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Affrontare le nuove sfide dell’industria alberghiera

Di Giorgio Bini, 9 novembre 2007

Come mantenere yield elevati in mercati dove l’offerta è in costante crescita? Come formare e fidelizzare il personale qualificato? Come mantenere l’identità degli alberghi indipendenti? Queste sono solo alcune delle domande al centro del recente Leadership forum, organizzato a Roma da Worldhotels. Johanna Fragano, presidente dell’Ehma (European hotel managers’ association) e direttore generale dell’Hotel Quirinale di Roma, prova a dare delle risposte: «Innanzitutto, per mantenere alti profitti e occupazione, gli alberghi di fascia alta dovranno continuare a investire in qualità, tecnologia e servizi a valore aggiunto che rendano emozionale l’esperienza degli ospiti internazionali».
La domanda del segmento lusso sta infatti dettando nuove regole, sia in termini di architettura d’interni sia nello standard dei servizi. «Esclusività, privacy ed esotismo sono le fondamenta essenziali su cui si deve basare qualsiasi luxury resort», prosegue Fragano. «Soprattutto è necessario offrire prodotti estremamente personalizzati. Per questo è importante che ciascun albergo sia dotato di personale qualificato in grado di soddisfare anche le più piccole esigenze degli ospiti. Un problema in più per gli hotel europei, che devono confrontarsi con un mercato del lavoro molto più costoso di quello dei paesi orientali». Ma quali mezzi si devono utilizzare per far conoscere ai potenziali clienti i propri servizi in un mercato sempre più vasto? «Semplice, il web: la rete offre oggi la possibilità di sperimentare in pochi click l’atmosfera di ogni albergo. La realizzazione di un sito di presentazione ricco, efficace e creativo diventa perciò una necessità assoluta per tutte le strutture».
Un altro problema per gli alberghi indipendenti è quello di mantenere l’identità del proprio brand in un mercato sempre più affollato e diversificato. Farsi cercare e riconoscere contando solo sulle proprie forze è difficile e costoso. «Una soluzione è quella di appoggiarsi a catene come Worldhotels», conclude Fragano, «che forniscono supporto agli alberghi indipendenti senza far perdere loro la propria specificità. Non bisogna trascurare, infine, l’impatto ambientale dei complessi alberghieri. Un aspetto valutato attentamente anche dalla clientela, che è più sensibile di quanto non si creda ai problemi che riguardano il riscaldamento globale o i rifiuti».

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