente Ampi Gino Fabbri, spiegando la ratio alla base della scelta dell’argomento di questa edizione del simposio pubblico.

Ma l’evento è stato anche l’occasione per celebrare Santi Palazzolo, insignito del titolo di Pasticcere dell’anno 2018 – trofeo Pavoni: il pasticcere palermitano è stato premiato per «il suo impegno e la costanza profusi nel perseguire gli obiettivi, nonché per gli straordinari traguardi professionali finora raggiunti. Il tutto mantenendo sempre integrità morale e ineffabili doti umane». «Sono commosso», ha dichiarato Palazzolo, «di ricevere questo premio che riconosce ulteriore prestigio alla mia pasticceria, un locale che nel 2020 festeggerà 100 anni di storia, ma anche al mio team e alla mia famiglia, con la quale ho sempre condiviso gioie e dolori di questa stupenda professione».

Per quanto riguarda le medaglie d’oro Ampi, ben due, sono andate (per l’eccellenza nella bontà della torta gianduia all’italiana innovativa e per il grande senso estetico e scenografico dimostrato nell’allestimento del tavolo di presentazione) al gruppo composto da Iginio Massari, Silvia Federica Boldetti, Giovanni Cavalleri, Maurizio Colenghi, Davide Comaschi, Giancarlo Cortinovis, Alessandro Dalmasso, Fabrizio Galla, Giovanni Pina, Maurizio Santin, Vincenzo Santoro, Alessandro Servida ed Emanuele Valsecchi. Sempre nell’ambito del tavolo di presentazione, il gruppo capitanato da Maurizio Busi con Giuseppe Amato, Marco Antoniazzi, Sebastiano Caridi, Domenico Di Clemente, Fabrizio Donatone, Francesco Elmi, Marco Ercoles, Gino Fabbri, Davide Malizia, Luca Mannori, Giambattista Montanari, Roberto Rinaldini, Paolo Sacchetti e Gabriele Vannucci ha quindi conquistato la medaglia d’oro per il valore artistico e l’alta tecnica nella composizione.

Menzione speciale, inoltre, al maestro Biagio Settepani per la grande professionalità e generosità dimostrate, e per la sua attività volta a mantenere viva la tradizione della pasticceria italiana all’estero. Settepani è infatti ambasciatore Ampi negli Usa dal 2008 ed è stato recentemente definito dal sindaco di New York, Bill De Blasio, straordinario artigiano e interprete della miglior pasticceria dello stato americano. A Rita Busalacchi è stato infine conferito il riconoscimento di Pasticcere emergente 2018, per il suo talento, la capacità, la manualità e la fantasia dimostrate. Il tutto senza dimenticare le proprie origini, che l’hanno portata a essere apprezzata in Italia e nel mondo dei grandi professionisti.

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