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Alla scoperta di assaggi e paesaggi

Di Anna Goffi, 29 giugno 2007

Far conoscere un mondo rurale autentico fatto di piccoli piaceri e di grandi tesori. È questo l’intento della manifestazione «Per corti e cascine. Giornata di fattorie a porte aperte», svoltasi recentemente nelle campagne mantovane per far scoprire assaggi e paesaggi della zona. L’evento, patrocinato dalla Confederazione italiana agricoltori di Mantova, dalla provincia di Mantova, dalla camera di commercio e da Turismo verde Lombardia, con il contributo della regione Lombardia – direzione generale agricoltura, è giunto alla decima edizione ed è ispirato a un collaudato modello francese, che ha attecchito con successo anche in Italia.
«Tutto il mantovano», ha dichiarato Marco Boschetti, presidente del consorzio agrituristico mantovano Verdi terre d’acqua, «è ricco di piacevoli sorprese e di ottimi prodotti che meritano di essere conosciuti di più e meglio. Qui le aziende agrituristiche dispongono di 4.500 posti letto, tra fattorie caratterizzate da scopi didattici, sociali, gastronomici e fattorie attrezzate per ospitare mototuristi».
Anche l’offerta produttiva è ampia: si coltivano gli ortaggi, tra cui un eccezionale tipo di asparago che viene celebrato a San Benedetto Po durante una sagra a esso dedicata, e la frutta che viene trasformata in succhi, confetture e mostarde.
«La presenza e il percorso dell’acqua è fondamentale in questa terra», afferma Sergio Minelli, giornalista e studioso del territorio. Non a caso, esiste una buona produzione di riso e c’è una strada del riso, tutta da scoprire, oltre alla più nota strada del vino e dell’olio, dove si può trovare del buon Lambrusco mantovano doc. Questo è anche un territorio di grandi allevatori: ci sono animali sia a carne rossa sia a carne bianca, e un notevole quantitativo di suini per la produzione di salumi, tra cui il famoso salam casalin, un prodotto artigianale di alto pregio e di ottimo sapore, tipica produzione dei contadini mantovani e da oggi anche presidio Slow food.
Non manca neppure l’allevamento di animali rari, come avviene presso la fattoria didattica Corte Baghina, di Simone Caserta e famiglia, che alleva asini particolari, minipig, capre, pecore e animali da cortile e dove si può assistere alla tosatura manuale delle pecore, una pratica suggestiva e antica, oggi per lo più in disuso.
Esistono, inoltre, caseifici che producono svariati formaggi da accompagnare con delizioso miele, sempre di produzione locale. «Noi», spiega Giacomo Barbieri, titolare insieme al fratello Stefano di Natura agricola, a Trivellano, «produciamo parmigiano reggiano e caciotte di qualità e le proponiamo a prezzi accettabili sia per noi, sia per gli acquirenti, grazie alla vendita diretta di prodotti di fattoria che si tiene al mercato contadino di Mantova tutti i sabati mattina».
«Gli agriturismi d’eccellenza», sottolinea Boschetti, «oggi svolgono la stessa funzione degli antichi monasteri benedettini un tempo tanto prosperosi sul territorio, ovvero rappresentano i custodi della tradizione e della biodiversità». Una continuità, quella tra passato e presente, che viene sottolineata anche dalle celebrazioni del Millenario Polironiano che si svolgeranno per tutto il 2007 e vedranno il culmine il 12 novembre, con il convegno intitolato «Mille anni di lavoro nelle terre di Polirone – Dall’ospitalità religiosa all’ospitalità contadina».

Polirone, un mito europeo del Rinascimento
Spiega Davide Nigrelli, presidente del comitato per le celebrazioni del millenario, che «Polirone, oggi diventato San Benedetto Po, è il nome del luogo che stava tra il fiume Po e il fiume Lirone, un centro d’eccellenza nel mezzo della pianura padana». Mille anni fa venne fondato il Monastero di San Benedetto in Polirone. Un patrimonio unico, irripetibile e maestoso, collegato con le abbazie di Cluny e di Montecassino e molto amato da Matilde di Canossa. «Fortuna economica per i Gonzaga, signori di Mantova», continua Nigrelli, «Polirone ha ispirato la sensibilità di abati illuminati, che hanno affidato ad artisti di ogni tempo il compito di tradurre in bellezza estetica la sapienza di Dio. Giulio Romano crea per Gregorio Cortese una basilica che è trionfo della luce, Antonio Begarelli popola le sue navate di 33 statue, il Correggio affresca un’intera parete del refettorio grande, è una recente scoperta. Le opere sono imponenti e suggestive: i tre chiostri, la biblioteca, l’infermeria-foresteria, il refettorio, la basilica, la cittadella monastica, il borgo. Polirone nel Rinascimento diventa un mito europeo. I dintorni sono campagna, oratori e ville abbaziali, pievi matildiche, caseifici e corti agricole. L’opera di bonifica dei monaci è ancora oggi un tesoro nelle mani dell’uomo. L’intera città è un museo e il Millenario Polironiano, con mostre, concerti, convegni e grandi eventi, vuole sottolinearlo per tutto il 2007».

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