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Alberghi, quale confort aspettarsi?

Di Antonio Caneva, 20 luglio 2007

Viaggiare in aereo diventa sempre più complicato; il bagaglio consegnato obbliga a lunghe attese per la riconsegna (e talvolta va smarrito) mentre quello portato a bordo è soggetto a sempre maggiori restrizioni che vanno dalla proibizione di portare liquidi, alla riduzione del peso concesso; alcune compagnie permettono un massimo di 5 chilogrammi mentre le più generose arrivano a 10 e, in business, a 15.
Anche viaggiare con altri mezzi comunque induce a considerare con attenzione il quantitativo di beni al seguito per evitare faticosi trasporti; per esempio, le persone anziane possono avere problemi nell’issare le valigie sui treni essendo scomparsi i facchini nelle stazioni.
Diventa allora indispensabile razionalizzare quanto si trasporta. Gli alberghi, secondo la categoria, forniscono in camera articoli di confort che consentono di non portare con sé una serie di oggetti: dalla saponetta al bagno schiuma e sciampo, dal rasoio usa e getta allo spazzolino e dentifricio, dalle ciabattine all’accappatoio. I più sofisticati lasciano in camera sali da bagno, creme per il viso, cotton fioc, salviettine profumate e quant’altro. Il problema è che non esiste uno standard, per cui andando ad alloggiare in un albergo che non si conosce non si è certi se si troveranno alcuni oggetti di cui normalmente si ha bisogno.
L’esempio più significativo è quello delle ciabattine: non si è mai certi che l’albergo le fornisca e quindi si finisce per portarne con sé un paio, in maniera spesso ridondante. Un altro bene che sarebbe utile sapere se viene fornito è il rasoio usa e getta che, nella confezione, contiene generalmente anche la crema da barba e quindi consente di evitare di portare con sé voluminosi e pesanti contenitori di schiuma.
La normativa alberghiera impone uno standard minimo, il problema però è che la stessa è regionale e quindi, secondo la località, in camera si possono trovare alcuni beni di confort piuttosto che altri. Sembra una notazione di poco conto ma, a mio avviso, uno standard condiviso che indichi con sicurezza cosa aspettarsi in albergo, secondo il livello della struttura, sarebbe di grande utilità ed eviterebbe di portare ingombri inutili. Un’altra soluzione potrebbe essere che gli alberghi nella loro comunicazione, oltre a indicare il numero di ristoranti, bar, piscine, indicassero anche cosa il viaggiatore potrà aspettarsi per il proprio confort: sarebbe anche un’operazione di marketing.

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