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A Cosenza la prima edizione di VVVMediterraneo, vetrina di vini e vitigni

Di Anna Goffi, 5 gennaio 2007

Si è svolta a fine novembre a Cosenza, all’interno delle Cupole Geodetiche, la prima edizione di VVVMediterraneo, la Vetrina dei vini e dei vitigni del Mediterraneo.
L’iniziativa, promossa da Mediterraneo onlus con il patrocinio del ministero delle politiche agricole e forestali, della regione Calabria e della provincia di Cosenza e in collaborazione con l’Ente fiera della città di Cosenza, è stata un’occasione per conoscere il meglio della produzione enoica calabrese che vanta una notevole ricchezza.
«In Calabria», ha dichiarato Igor Durnwalder che, originario di Bolzano, è arrivato fin qui per occuparsi di public relation delle Cantine in Donnici di Spadafora, «esistono 180 tipi di vitigni autoctoni, tra cui citiamo il Magliocco, il Gaglioppo e il Montonico Nero mentre in Francia, per esempio, ce ne sono al massimo una ventina. Pertanto, qui vale la pena di puntare su un prodotto che identifica la zona geografica di provenienza».
«Da noi», incalza Filippo Bosa, amministratore unico della Cantina Vivacqua, «è più difficile produrre che commercializzare, ma credo fermamente nei prodotti di nicchia di alta qualità e ho scelto di muovermi in questo senso nel rispetto della tradizione».
Ancora più difficile è essere un produttore donna. Eppure Lidia Matera, titolare dell’azienda vitivinicola Terre Nobili, situata a Montalto Uffugo, dopo aver studiato e lavorato per anni a Bologna, ha accettato la sfida di ritornare in questo luogo per svolgere il proprio lavoro, che le è valso una serie di riconoscimenti importanti sulle principali guide del settore. «Ho scelto di mettere le mie radici qua perché sono solare e mediterranea», ha affermato con entusiasmo Lidia, «ma è grazie alla mia formazione che ho potuto mettere in piedi una struttura organizzativa tipica del centro-nord. Amo questa mia terra, nonostante debba superare quotidiane difficoltà, e sono fiera di essere donna al punto che ho chiamato uno dei miei vini Donna Eleonora, in onore di Eleonora Fonseca Pimentel, spirito libero ed eroina incompresa del Regno delle due Sicilie».
Attaccamento alla propria terra d’origine anche per Graziano Paladino, titolare dell’azienda Farneto, situata in zona Altomonte, il quale ha voluto sottolineare la provenienza delle uve utilizzate riproducendo in etichetta la chiesa angioina di Santa Maria della Consolazione. Tale chiesa, insieme all’antico castello feudale di origine normanna, oggi trasformato in albergo di lusso, domina e contraddistingue l’incantevole centro medioevale di Altomonte, uno dei borghi più belli d’Italia, che si fregia anche della bandiera arancione.
Una scelta, quella della valorizzazione del territorio, in perfetta linea con la manifestazione fieristica che voleva essere promozionale, oltre che per le aziende, anche per l’intera provincia di Cosenza, facendo conoscere risorse naturali, artistiche, storico-culturali, enogastronomiche. Lo stesso centro storico di Cosenza, da pochi anni recuperato, è diventato nuovamente il centro culturale e di aggregazione più importante della regione. Infatti il capoluogo calabrese, sede in passato di un’importante attività culturale, vede ancora oggi arte e cultura collocate in primo piano. Ne sono testimonianza i vari musei presenti, gli innumerevoli eventi tematici, le tante biblioteche e la vicina università.

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