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A New York arriva l’hotel anti-Trump: prende forma il progetto Eaton

Di Job in Tourism, 12 ottobre 2018

La dichiarazione Onu sui diritti dell’uomo al posto della Bibbia sul comodino, nonché simboli neutrali alle porte dei bagni, per non discriminare la comunità Lgbt. Sono solo alcuni dei segni più evidenti che connotato il nuovo Eaton Hotel di Washington, presto ribattezzato l’albergo anti-Trump, anche perché strategicamente situato a pochi isolati da uno degli alberghi affiliati alla catena dell’attuale presidente Usa. Prende in questo modo forma concreta il progetto di Katherine Lo, la figlia del titolare della Great Eagle Holdings, Ka Shui Lo, che gestisce anche il brand Langham Hotels.

L’idea è quella di dare vita a un brand alberghiero fondato su un approccio progressista in tema di ambiente e politiche sociali. È così che il giorno dell’inaugurazione, i visitatori hanno per esempio potuto partecipare a eventi come il laboratorio dell’impegno civile, tenuto nella lobby, oppure assistere a una sorta di concerto di canzoni di protesta a cura del Resistance Revival Chorus sulla terrazza del bar. La struttura vende le proprie stanze a ben 199 dollari a notte, ma si propone di utilizzare parte dei fondi così raccolti per finanziare programmi e iniziative politicamente consapevoli. Nell’hotel c’è persino una stazione radio, le cui trasmissioni si ispirano al network newyorkese di tendenza radicale, East Village Radio.

L’albergo intende inoltre costruire pacchetti speciali per ospitare giornalisti impegnati in inchieste investigative. Non solo: mette anche gratuitamente a disposizione i propri spazi meeting a gruppi di attivisti in cerca di ambienti adeguati per i propri eventi. «Vogliamo dimostrare che possiamo generare profitti, rimanendo al contempo socialmente ed ecologicamente sostenibili», ha spiegato al The Guardian, Katherine Lo. I suoi piani sono piuttosto ambiziosi, con altre tre inaugurazioni in vista: a Hong Kong prima della fine dell’anno, nonché a Seattle e a San Francisco nel 2019.

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