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Abbiamo uno scrigno pieno di tesori

Di Floriana Lipparini, 31 agosto 2007

«Finalmente il contratto è stato firmato con soddisfazione di tutti, abbiamo sofferto ma alla fine grazie ai nostri esperti di Federalberghi pazientemente seduti al tavolo abbiamo trovato le soluzioni», esclama Sebastiano De Luca, da 14 anni nel direttivo di Federalberghi come rappresentante della Sicilia e ora nominato vicepresidente, membro della giunta esecutiva. Inoltre è anche presidente dell’Uras – Federalberghi (Unione regionale degli albergatori siciliani) e dell’Ente bilaterale regionale del turismo siciliano.
Nel luglio scorso, com’è noto, è stato rinnovato il contratto nazionale del settore turismo. L’accordo avrà una durata quadriennale e prevede un aumento salariale, oltre a importanti novità su diversi punti, come il part-time, l’apprendistato, la distribuzione degli orari di lavoro, il welfare contrattuale, l’assistenza sanitaria integrativa, i diritti sindacali e il mercato del lavoro.
Managing director del Gais Hotels Group di Taormina, scelto dall’Ehma (European hotel managers’ association) come “Hotelier of the year”, in Federalberghi De Luca si è sempre fortemente impegnato per giungere alla sigla del contratto di categoria. «Senza regole non si va da nessuna parte. Ora il più è fatto, ulteriori perfezionamenti si potranno ottenere nelle contrattazioni a livello territoriale, confrontandoci man mano su altri aspetti normativi. Lavoreremo sui contratti integrativi per raggiungere, ad esempio, una maggiore flessibilità legata alla stagionalità, all’occupazione delle camere, ai turni di riposo. C’è anche la possibilità di introdurre un part time più regolato. Ma adesso giudico molto importante tutta la parte che riguarda l’apprendistato: il limite d’età è stato elevato fino ai 29 anni e la durata va dai 24 ai 48 mesi. Quattro anni sono un tempo abbastanza lungo che consente un serio progetto di professionalizzazione. Lo considero un salto di qualità rispetto agli stage, che durano poco, riguardano obbligatoriamente solo alcuni soggetti provenienti dalle scuole, e non sempre si traducono in un reale affiancamento».
Rispetto al livello retributivo, il manager siciliano spiega che un apprendista percepisce all’inizio un salario inferiore del 25% per raggiungere alla fine la retrizione piena, ma naturalmente tutto dipende dalla persona, dall’azienda, dal ruolo: se si tratta di un soggetto molto valido, la direzione può decidere di aggiungere subito un bonus nella busta paga. Riflettendo su queste innovazioni contrattuali, viene naturale chiedersi se comporteranno un significativo miglioramento rispetto a quel gap nella formazione turistica, rispetto alla situazione di altri Paesi, che molti rimproverano all’Italia, sovente attribuendolo alla scarsa presenza delle grandi catene alberghiere internazionali.
«Certo, abbiamo alcune differenze rispetto alle norme di altri Paesi, come gli Usa, dove c’è molta flessibilità negli orari di lavoro. Ed è vero che nelle grandi catene c’è un sistema di formazione diverso, molto valido ma forse un po’ burocratico, diviso in segmenti. Se pensiamo invece ai numerosi Gruppi alberghieri d’eccellenza che abbiamo in Italia, vediamo che vi si può imparare moltissimo, a tutto campo, perché la dimensione è più umana, c’è lo spirito giusto, il cuore, la proverbiale capacità di accoglienza degli italiani che può essere la carta vincente. È vero anche – prosegue De Luca – che ci mancano grandi scuole come la Cornell di Ithaca negli Usa, che ha una sede europea a Parigi, o quelle di Losanna e di Glion. Questi prestigiosi istituti hanno convenzioni con una rete di alberghi di alto livello in tutto il mondo, dove inviano i giovani a formarsi. Tanti ne arrivano anche in Italia. Ma noi dobbiamo invece stare attenti ai nostri giovani quando vanno all’estero a perfezionarsi, perché troppo spesso non tornano indietro e così perdiamo le migliori professionalità del futuro».
Il general manager di Gais Hotels è molto sensibile su questo punto anche come presidente dell’Ente bilaterale per il turismo siciliano, che si occupa di formazione: «Puntiamo tantissimo su questo aspetto, anche con idee innovative. Abbiamo inaugurato un corso a numero chiuso per l’insegnamento delle lingue straniere emergenti come il russo e il cinese. I ragazzi selezionati ricevono un rimborso spese che si aggira sui 400 euro e hanno anche la possibilità di recarsi sei mesi presso strutture alberghiere in Russia o in Cina per imparare meglio non soltanto la lingua, ma anche gli usi e i costumi locali, molto differenti dai nostri. Russia e Cina, come pure l’India, sono i nuovi mercati che aprono immense potenzialità al nostro incoming, ma occorre saper ospitare questi nuovi viaggiatori conoscendone bene le necessità e i desideri».
Nel cuore di Sebastiano De Luca c’è naturalmente la Sicilia, la splendida isola che sogna di trasformare nella Florida italiana, obiettivo cui si dedica con passione. Anzi, secondo lui, la Sicilia è già una Florida, occorre soltanto tutelarla meglio. «Così come sono riusciti in Florida a bonificare tutto e a cacciare via gli alligatori, anche noi in Sicilia riusciremo prima o poi a cacciare via i parassiti. La Sicilia è tra le regioni più gettonate sul piano turistico: i dati parlano di 14 milioni di presenze l’anno, ma in realtà sono quattro volte tanto, contando anche il grande sommerso costituito da seconde case, b&b, agriturismi… Noi abbiamo tutto: i paesaggi, il mare, i porti turistici, il golf, le strutture congressuali, le spa. Senza parlare della gastronomia, dei nostri vini stupendi, delle città d’arte, del patrimonio archeologico. Proprio ciò che cercano le nuove generazioni di turisti che stanno sviluppando una diversa domanda, un diverso interesse per il territorio, per esperienze di viaggio più emozionali, più personalizzate. E la Sicilia da questo punto di vista è uno scrigno pieno di tesori. Qui il turismo di lusso funziona benissimo, un 4-5% lo abbiamo perso nel midmarket, un settore dove indubbiamente occorrono servizi migliori. D’altro canto, soprattutto per quanto riguarda la Sicilia, mi sembra giusto puntare non ai numeri, ma a un turismo di qualità».

Chi è Sebastiano De Luca
Sebastiano De Luca è a capo del Gais Hotels Group con sede a Taormina, insieme alla moglie Isabella Bambara. Il nome Gais corrisponde alle iniziali dei membri della famiglia, una dinastia di albergatori da tre generazioni iniziata nel 1898. Il Gruppo comprende quattro hotel: Grand Hotel San Pietro, Villa Diodoro, Hotel Caparena & Wellness Club e Hotel Isabella, più un residence, Villa Giulia. Da 14 anni nel direttivo di Federalberghi come rappresentante della Sicilia, ora Sebastiano De Luca è stato nominato vicepresidente, membro della giunta esecutiva. De Luca è anche presidente dell’Uras – Federalberghi (Unione regionale degli albergatori siciliani) e dell’Ente bilaterale regionale del turismo siciliano.

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