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Adeguarsi ai tempi

In programma anche la ratifica di un nuovo statuto

In programma anche la ratifica di un nuovo statuto

Di Marco Bosco, 8 ottobre 2010

Tradizione e innovazione. È questo il titolo, nonché la parola d’ordine del prossimo congresso nazionale delle Chiavi d’Oro aderenti alla Federazione delle associazioni italiane dei portieri d’albergo (Faipa). «In programma a Torino dal 4 al 7 novembre, rappresenterà per noi l’occasione di ricercare tutti quegli strumenti adatti a proporci come un’associazione di categoria moderna, attuale e giovane, ma dalle tradizioni storiche e culturali di oltre mezzo secolo di vita», racconta il presidente Rosario Spatafora. «Il mondo, infatti, e di conseguenza anche l’universo professionale, si muove velocemente e, soprattutto negli ultimi 10-15 anni, ha visto il comparto del turismo andare incontro a trasformazioni sostanziali. Aggiornare lo statuto e renderlo adeguato ai tempi è perciò doveroso, soprattutto nei confronti dei nostri soci e di chi si vuole avvicinare alla nostra associazione. In particolare, noi intendiamo essere delle Chiavi d’Oro che accettano senza ipocrisie i cambiamenti che il mondo del lavoro e le aziende stesse ci hanno dettato, prendendo atto dell’ormai diffusa presenza, in moltissime strutture ricettive, di un unico desk (il front office) con colleghi multifunzione: professionisti dell’ospitalità che sono ben consapevoli di come la soddisfazione del cliente resti la prerogativa principale di un servizio, una volta compito esclusivo del portiere. Con quest’ultimo che, a sua volta, ha preso atto dei cambiamenti ed è ora capace di condividere il ruolo di un mestiere che si è evoluto nel tempo».
Oltre alle modifiche allo statuto, nella scaletta degli argomenti da trattare è prevista, peraltro, anche una discussione in merito alla necessità di un ulteriore ampliamento della collaborazione con le altre associazioni di categoria, in particolare con Solidus, nonché con le diverse organizzazioni che raggruppano i colleghi del settore e con quelle che si rivolgono ai professionisti della room division. «Cooperare, fare sistema e partecipare a iniziative di interesse comune diventa, infatti, fondamentale per migliorare i rapporti con le istituzioni e la stampa del settore», prosegue Spatafora. «In tema di comunicazione, in particolare, si discuterà molto anche a proposito delle nuove forme di interazione, a partire da internet e dal mondo dei social network». Non mancheranno, poi, neppure i temi della formazione e dell’insegnamento della cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità, che da sempre caratterizzano i congressi Faipa, «così come le iniziative di solidarietà mirate, con donazioni e borse di studio», riprende Spatafora. «Una chiara prova di come la sensibilità nei confronti del sociale sia parte integrante del dna della nostra associazione». In scaletta, infine, anche due argomenti di particolare attualità, ai quali l’associazione sta dedicando tantissime attenzioni e che costituiscono le principali questioni aperte del momento: la tutela della professionalità e il problema occupazionale.
«Come ho già sottolineato a proposito dell’esigenza di rinnovare il nostro statuto», conclude a tale proposito Spatafora, «noi di Faipa siamo consapevoli dei grandi cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro negli ultimi anni e, di conseguenza, delle mutate necessità del socio di oggi, soprattutto del giovane che si affaccia ora alla professione e all’associazionismo. È proprio per questo che a Torino si discuterà anche della possibilità di rappresentare le istanze di chiunque lavori nel comparto dell’accoglienza, a prescindere dai singoli ruoli ricoperti. Ormai le distinzioni rigide tra i vari compiti sono, infatti, quasi del tutto scomparse: chi opera dietro un front office è chiamato a svolgere più funzioni contemporaneamente, compresa quella della figura principe del portiere d’albergo».

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