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A pranzo e a cena da Pinocchio

Come abbinare la ristorazione a un servizio basato su fantasia e animazione per adulti e bambini

Come abbinare la ristorazione a un servizio basato su fantasia e animazione per adulti e bambini

Di Marco Beaqua, 27 marzo 2014

«L’idea ci è venuta da una semplice considerazione: a oggi non esiste un concept ristorativo che abbia dei servizi specifici dedicati alla famiglia, in grado di accogliere tutti i target, coppie con figli piccoli inclusi». Dotati di varie esperienze in ambito consulenziale alle spalle, nonché nella ristorazione e nel turismo (attualmente sono tra l’altro titolari del relais umbro il Cantico della Natura), i coniugi Micci hanno lanciato il progetto dell’Osteria di Pinocchio ad agosto 2010, quando è sorto il primo locale a Perugia. A questo è quindi seguita l’apertura di un altro ristorante simbolicamente situato all’interno del parco di Collodi dedicato al celebre burattino di legno.
«La storia di Pinocchio non è stata scelta a caso», riprende a spiegare Francesco Micci. «La vicenda narrata da Collodi è infatti probabilmente la favola più conosciuta al mondo, molto popolare sia tra gli adulti, sia tra i più piccoli. È un tema, insomma, che non muore mai e che non è vincolato a mode televisive o di altro genere. Ecco perché lo consideriamo un punto di partenza ideale per costruirci attorno un luogo speciale, dove permettere a piccoli, giovani e adulti, di godere del proprio tempo libero, tra buon cibo, gioco e animazione».
E i risultati paiono già dar ragione a questa idea dai tratti visionari: «I dati a nostra disposizione», prosegue infatti Ricci, «ci dicono che un locale ispirato al nostro concept, in località secondarie, è in grado di generare fatturati paragonabili a quelli di un fast food, superiori anche al milione di euro all’anno. Le caratteristiche flessibili e modulabili, del progetto Osteria di Pinocchio, lo rendono tuttavia perfetto anche per le aree metropolitane, nonché per le principali destinazioni turistiche. A Rimini, per esempio, o in regioni come il Trentino Alto Adige, non capisco, a dire la verità, come mai non abbiano già pensato a qualcosa di simile».
L’obiettivo dei coniugi Ricci è quindi quello di sviluppare ulteriormente il concept, puntando a nuove aperture non solo in Italia: «Nel nostro paese, in effetti, il momento non è certo dei più facili e gli investitori sono oggi un po’ restii a impegnarsi. E tutto ciò nonostante il notevole interesse registrato attorno al nostro progetto. Recentemente abbiamo perciò deciso di rivolgerci ai mercati internazionali e le cose pare che si stiano muovendo velocemente: in Russia vantiamo già un accordo importante e stiamo lanciando proprio in questi giorni la nostra strategia di affiliazione; ma abbiamo anche contatti avanzati in Cina e a Dubai. Nella località emiratina, in particolare, stiamo parlando con alcuni imprenditori specializzati, che gestiscono i servizi di intrattenimento per bambini presenti in alcuni grandi magazzini della città. Dato il crescente interesse che il calcio sta riscuotendo in Medio Oriente, ricordo che i Mondiali del 2022 si terranno nel vicino Qatar, a Dubai pensiamo però di sviluppare il format Happy Goal: un concept simile in tutto e per tutto a quello di Pinocchio, ma incentrato sul tema del pallone. Nel giro di un anno contiamo quindi di aprire un locale pilota in ciascuno di questi tre paesi».
Il cuore del progetto, infatti, non sta tanto nel seppur forte appeal esercitato dal personaggio di Collodi, quanto in una formula che mira a rispondere alle esigenze contemporanee della domanda di ristorazione: «Noi proponiamo una gastronomia di qualità, con materie prime selezionate e piatti dallo scontrino contenuto, presentati in modo unico e originale, in gran parte su taglieri di legno per una o più persone, in modo da renderli più invitanti e conviviali», racconta ancora Micci. «Ma ciò che rende il nostro concept unico è sicuramente la capacità di abbinare alla proposta culinaria a tema, un servizio basato su fantasia, animazione e gioco per adulti e bambini. Il tutto in una visione coerente del locale, che permette agli ospiti di sperimentare un’offerta ristorativa veramente esperienziale, in linea con quelli che sono gli ultimi trend del mercato».
Il modello operativo prevede così due spazi distinti. L’uno esclusivamente dedicato ai bambini, dove i più piccoli possono giocare e mangiare: «L’ambiente, anche multimediale, è peraltro utilizzabile pure al di fuori degli orari di ristorazione, come centro ricreativo, baby parking o area per feste di compleanno». L’altro è invece pensato per gli adulti e propone, a seconda dei format, pizza, dolci e cibo espresso preparato a vista su una cucina in linea, con arredi ad hoc e animazione. «Ma non bisogna pensare che l’offerta sia dedicata solo alle famiglie», specifica sempre Micci. «La flessibilità del nostro concept permette infatti di avvicinare anche altri target, in particolare quello dei giovani. L’Osteria di Pinocchio di Perugia, per esempio, è diventata con il tempo il locale preferito dei gruppi di sportivi delle squadre locali. Il tema collodiano, in altre parole, non preclude affatto la possibilità di attirare diversi segmenti di clientela, non necessariamente con bambini».
Il progetto è quindi naturalmente adattabile anche ai contesti alberghieri. «Anzi», specifica Micci, «per gli hotel siamo in grado di creare persino delle camerette a tema. I family-hotel per esempio potrebbero beneficiare moltissimo di un’offerta pensata proprio per le coppie con figli». Il modello di affiliazione ideale, infine, è quello del franchising, «ma siamo aperti anche ad altre formule di partnership», conclude Micci. «L’importante è che il rapporto costituito permetta di crescere insieme. Per il resto siamo molto flessibili e disponibili a qualsiasi soluzione».

Le principali caratteristiche del locale

info@osteriapinocchio.it

Location: località con un bacino d’utenza di almeno 50 mila abitanti, aggregati o distribuiti in più città-paesi limitrofi.

Ubicazione: possibilmente aree ad alta viabilità e frequenza, adiacenti ai centri cittadini oppure con concentrazione di superfici commerciali medie e/o centri commerciali qualificati. Auspicabile anche la vicinanza di uffici, scuole, aree ludiche e sportive. Il tutto inserito in un contesto urbanistico adeguato, facilmente accessibile, ampiamente visibile e dotato di ampi parcheggi.

Sito: l’edificio deve essere in buono stato di conservazione. Ottimali, in particolare, le soluzioni aperte e luminose, con molte vetrate, se possibile fronte strada.

Superficie: il locale dovrebbe avere un’ampiezza compresa tra i 150 e i 300 metri quadrati

Costi: tralasciando fee e royalties, gli investimenti per l’arredo del ristorante, le attrezzature e gli allestimenti hanno un costo medio di 450 euro al metro quadrato.

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