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A.I.C.R.: “Crescere puntando sui giovani”

L'associazione che riunisce i vice direttori e capi ricevimento alberghieri ha da poco eletto il suo nuovo presidente, Nicolò Grillo Della Berta, che in questa intervista ci racconta quali sono gli obiettivi e le prossime iniziative rivolte in modo particolare ai giovani professionisti

L'associazione che riunisce i vice direttori e capi ricevimento alberghieri ha da poco eletto il suo nuovo pr

Di Job in Tourism, 17 Giugno 2024

Formazione, networking, attenzione a studenti e giovani professionisti. Sono gli obiettivi sempre più al centro dell’attività dell’A.I.C.R., la storica associazione che riunisce i vice direttori e capi ricevimento alberghieri, che nelle scorse settimane ha eletto il suo nuovo presidente, Nicolò Grillo Della Berta. 

Con una consolidata esperienza nel settore degli hotel di alta gamma nonostante la giovane età, Grillo Della Berta è oggi Front of House Director di Casa Brera, il nuovo hotel luxury del gruppo Marriott che aprirà a breve a Milano, e in questa intervista dall’ultimo numero del magazine di “Job in Tourism” (sfogliabile per intero a questo LINK) ci racconta come l’associazione che oggi guida punti soprattutto a riagganciare i giovani professionisti dell’ospitalità puntando sulla condivisione di esperienze e l’offerta di occasioni di crescita professionale.

L’A.I.C.R è un’associazione storica del mondo alberghiero. Quali sono gli obiettivi per il prossimo futuro? 

L’obiettivo principale è sicuramente riuscire ad avere più associati aprendo l’associazione non solamente ai capo ricevimento, ma anche alle figure junior e agli studenti. Mi piacerebbe che l’associazione rappresentasse un’occasione per confrontarsi e crescere insieme, anche attraverso eventi nei quali incontrarsi, conoscere come lavorano i cosiddetti “competitors” nella propria o in altre città, ma soprattutto condividere esperienze con i colleghi. Quando ero a Londra, con l’associazione facevamo molti di questi eventi: l’aspetto più bello è proprio ritrovarsi con persone che, facendo il tuo stesso lavoro, ti capiscono al volo. Come associazione crediamo che il futuro sia nelle mani di chi non ha paura di chiedere aiuto ed è pronto a collaborare, che vede ogni sfida come un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo.

State lavorando a iniziative specifiche?

L’aspetto al quale vorremmo dare maggior importanza è la formazione, offrendo agli associati la possibilità di partecipare a corsi e master – siamo già in contatto con alcune scuole per stringere partnership che vadano in questa direzione. Vorremmo organizzare anche webinar periodici con esperti del settore su temi operativi – come rendere più efficiente l’housekeeping, come gestire gli sprechi, come ottimizzare i profitti con il revenue management, per esempio – che possano aiutare a gestire il lavoro in modo più efficace. Ciò anche per chi lavora in strutture più piccole e a conduzione familiare, nelle quali spesso ci si occupa di più cose contemporaneamente e non si hanno le stesse opportunità di formazione di chi lavora in grandi realtà. Insomma, creare un network all’interno del quale ci si possa non solamente “sfogare” rispetto alle cose che del lavoro non vanno, ma anche migliorarsi, in un viaggio di crescita reciproca dove si scambiano competenze e il successo di una persona è considerato il successo di tutti. Ciò succederà a Roma e a Milano principalmente, perché sono i due hub nei quali al momento abbiamo più soci, però vorremmo allargare le opportunità anche a Venezia, Firenze, Genova e al Sud Italia. Non a caso quest’anno a novembre il nostro concorso ROTY – Receptionist Of The Year si terrà a Taormina.

Proprio il concorso rimane uno dei momenti più importanti per l’associazione.

Rappresenta l’occasione per ragazzi e ragazze di mostrare le proprie capacità non solamente all’interno dell’hotel nel quale lavorano, ma anche all’esterno e, quindi, di crescere e avere nuove opportunità sia nella propria struttura che in altri contesti. Il vincitore ha poi la possibilità di partecipare al concorso World’s Best Receptionist in rappresentanza dell’Italia: un’occasione davvero unica. 

A proposito dei giovani, in questo momento il front office, insieme alla cucina, è uno dei reparti per i quali è più difficile trovare personale. Perché? 

È una difficoltà che hanno tutti gli alberghi in questo momento: si fatica a trovare personale, quando li si trova spesso non è particolarmente qualificato e bisogna scendere a compromessi assumendo persone che non hanno particolare esperienza. Ecco, per me l’esperienza è importante quanto lo è l’attitudine: anzi, quando l’attitudine è quella giusta, l’esperienza può anche passare, in parte, in secondo piano ed essere recuperata attraverso la formazione. L’attitudine, invece, è qualcosa che difficilmente si può acquisire o modificare. È per questo che ai ragazzi all’inizio della carriera consiglierei soprattutto di avere l’attitudine giusta. Detto questo, però, non sono solamente i giovani a doversi impegnare. 

Ovvero?

Il Contratto collettivo nazionale del turismo non è stato aggiornato per molti anni e gli stipendi, in generale, non sono allineati al costo della vita. In un hotel nel quale ho lavorato in passato ricordo che ai colloqui molte erano le persone interessate a trasferirsi dal Sud Italia per venire a lavorare da noi, ma non potevano farlo perché non avrebbero potuto permettersi un affitto con lo stipendio proposto. C’è poi una terza leva fondamentale, sulla quale vorremmo lavorare anche come associazione, ovvero l’importanza delle figure manageriali in azienda: i giovani professionisti devono poter vedere nel capo una persona della quale fidarsi e dalla quale poter imparare, alla quale poter guardare dicendosi: “Ecco, io tra dieci anni voglio essere così”. Ciò fa sì che anche gli aspetti negativi del lavoro possano essere superati da quelli positivi. 

E sui giovani professionisti volete puntare anche come associazione, diceva. 

Dall’anno prossimo vorremmo coinvolgere ragazzi e ragazze non solamente dopo il diploma, aiutandoli a cercare lavoro, ma anche prima, andando nelle scuole a tenere corsi di orientamento gratuiti per raccontare loro come cercare lavoro e costruire un curriculum. Offrire, cioè, a giovani professionisti e studenti un aiuto per entrare nel mondo del lavoro, anche raccontando loro in cosa consiste praticamente la nostra professione, perché si crei interesse e possano proiettarsi nel mondo del lavoro in modo concreto, conoscendone gli aspetti positivi, e anche quelli negativi perché, quando si è preparati, poi si vive tutto in maniera diversa. 

Prima parlava di attitudine. Ma quali sono le competenze, sia tecniche che personali, che servono oggi per lavorare al front office?

La prima, indubbiamente, è la conoscenza della lingua inglese. Il secondo aspetto è la flessibilità, ma – intendiamoci – non la flessibilità di lavorare 10-12 ore al giorno, come spesso purtroppo avviene nel nostro settore. Si lavora 8 ore al giorno e, se è necessario, si fanno degli straordinari pagati. Però, bisogna essere consapevoli che questo è un lavoro nel quale si lavora nel fine settimana, nei festivi, la mattina presto e la sera tardi. Infine, proprio l’attitudine giusta, che in un settore come l’ospitalità significa essere disponibili ad aiutare gli altri, in maniera genuina e con il sorriso.

(Nella foto, un momento del World’s Best Receptionist 2023 che si è tenuto nei mesi scorsi a Nizza, al quale ha preso parte anche la delegazione italiana di A.I.C.R.., guidata da Della Berta, sulla sinistra. A rappresentare l’Italia alla competizione, la vincitrice del concorso nazionale ROTY – Receptionist Of The Year Rossella Maressa, al centro)

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