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A noi non si risparmia mai nulla

Gli hotelier sono la categoria più bistrattata al mondo: lo dimostra anche Selvaggia Lucarelli

Gli hotelier sono la categoria più bistrattata al mondo: lo dimostra anche Selvaggia Lucarelli

Di Claudia Ferrero, 11 settembre 2014

Viviamo in un paese in cui ci facciamo andare bene tutto: ingiustizie, corruzione, mediocrità. Ma se l’argomento è un ristorante o un hotel, il petto si gonfia di italico orgoglio e i nostri connazionali si trasformano in un popolo di implacabili giudici di Masterchef e di esperti consulenti alberghieri. Basta vedere la quantità di commenti postati ogni secondo sui portali delle agenzie online o sui siti di recensioni tipo TripAdvisor.
Dall’irrefrenabile impulso critico non si esimono nemmeno i quotidiani nazionali: lo scorso 20 luglio su Libero è per esempio apparso un articolone di una pagina intera (il cui titolo recitava, più o meno così: Odissea negli Stupido Hotel: dal phon alla Bibbia, ecco come migliorare la vita a chi è in vacanza, ndr), scritto nientemeno che da Selvaggia Lucarelli, nota opinionista di reality, conduttrice televisiva e ora, a quanto pare, anche consulente alberghiero.
In questa estate povera di sole e di gossip, la prorompente show girl si rifugia in ben sedici pillole di saggezza, grazie alle quali si migliorerebbe il soggiorno dei nostri ospiti. D’altronde, da una blogger che ha come logo il cartellino usato negli alberghi sulle porte delle camere con la scritta «Stanza Selvaggia», su cui troneggiano le chiavi d’oro dei concierge, prima o poi ce lo dovevamo pur aspettare…
Nel suo articolo la Lucarelli si diverte a sbeffeggiare gli «amici albergatori», colpevoli di riservare ai poveri vacanzieri spiacevoli sorprese, perché i loro siti darebbero indicazioni sommarie e pubblicherebbero foto di camere, parole testuali, «più ritoccate delle chiappe della Marini». Per evitare soggiorni tipo «inferno a 2 stelle», alla nota opinionista non resta quindi che suggerire agli stessi amici hotelier qualche accorgimento, molti dei quali riguardanti la parte strutturale delle camere, ovvero l’arredamento (nello specifico tende, quadri, prese elettriche), alcuni impianti (condizionatori, wifi, pay-tv) e i bagni (phon, miscelatori, idromassaggio).
Peccato che la maggior parte di queste attrezzature sono state installate (e a volte persino progettate) da architetti più dediti al design e ai budget dei costruttori, che ai suggerimenti dell’albergatore… E che dire della diabolica funzione multilingua che Sky ha creato sulla sua piattaforma (solo per gli hotel)? Delle password alfanumeriche generate dai programmi per la navigazione wifi? O delle schede elettroniche per entrare in camera che si smagnetizzano tenendole nella tasca?
Sorprende che alla nota blogger, così esperta in materia, siano sfuggiti alcuni aspetti piuttosto banali e cioè:
la differenza tra gestore e proprietario della struttura: difficile conciliare le due parti, soprattutto quando c’è da aprire il portafoglio per rimediare a errori di progettazione altrui;
gli albergatori non sono né ingegneri informatici, né rivenditori Sky: se lo fossero di sicuro creerebbero software decisamente più user-friendly;
gli albergatori spesso sono costretti a fare di necessità virtù, perché le spiacevoli sorprese purtroppo le lasciano pure gli ospiti: certi tipi di phon o di grucce non sarebbero concepite in quel modo, infatti, se quest’ultimi rimanessero al loro posto anziché andare in valigia.
Lungi da me, naturalmente, l’idea di mettere in dubbio le buone intenzioni della Lucarelli, nel sensibilizzare certi colleghi su determinate scelte, o di fuggire dalle critiche, alcune delle quali poi molto condivisibili.
Resta purtroppo l’ennesima amara constatazione che la nostra categoria è da sempre al centro del mirino ed è la più bistrattata di tutte: è impossibile infatti trovare critiche pubbliche sull’operato degli avvocati, fare sarcasmo sui farmacisti, dare consigli ai chirurghi o porgere reclamo per le parcelle dei notai. Ma agli albergatori invece non si risparmia mai nulla. Ma cosa avranno mai fatto di male nella vita?

Chi è Claudia Ferrero

Sono una di quelle persone fortunate che, fin da giovani, riescono a capire quale sia la propria vocazione: dopo la scuola dell’obbligo, l’istituto alberghiero di Torino (amministrazione), faccio così il classico “salto di qualità”, con l’iscrizione alla prestigiosa Glion School in Svizzera. È grazie a questa esperienza formativa che ho infatti l’opportunità di lavorare presso strutture internazionali prestigiose, in Europa e negli Usa.
Rientrando in Italia, dopo il pre-opening del primo design hotel della Penisola, decido di trasferirmi a Piacenza per sposarmi e diventare mamma di un bambino (che nasce però in Francia, visto la propensione all’estero ormai radicata da anni…).
Per conciliare famiglia e lavoro, mi propongo quindi una nuova sfida: trasformare un bed & breakfast di 3 stelle in qualcosa di molto più ambizioso, che ora è un moderno 4 stelle con 59 camere, tre sale riunioni, spazio fitness, ristorante. Ha ottenuto anche il marchio qualità Isnart ed è il solo, a Piacenza, ad aver acquisito la certificazione di qualità Iso 9001:2008 dal gruppo Sgs. Collaboro infine con Promuovi Italia, Enaip, l’istituto tecnico per il turismo Casali e ultimamente con la provincia di Piacenza per gli Stati generali del turismo.

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