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Accordo banche-governo per garantire risorse finanziarie alle imprese del turismo

Di Marco Beaqua, 19 giugno 2009

Un plafond da 1,6 miliardi di euro per il finanziamento di nuovi investimenti nel settore dell’accoglienza ricettiva turistica. È quanto prevede il nuovo progetto Italia & Turismo, presentato recentemente a Palazzo Chigi dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi e dal neoministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, in occasione della sigla di un accordo tra il governo e cinque tra le principali istituzioni bancarie del paese (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco popolare, Banca popolare di Milano e Banca popolare di Sondrio), con l’intento di mettere a disposizione del comparto risorse finanziarie aggiuntive a condizioni vantaggiose. Il tutto anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria (Assoturismo-Confesercenti, Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria) e delle rispettive strutture Confidi.
I requisiti di servizio applicati dalle imprese bancarie partecipanti al progetto non riguardano, in particolare, esclusivamente le condizioni economiche del credito (tasso Ribs e Euribor 1-3-6 mesi base 360, maggiorato di uno spread determinato di volta in volta in relazione alla tipologia di intervento, alla durata e al rating della clientela, ma che, in ogni caso, partirà da un punto percentuale e non potrà mai superare il 2,5%), ma anche i tempi di risposta ed evasione delle istruttorie di finanziamento, il supporto operativo allo sviluppo anche commerciale e altri specifici servizi aggiuntivi che ciascuna banca ha voluto riservare alle imprese del settore turistico. Il protocollo di intesa, infine, prevede il contributo delle banche pure attraverso la realizzazione di progetti pilota, volti ad accompagnare le micro e piccole imprese nel loro sviluppo.
L’accordo è stato accolto con particolare favore dalle associazioni di categoria, in particolare dal presidente di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca, secondo cui si tratterebbe di un segnale concreto di attenzione al comparto dell’ospitalità: «In un momento di estrema difficoltà per il mercato turistico, una misura di questa natura, che auspichiamo possa trovare immediata erogazione negli sportelli bancari facenti capo agli istituti coinvolti, presenti lungo tutto il territorio nazionale, potrebbe rappresentare un primo importante contributo per ridare liquidità al sistema turistico italiano».
Allo stesso tempo, però, l’ulteriore calo dei pernottamenti in hotel, registrato negli stessi giorni dall’osservatorio di Confturismo (-7% a maggio, per un trend negativo che dura ormai da cinque mesi), ha spinto lo stesso Bocca a osservare come, nonostante il nuovo accordo, «i risultati che registriamo continuano a penalizzare fortemente il nostro comparto. Strategico, a questo punto, è il varo di una manovra fiscale volta a ridurre l’Iva nel turismo, per la quale abbiamo da tempo inviato al governo una nostra proposta. Da uno studio realizzato dalla nostra associazione, in collaborazione con il Ciset-università di Venezia, si evidenzia, infatti, che a fronte di un calo dal 10% al 5% dell’Iva sul turismo, le casse dello stato dovrebbero sopportare un costo di poco superiore ai 500 milioni di euro. Questa manovra sarebbe però al contempo in grado di far aumentare di oltre il 4% il giro d’affari annuo del settore e di quasi 110 mila unità il numero dei lavoratori occupati».

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