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A passeggio per Rapallo / Strolling around Rapallo

Di Antonio Caneva, 22 Maggio 2019

Passeggiando a Rapallo, sul lungomare, non si ha la sensazione del nubifragio che ha subito pochi mesi addietro; le panchine ordinate e ben posizionate; le aiuole fiorite, il manto stradale rosso appena rifatto, gli alberghi che mostrano la loro veste migliore, l’Excelsior che svetta dall’alto e, in lontananza, il porto che ospita nuovamente le barche. Vicino al castello si sta probabilmente cogliendo l’occasione per fare lavori di miglioria; il tutto ricordato da slogan che, grosso modo, recitano: stiamo lavorando per fare Rapallo ancora più bella. Tutto a posto insomma per la stagione, che ormai è prossima.

Pochi chilometri più in là, vicino all’autostrada, c’è uno dei cimiteri della cittadina; inserito in un contesto verde, di vegetazione ligure.

Bello, ci si entra sereni; lo straccio per togliere la polvere dalle lapidi e i vasi di fiori da posizionare vicino ai propri defunti. Presto purtroppo la serenità lascia spazio al malessere; i campi coperti di erbacce che crescono da per tutto, sporcizia nei vialetti, i cordoli divelti che fanno tracimare la terra, marmi delle indicazioni spezzati e lasciati per terra e, il massimo, mai visto, tumuli recenti disassati rispetto alle altre tombe che occupano i vialetti e obbligano a fare attenzione per non salire sui dossi di terra.

Uscendo poi, dopo il malessere di quanto vissuto, si incontra una troupe cinematografica che, in un campo dove il terreno è stato spianato, ha ricreato un set cinematografico e sta girando una scena attorno ad una bara montata su un cavalletto.

Senza bisogno di essere Foscolo con “I Sepolcri”, penso che la cura dei defunti, e più in generale della sensibilità dei cittadini, debba essere prioritaria nelle scelte di una amministrazione che, se è vero che vive sui proventi delle attività economiche (e il turismo a Rapallo è primario), non può trascurare in maniera così grossolana gli altri aspetti sociali.

Ma perché meravigliarsi, perché Rapallo dovrebbe essere diversa, ormai tutto è spettacolo e spesso finta; con rammarico dobbiamo riconoscere che viviamo in una civiltà “incivile”. Una riprova? Al centro della prima pagina del Corriere della Sera dell’8 maggio c’è la foto che ritrae al San Carlo di Napoli il Presidente Mattarella che, in piedi, assieme al re di Spagna e al Presidente del Portogallo tributano un applauso per Noemi, la bambina rimasta ferita in un agguato e immediatamente dietro di loro una persona è concentrata … sulla lettura del cellulare!


Walking along the beachfront in Rapallo, you don’t get any sense of the damage inflicted by the storm that hit it a few months ago; the benches are tidy and well-spaced, the flower beds in bloom, the red surface of the streets just repaved, the hotels appear at their best, the Excelsior towering from above and, in the distance, the boats are again moored at the port. Near the castle, they are probably seizing the opportunity to do improvement work, and everything reflects in slogans conveying the general message that “we are working to make Rapallo even more attractive”. In summary, everything is ready for the approaching season.

A few kilometres away, near the motorway, lies one of the town’s graveyards, surrounded by Ligurian greenery.

It is beautiful, you enter it with a peaceful mind, carrying a cloth to dust the gravestones and flower pots to place near your departed loved ones. All too soon, however, serenity gives way to unease; the yards are overgrown with weeds all over, the walkways are littered, uprooted curbs allow the earth to spill over, broken marble signs lie on the ground and, outrageously, some recent mounds are out of line with the other graves and occupy the walk path, forcing people to pick their way carefully not to tramp on them.

On the way out, after this upsetting experience, you come across a cinema troupe which has created a set in a levelled-out yard, and is filming a scene around a coffin resting on a trestle.

Without the need to invoke Foscolo and his “Dei Sepolcri”, I believe that the care of the dead and, more in general, citizens’ sensitivity should be a priority in the choices of a local government, which lives on the proceeds of economic activities (and tourism is paramount in Rapallo), but should not neglect other social aspects so grossly.

But why be surprised? Why should Rapallo be different, when everything now is just show and often pretence? Regretfully we have to admit that we live in an uncivilised society. Do we need confirmation? In the middle of the front page of Il Corriere della Sera of 8 May there is a photograph taken at the San Carlo Theatre in Naples, showing President Mattarella with the King of Spain and the President of Portugal, standing, giving an applause to Noemi, the little girl who was wounded during a mafia ambush, and immediately behind them there is a person… absorbed in reading his smart phone!

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