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Accor fa il bis: oltre Milano c’è Napoli

Il gruppo crede nelle potenzialità della Penisola. Per soddisfare le proprie necessità di recruiting, sarà quindi presente a entrambe le edizioni della fiera del lavoro griffata Job in Tourism

Il gruppo crede nelle potenzialità della Penisola. Per soddisfare le proprie necessità di recruiting, sarà

Di Massimiliano Sarti, 29 Gennaio 2019

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Tutto ha avuto inizio a Bologna, con l’apertura negli anni 1970 del primo Novotel italiano. Da lì in avanti la presenza di AccorHotels nella nostra Penisola ha proseguito lungo una parabola quasi ininterrotta di crescita, che ha portato il gruppo transalpino a essere oggi rappresentato nel paese da 83 hotel complessivi e otto marchi differenti. Ma non finisce qui: perché la compagnia mira a espandersi ulteriormente in Italia, possibilmente trovando spazio per tutti i 24 brand che compongono ora il proprio portafoglio. Sono molte perciò le opportunità di lavoro per i professionisti dell’hôtellerie, che desiderano iniziare un percorso in una delle più grandi compagnie alberghiere al mondo. Ed è per questo motivo che AccorHotels ha scelto di partecipare a entrambi gli appuntamenti con il Tfp Summit delle prossime settimane: quello tradizionale del capoluogo lombardo, in programma al Milan Marriott venerdì 1° febbraio, e la novità partenopea, in calendario per mercoledì 27 febbraio presso il Ramada Naples.

«La nostra presenza sul territorio non è peraltro unicamente concentrata nelle grandi destinazioni, come invece è quasi sempre il caso dei nostri principali competitor», ci tiene a precisare l’hr director Italy & Greece, Alessandro Arborio Mella. «Al contrario, siamo particolarmente diffusi sull’intero Stivale: più di un terzo dei nostri hotel si trova in Meridione, oltre la metà al di fuori delle città principali: Roma, Milano, Firenze e Venezia. In questo modo proviamo a promuovere sui mercati esteri le mete secondarie della Penisola, cercando allo stesso tempo di sfruttare il crescente appeal che queste stesse destinazioni cominciano ad avere anche sui turisti provenienti da oltre confine».

Domanda. Quali sono, dal vostro punto di vista, le prospettive del mercato italiano?

Risposta. Lo scenario alberghiero della Penisola è piuttosto stabile. Da anni ormai il numero di strutture ricettive attive sul territorio nazionale si aggira attorno ai 30 mila alberghi. Numeri, questi, che non credo saranno soggetti nel prossimo futuro a grandi cambiamenti. Sul piatto, perciò, non c’è tanto una questione di crescita del parco di hotel disponibili, né di grandi aggregazioni tra operatori. La sfida si giocherà piuttosto sulla capacità di far leva sulla forza competitiva dell’imprenditoria diffusa, tanto tipica dello scenario dell’ospitalità tricolore. E ciò al fine di valorizzarne le specificità, nonché di renderla più visibile e d’appeal per una domanda che oggi è sempre più globale.

D. Ci può delineare quindi in breve i piani di sviluppo di AccorHotels nello Stivale?

R.L’obiettivo è senz’altro quello di essere presenti con tutti i 24 marchi del nostro portafoglio. Al momento ne abbiamo otto sul territorio, per via sia delle opportunità che si sono fino a oggi presentate, sia perché, come è noto, la legge italiana impone agli hotel limiti di superficie differenti da quelli in vigore in molti altri paesi europei. E ciò rende particolarmente difficile lo sviluppo delle catene economy, come per esempio ibis budget, nonché il nuovo marchio di ostelli urbani Jo&Joe.

D.Quali sono allora i brand più adatti alla nostra realtà?

R.Sicuramente gli ibis Styles, i Mercure e gli MGallery, i cui concept tendono proprio a mettere in risalto la personalità delle strutture, senza necessariamente omogeneizzarne il prodotto secondo standard specifici.

D.E in tema di personale? In che direzioni si muovono le esigenze di recruiting di Accor, anche alla luce delle vostre strategie di espansione?

R.I ruoli tradizionali continuano a essere molto ricercati. Mi riferisco per esempio ai profili della reception, oppure del food & beverage. Ma stanno emergendo anche figure più attuali, tra cui sicuramente quelle legate all’e-commerce e alle pratiche di revenue management. In tutti i casi, noi desideriamo incontrare persone dotate di competenza, attitudine e flessibilità: le tre parole chiave per chiunque desideri lavorare in ambito alberghiero.

D.Ci può dire qualcosa sulle vostre politiche di valorizzazione delle risorse?

R.Accor è stata la prima azienda di servizi in Europa a istituire nel 1985 una scuola interna di formazione. Venticinque anni dopo la nostra Académie contava già 135 mila allievi all’anno e un catalogo di 120 corsi diversi distribuiti in 17 sedi in tutto il mondo. Oggi propone un programma di formazione continua, integrato in una strategia didattica di respiro globale, capace di attingere al vasto know-how accumulato dal nostro gruppo in questo settore. E tutto ciò, adattando ogni volta corsi e interventi al contesto e alle esigenze specifiche di ogni destinazione.

D.Cosa propone, in particolare, Académie Accor in Italia?

R.Offre a tutti i nostri dipendenti programmi volti a promuovere la cultura del servizio e della vendita, a incrementare le competenze manageriali, a integrare pienamente i nuovi assunti, a garantire a ciascuna risorsa adeguate opportunità di crescita professionale e più in generale a rafforzare la vision della compagnia. Se la soddisfazione degli ospiti è il centro attorno a cui ruotano tutte le nostre strategie, è infatti indispensabile che chiunque lavori per noi sia altamente motivato e adeguatamente preparato.

D.Come si declinano le opportunità di crescita interna?

R.Noi di Accor siamo da sempre impegnati nell’offrire occasioni di sviluppo manageriali ai nostri migliori talenti, favorendone al contempo la mobilità internazionale. A tal fine, uno degli strumenti che riteniamo più utile è il colloquio di valutazione annuale: un momento di condivisione che ogni collaboratore sperimenta con il proprio responsabile, durante il quale si traccia un bilancio degli obiettivi passati, si definiscono quelli futuri e si individuano insieme i bisogni formativi di ciascuna risorsa.

D.Passando ora al lato pratico: quanto conta, per voi, il fatto di vedere di persona i candidati, invece che ricevere semplicemente dei cv via mail?

R.È un modo per approfondire sin da subito gli elementi presenti nel curriculum e di farsi un’idea immediata della personalità del candidato che si ha di fronte.

D. Quali perciò gli errori da evitare, per chi si presenterà al vostro stand nelle giornate del 1° e del 27 febbraio?

R.Lo sbaglio più pericoloso è quello di arrivare impreparati all’incontro. Occorre sempre raccogliere informazioni sull’azienda e dimostrarsi curiosi. Dovrebbe essere scontato, ma troppo spesso, soprattutto di questi tempi, capita di confrontarsi con persone completamente impreparate, persino sul settore di appartenenza della compagnia a cui ci si rivolge. Al fine di evitare i temuti geli artici, che possono occorrere durante un colloquio, mi sentirei perciò di consigliare ai candidati di prepararsi al meglio, magari studiando prima i punti fondamentali da non dimenticare.

 

La job fair del turismo più qualificata d’Italia ora è anche in Campania

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Dopo il successo dell’edizione scaligera dello scorso settembre, il Tfp Summit si espande ancora aggiungendo una tappa partenopea alla sua serie di appuntamenti lungo lo Stivale. A poche settimane dal tradizionale evento meneghino, quest’anno previsto per il 1° febbraio al Milan Marriott, ci si sposta infatti al Ramada Naples, dove la job fair è in programma per il prossimo 27 febbraio.

La formula della fiera del lavoro turistico più qualificata d’Italia rimane ovviamente la medesima di sempre: colloqui liberi presso gli stand degli espositori, a cui si aggiungono alcune sessioni di incontri ad hoc dedicati a profili specifici, per i quali si può ricorrere a un processo di preselezione tarato sulle esigenze di ogni singola azienda. Il Ramada Naples è una struttura spaziosa e facilmente raggiungibile anche per chi proviene da fuori città, grazie alla sua location nelle immediate vicinanze della stazione di Napoli Garibaldi. L’evento si rivolge perciò soprattutto ai professionisti e alle aziende del mondo del turismo attive nel Sud Italia.

 

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