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A Vasto, il sabato mattina / In Vasto on a Saturday morning

Di Antonio Caneva, 16 Luglio 2019

A Milano c’è la tradizione dei mercati; una o due volte la settimana alcune strade vengono chiuse al traffico ed occupate da bancarelle, sia di generi alimentari, sia di abbigliamento e varie.
Io abito vicino ad una strada che ospita uno dei più famosi, che al termine della giornata, finito il mercato, ha l’aria di un campo di battaglia, tanto è sporca, coperta di cartacce e resti di verdura, cassette vuote “dimenticate” e quant’altro. Quando mi trovo a passare di sera continuo a meravigliarmi con quanta solerzia e perizia squadre di operatori, ognuno per la propria competenza, in poco tempo restituisce alla città una strada impeccabile.
Ho passato una settimana in Abruzzo, a Vasto, bella cittadina con una lunga spiaggia di sabbia fine e, da subito, mi ha colpito l’ordine e la pulizia che si percepivano. Persino la spiaggia libera, negletta nella maggior parte delle stazioni balneari, era pulita e ordinata; non un foglio di carta o sacchetto di plastica per terra. Lo stesso in paese che, dall’alto, domina il mare: il verde curato e le strade pulite. Che bel paese, ho pensato.
Venerdì sera, sulla lunga passeggiata a mare, una folla di giovani e meno giovani faceva esplodere la propria esuberanza trattenuta nel corso dei lunghi mesi invernali. Impressionante il numero di persone e, naturalmente, non tutte attente a non sporcare o non lasciare bottigliette, mozziconi di sigaretta, carte per terra. Anche in maniera involontaria si contribuiva a sporcare, con il gelato che cadeva o con la bibita scivolata dalle mani dei bambini. Normalità, in una serata estiva al mare.
Sabato mattina, prima delle sei, sono uscito dall’albergo per respirare l’aria di mare, prima di tornare a casa. Il mattino presto, in genere, l’atmosfera è sonnolenta; la natura non si è ancora svegliata e sono poche le persone che si incontrano, per lo più volenterosi che iniziano la giornata correndo. Ebbene, la meraviglia, mi sembrava di essere a Milano, vicino a casa, tanto fremeva l’attività nel ripulire quanto era stato sporcato la sera prima; macchine per lavare la strada, tubi per spingere i resti dello sporco rimasto dalla pulizia di chi era passato prima, vigili che gestivano il traffico. La strada era tornata pulita e pronta per essere vissuta nuovamente da chi sarebbe transitato da quelle parti.
Quando ci si imbatte in città sporche e disordinate spesso ci si sente dire, come giustificazione, che è difficile gestire una comunità, ma anche se sicuramente facile non è, ci sono esperienze, come questa appena descritta, che conciliano con una visione ottimistica e che fanno capire che se ci si impegna si riescono a governare le cose in modo appropriato.
Non conosco il sindaco di Vasto né so il colore della giunta, ma sicuramente si meritano tutta la mia stima.


We have a tradition of street markets in Milan; once or twice a week, certain streets are closed to traffic to be occupied by stalls selling groceries, clothing and various merchandise.

I live in a street hosting one of the best known street markets. At the end of the day, when the stalls are gone, it looks like a battlefield littered with paper, vegetable scraps, forgotten empty cases and what have you. Every time I pass by, I marvel at the diligence and skilfulness of the teams of workers who, each within its own competence, quickly return it to being an impeccable street.

I spent a week in Abruzzo, in Vasto, a nice town with a long fine sand beach, and I was immediately impressed by the tidiness and cleanliness that could be perceived. Even the free beach, usually neglected in the majority of sea resorts, was clean and tidy: not one piece of paper or plastic bag on the ground. The same was true in the village, which overlooks the sea from above: the green areas were well tended, the streets were clean. What a beautiful village, I thought.

On Friday night, on the long sea promenade, a crowd of young and not-so-young people gave vent to their exuberance long repressed during the winter months. There was an incredible number of people, obviously not all of them careful not to litter the street with bottles, cigarette butts, paper. The littering was sometimes unintentional, with ice-creams or drinks falling off children’s hands. Normal, on a summer night at the beach.

On Saturday morning before six, I left the hotel to go and breathe some sea air before returning home. In the early morning, the atmosphere is usually somnolent, nature has not yet awakened, and you only meet few people, mostly taking their morning run. Well, I was amazed: it felt like being near my home in Milan, in the midst of fervent activity to clean up from the night before. Street washing trucks, air blowers to remove the dirt left behind, local policemen managing the traffic. The street was clean again, ready for another busy day.

When we find dirty and untidy towns, we often hear – as justification – that it is hard to manage a community. It is certainly not easy, but there are experiences like the one I described, which reconcile us with an optimistic view on life, and testify to the fact that things can be done appropriately, when there is active commitment.

I don’t know the mayor of Vasto, nor do I know the political allegiance of the local government, but they certainly deserve all my admiration!

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