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Air Berlin, un vettore all frills

Di Massimiliano Sarti, 9 ottobre 2009

Proseguono le grandi manovre sui cieli del nostro paese, per la conquista degli spazi di mercato lasciati liberi dal ridimensionamento di Alitalia. Air Berlin, grazie alla recente fusione con Tuifly, è infatti diventata la compagnia con più collegamenti tra Italia e Germania e intende ricoprire il ruolo di vettore di riferimento per il trasporto aereo da e per il nostro paese e la nazione tedesca. «Tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009 i nostri vettori hanno trasportato l’11,2% del traffico italo-tedesco, e quelli di Tuifly il 19,2%», spiega l’head of international sales, Jacob Fischer. «Sommando insieme le due percentuali si ottiene un 30,4% complessivo, che è decisamente superiore al 24,8% registrato nello stesso periodo da Lufthansa, e al 23,6% di Ryanair».
A detta dello stesso Fischer, il mercato italiano è uno dei più interessanti per la propria compagnia e, per importanza, si pone immediatamente dietro a quello tedesco e a quello austriaco. «Per la prossima stagione invernale intendiamo collegare dieci città italiane con nove tedesche, offrendo una disponibilità di posti totali pari a circa 45 mila unità per settimana». La fusione con Tuifly, in particolare, ha permesso ad Air Berlin di aggiungere 54 nuovi collegamenti al proprio network di rotte italo-tedesche. «Soprattutto, abbiamo così potuto ampliare notevolmente la nostra rete verso gli scali del sud Italia», specifica ancora Fischer.
La politica di espansione della compagnia aerea con sede a Berlino è peraltro supportata dai trend dei propri dati finanziari, che hanno sostanzialmente tenuto nonostante la pessima congiuntura economica. Il bilancio consolidato di Air Berlin per il primo semestre del 2009 parla, infatti, di un contenuto calo del fatturato, passato da 1,522 miliardi di euro dei primi sei mesi del 2008 agli attuali 1,497 miliardi. E anche se pure il load factor è diminuito dal 77,1% al 74,8%, «nel secondo trimestre dell’anno», racconta Fischer, «il nostro ebit è aumentato del 33% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre ad agosto la nostra flotta ha registrato un load factor dell’84%, contro l’82,9% del medesimo mese dell’anno scorso».
I piani di sviluppo della compagnia, poi, non comprendono solamente l’Italia, dove peraltro è previsto un ulteriore incremento della capacità in vista della prossima stagione estiva, ma coinvolgono un ampio numero di mercati in Europa e nel mondo. L’obiettivo è quello di espandere un già vasto network di rotte, che attualmente ruota attorno ai tre hub di Berlino, Düsseldorf e Palma di Maiorca. «Di pochissimi giorni fa è infatti la sigla di una nuova partnership con la compagnia aerea turca Pegasus, che ci permetterà di rafforzare la nostra presenza nella nazione ponte tra il Vecchio continente e il Medio Oriente», interviene il country manager Italia di Air Berlin, Marco Fontana. «Recentemente, inoltre, abbiamo pure attivato una serie di accordi di code sharing con l’aviolinea russa S7 e la cinese Hainan airlines, per ampliare il nostro network nelle zone più remote del Vecchio continente e al di fuori dell’Europa». Ma le strategie di crescita della compagnia tedesca non si limitano alle partnership: l’espansione di Air Berlin, in particolare, è stata fortemente sospinta anche da una serie di fusioni e acquisizioni, portate avanti soprattutto a partire dal 2004, che le hanno consentito di consolidare il proprio ruolo di seconda compagnia aerea più importante di tutta la Germania. Una posizione che si è rafforzata negli ultimi tre anni, come dimostra la crescita dei market share domestico e internazionale della compagnia tedesca, passati rispettivamente dal 26,4% e dal 18,3% del 2006 agli attuali 36,1% e 21%.
L’approccio di Air Berlin al mercato, infine, è ibrido: a metà strada tra il modello low cost e quello delle compagnie di linea. «Noi amiamo considerarci un vettore all frills», conclude Fischer. «Ci appoggiamo su piani tariffari particolarmente aggressivi e rivolti a una molteplicità di target: dagli individuali al corporate, dai tour operator ai gruppi. Utilizziamo, inoltre, tutti i canali distributivi disponibili, sia quelli diretti sia quelli dell’intermediazione. Allo stesso tempo, garantiamo i servizi a bordo classici di un aereo di linea. Sui nostri vettori, in altre parole, offriamo sempre snack e pasti ai passeggeri, nonché varie forme di intrattenimento video. Non ci dimentichiamo, infine, di mettere a disposizione dei nostri clienti programmi frequent flyer strutturati su tre livelli differenti e sistemi di check-in e booking all’avanguardia come, per esempio, quelli tramite sms o mms».

Appunti di storia

• 1978: viene fondata, in Oregon (Usa), Air Berlin
• 28 aprile 1979: primo volo Air Berlin da Berlino-Tegel verso Palma di Maiorca
• 16 aprile 1991: Joachim Hunold diventa socio amministratore della compagnia
• 1992: Air Berlin decolla ora da Monaco di Baviera, Norimberga, Francoforte sul Meno, Düsseldorf e Münster-Osnabrück
• 31 dicembre 2003: Air Berlin diventa la seconda compagnia aerea della Germania
• 2004: Air Berlin acquista il 24% dell’austriaca Niki Luftfahrt
• 2006: Air Berlin entra in borsa. Rileva poi la compagnia aerea Dba, costola low cost tedesca di British airways
• 2007: Air Berlin rileva la compagnia aerea di Düsseldorf Ltu e acquista il 49% della svizzera Belair
• 2009: avviata la fusione con Tuifly. Air Berlin festeggia il trentesimo anniversario della propria fondazione

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