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AdWords: Google non protegge più i brand

Di Job in Tourism, 26 ottobre 2018

Presto anche inserzionisti terzi potranno aggiungere il nome di un brand altrui nel titolo e nel testo descrittivo di una campagna AdWords. Lo ha annunciato qualche giorno fa la stessa Google, senza tuttavia specificare ancora i tempi di implementazione della novità, che sarà progressivamente introdotta a livello mondiale, a partire da Giappone, Germania, Francia, Portogallo e Spagna.

È questo un cambio destinato a impattare sui costi promozionali online delle strutture alberghiere, specialmente degli hotel indipendenti. La regola precedente, racconta il blog della società di consulenza It europea Mirai, rendeva infatti poco conveniente ai colossi in stile booking.com condurre campagne AdWords utilizzando i nomi delle singole proprietà. Ora invece sarà tutto diverso, con ovvie ricadute in termini di aumenti dei costi per click (cpc) e di riduzione delle percentuali di conversione (ctr).

La novità non avrà peraltro effetto alcuno sui mercati di lingua inglese, dove la misura di protezione dei brand nelle campagne AdWords non esiste. La regola non è infatti mai stata obbligatoria, semplicemente Google l’ha utilizzata fino a oggi come forma di cortesia nei confronti dei propri inserzionisti.

La notizia ha però provocato l’immediata reazione della Confederazione europea degli imprenditori del settore dell’ospitalità, Hotrec, che ha chiesto al Parlamento e al Consiglio europeo di attivarsi per «incrementare le forme di protezione del brand, nel contesto dell’attuale fase negoziale relativa al nuovo regolamento sulle relazioni tra piattaforme digitali e aziende (Fairness in platform-to-business relations)».

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